CULTURA

Paesaggi sonori. I suoni del museo

Che posto occupa il suono all'interno di un museo, qual è il suo ruolo in spazi che siamo abituati ad attraversare in silenzio, a esplorare utilizzando principalmente la vista? Come e dove si colloca la dimensione sonora nel contesto museale? Partiamo da una riflessione e da un progetto (realizzato) che risponde a queste prime domande, introducendo parole chiave come "esperienza" e "cultura". "Il concetto di paesaggio sonoro esalta il senso del suono nello spazio dell’esperienza umana, come visione dei suoni nella cultura, dei suoni della cultura [...] Il paesaggio sonoro è la visione unitaria dello spazio come luogo dell’esperienza sonora; l’esperienza del soggetto che individua, sceglie e ricompone i suoni come espressione del mondo", scriveva nel 2007 Febo Guizzi, etnomusicologo e antropologo dell'università di Torino, nel suo testo Per un museo del paesaggio sonoro, riferendosi alla progettazione del Museo del Paesaggio Sonoro di Riva presso Chieri e alla possibilità di fare "esperienza" d'ascolto in uno spazio espositivo. "Il paesaggio sonoro del museo del paesaggio sonoro [...] è una dimensione particolare, concentrata in tutti i sensi, prima di tutto quello dell’investimento affettivo, di temporalità culturale, di rimedio per mezzo delle idee e delle emozioni al rischio di perdita". Il museo, nato grazie a Domenico Torta, custode del patrimonio della musica popolare del Piemonte, ha stimolato anche la ricerca, a partire dal progetto Sound Archives & Musical Instruments Collection dell'ateneo torinese con la catalogazione digitale degli strumenti musicali della collezione.

Museo di Geografia

Partendo dalla volontà di indagare la relazione, ancora poco esplorata, tra suoni e musei, abbiamo scelto di visitare e raccontare il Museo di Geografia dell'università di Padova (con sede a Palazzo Wollemborg in via del Santo, 26), per una volta partendo proprio dall'ascolto, tra le sale dedicate a una disciplina animata dal desiderio di scoperta e conoscenza del mondo. A guidarci è il conservatore Giovanni Donadelli. "A Padova venne istituita la prima cattedra di Geografia in Italia, della quale noi parliamo ancora oggi all'interno di quello che è il primo e unico museo italiano dedicato a questa disciplina. In questo contesto si è scelto di valorizzare il patrimonio attraverso un allestimento che, sin dalle prime fasi di progettazione, ha tenuto in viva considerazione la dimensione dell'ascolto e dei suoni". Accompagnati dalle sue parole, abbiamo dunque pensato di realizzare un video, per rintracciare la storia del museo e svelare gli spazi e gli strumenti dell'allestimento, e una visita in forma di podcast, una passeggiata al museo come esperienza d'ascolto.

icone audio

Passeggiata sonora - alla scoperta del Museo di Geografia con il conservatore Giovanni Donadelli

"Quella del suono è una delle tante dimensioni con cui si sta arricchendo la promozione del patrimonio culturale . A livello internazionale il turismo sta vivendo un cambio di paradigma, passando dalla dimensione del vedere a quella del fare", che prevede il coinvolgimento, la partecipazione, e che ci porta a "emozionarci facendo esperienza". Una tendenza che ha trasformato le attività dei musei, sempre più spesso "chiamati ad ascoltare il proprio pubblico, attraverso quella che viene definita audience development".

"I suoni devono essere valorizzati all'interno dei luoghi della cultura, a partire dai musei. L'ascolto è complementare alla dimensione della vista: è capace di arricchire le narrazioni e moltiplicare le interpretazioni che i visitatori sono in grado di dare al patrimonio tangibile e intangibile". E Donadelli continua: "La dimensione sonora attiva le emozioni che si collegano al luogo che stiamo visitando. Sin dalla prima sala, il Museo di Geografia sfrutta un tappeto sonoro dato dagli strumenti di misurazione e viene accompagnato dalle tracce composte dal musicista Giorgio Gobbo [...] Nella sala buia delle metafore una voce ci accompagna in un viaggio alla scoperta della storia e dell'evoluzione della geografia".

L'ascolto è capace di arricchire le narrazioni e moltiplicare le interpretazioni Giovanni Donadelli, conservatore del Museo di Geografia

Riprese e montaggio: Elisa Speronello

"Il Museo di Geografia è un museo sensibile, perché capace di entrare in relazione con il visitatore attraverso tutti i sensi: la vista, il tatto, l'udito, di cui stiamo parlando ora, l'olfatto, che stimoliamo nell'ultima sala attraverso al diffusione di aromi, e il gusto, con eventi di degustazione dedicati ovviamente alla geografia". 


L'audioguida per la città

Si chiama Polyplaces: tanti mondi in un luogo solo ed è l'audioguida, realizzata dal Museo di Geografia, pensata per arricchire il proprio sguardo geografico su luoghi della città di Padova. Attraverso 10 tracce audio per un tragitto di 450 metri, il primo “capitolo” del progetto d'ascolto accompagna alla scoperta di via del Santo, da Palazzo Zabarella alla piazza del Santo. Le audioguide sono 24 e sono disponibili gratuitamente presso il front-office del museo a Palazzo Wollemborg. "Via del Santo è ricca di storie e geografie che vengono sviluppate in tracce e trame sonore - spiega Donadelli - che portano ad accogliere punti d'ascolto diversi lungo la via, favorendo relazioni nuove con i luoghi e gli attori del territorio".

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