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Videogiochi e dislessia: una nuova scoperta all'università di Padova

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Come i videogiochi migliorano le capacità dei bambini dislessici

Uno studio, condotto da due giovani ricercatori del laboratorio di neuroscienze cognitive dello sviluppo (dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova), Sandro Franceschini e Sara Bertoni, e pubblicato sulla rivista scientifica Neuropsychologia, ha portato a un nuovo livello la ricerca che coinvolge l'uso di videogiochi e la velocità di lettura, le abilità attentive e la memoria verbale a breve termine in bambini con dislessia.

Improving action video games abilities increases the phonological decoding speed and phonological short-term memory in children with developmental dyslexia è il titolo del lavoro dei due ricercatori in cui viene dimostrato che non tutti i piccoli soggetti con dislessia traggono beneficio dall’utilizzo di videogiochi nella cura: solo chi riesce a migliorare il suo punteggio nel corso delle partite al videogioco ottiene un beneficio.

«La ricerca pubblicata – afferma Sara Bertoni - dimostra che nei training con videogiochi d’azione, così come per gli altri trattamenti per la dislessia, è necessaria una supervisione da parte di un esperto in riabilitazione neuropsicologica dello sviluppo. Oltre alla conoscenza delle basi sottostanti il disturbo e quelle legate al trattamento in questione, deve essere consapevole che sta lavorando con soggetti in via di sviluppo, con un cervello molto plastico e con sistemi non completamente maturi. Non è sufficiente quindi mettere un bambino davanti ad uno schermo con un videogioco per poter ottenere un miglioramento nella velocità di lettura e nella memoria verbale a breve termine».

Il trattamento è durato due settimane (12 incontri di un’ora al giorno) su bambini con età media di 9 anni. Ai piccoli venivano proposti due videogiochi commerciali d’azione in cui un’elevata velocità di presentazione e un’imprevedibilità degli eventi - che compaiono principalmente nella periferia del campo visivo – richiedevano loro un rapido dispiegamento dell’attenzione visiva.

Alla fine del training, i bambini sono stati suddivisi in due gruppi in base all’andamento dei punteggi nei videogiochi. Dai risultati finali si è constatato che il gruppo con punteggi di gioco più elevati era anche quello che ha ottenuto benefici maggiori nella lettura e nella memoria.

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