CULTURA

Scienza e Arte: dalla fisica alla musica classica

Raffaello Morales ha 33 anni, un master in fisica teorica e un dottorato in matematica applicata. Nato a Roma, vive e lavora a Londra dal 2009. Ha una mente scientifica, certo, ma in lui abita anche l'arte, intesa nella sua massima espressione, perché Morales è, soprattutto e prima di tutto, un musicista. Inizia ad amare la musica da bambino, studia pianoforte e composizione e si diploma al conservatorio de L'Aquila. Una passione profonda che mette in pausa per qualche tempo, convinto, come molti giovani della sua generazione, che per superare dubbi e paura di fallire serva un lavoro sicuro e concreto in grado di garantire stabilità. Ma la vita, prima o poi, ci riporta sulla strada maestra, obbligandoci a fermarci per riflettere, ascoltare il cuore, fare scelte importanti: così, dopo aver lavorato per cinque anni per una banca d'investimento, decide di dedicarsi completamente alla musica, e nel 2019, a Londra, fonda la Fidelio Orchestra, di cui è direttore musicale, un ensemble che riunisce musicisti professionisti, studenti e musicisti dilettanti di alto livello.

Il progetto punta a rendere la musica classica accessibile a tutti, partendo dai giovani. "Il nostro è un tentativo di portare la musica, con il suo valore intellettuale e il suo bagaglio emotivo, a più persone possibile. Rompendo le barriere che separano pubblico ed esecutori, cambiando i contesti sociali in cui la musica viene presentata, riportandola in ambienti più intimi, nei salotti, per esempio. E, se parliamo invece di musica sinfonica, creando situazioni di ascolto accattivanti, che richiedano meno riverenza". Un proposito che trova nutrimento nella sincera convinzione che la musica possa trasformare la vita delle persone, ma che l'ascolto non possa essere imposto e debba invece essere cercato, voluto. Un discorso, questo, che vale, in generale, per tutta l'arte. Quel che si può fare, dunque, è provare a creare condizioni nuove e audaci, più attraenti e innovative, affinché l'arte venga desiderata

"Suonare una nota sbagliata è insignificante, suonare senza passione è imperdonabile", diceva Beethoven: una frase riportata anche nel sito dell'orchestra, un messaggio che definisce l'anima di questo progetto fortemente voluto da Morales, oggi direttore d’orchestra, pianista, compositore, produttore, educatore e divulgatore musicale.

Il Fidelio di Beethoven, da cui l'orchestra prende il nome, "riflette l'ambizione umana di autoaffermazione che prende in prestito dalla tradizione per stabilire il moderno, sfidando la forma mantenendo l'essenza". Mantenere l'essenza dell'arte, dunque la sua bellezza, trasformando la forma, sfidando e superando le regole imposte dal sistema. Una prova d'amore e coraggio, "per stabilire il moderno".

Sulla relazione tra scienza e arte, e in particolare tra scienza e musica, Morales non ha dubbi: non solo esiste, è necessaria. Perché "è tutto collegato", ce lo insegna la storia. "La musica si basa su relazioni esatte, per quel che l'orecchio permette di distinguere. Ci sono due dimensioni in cui la matematica gioca un ruolo fondamentale nella musica: il tempo, la relazione temporale tra le diverse scale, e la relazione armonica, quella tra i diversi suoni. Questo appassiona moltissimo le menti matematiche. Ma la musica, in più, mette in gioco l'aspetto emozionale dell'essere umano e aggiunge una ulteriore dimensione rispetto alle scienze esatte. Posso dire di aver provato forti emozioni durante gli esami di matematica, ma non le stesse provate durante le esecuzioni musicali o l'ascolto. C'è bellezza anche nella matematica, ma la musica aggiunge l'aspetto emotivo sia per l'ascoltatore che per l'esecutore. Ancora, nel rapporto tra fisica e musica entra in gioco l'ossessione per l'ordine e il riconoscimento di queste strutture latenti. E non riguarda solo la musica e la fisica, ma anche l'architettura e le arti visive. La possibilità di far emergere un sentimento estetico da una struttura meccanica, riproducibile, è un gran trionfo del progresso umano".

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