SOCIETÀ

Quella stretta di mano tra Greta e Francesco

“Vai avanti, Greta”. Quando ieri papa Francesco ha incontrato la giovane attivista svedese, stringendole la mano, incitandola a continuare e, dunque, confermando il suo pieno appoggio alla lotta per la prevenzione dei cambiamenti climatici accelerati dall’uomo, abbiamo avuto la plastica dimostrazione che è stata stretta la più importante alleanza politica di questa prima parte del XXI secolo: quello del capo religioso più influente sul pianeta e quella che è la leader riconosciuta di un movimento di giovani che ha assunto, a sua volta, una dimensione planetaria. Queste due persone, leader globali per ragioni affatto diverse, hanno un obiettivo comune: smuovere la superpotenza addormentata – l’opinione pubblica mondiale – per “imporre” ai governi la ricerca di una soluzione efficace e, quindi, rapida al più grave problema che ha difronte l’umanità in questo secolo: il cambiamento del clima, appunto.

Papa Francesco e Greta non sono attori politici convenzionali. “Quante sono le loro divisioni?”, avrebbe chiesto Stalin. Né papa Bergoglio né tantomeno Greta hanno strumenti, convenzionali appunto, per intervenire nella politica internazionale: non hanno eserciti (non hanno divisioni, appunto), non hanno risorse economiche (beh, il papa un po’ di risorse le ha, ma certo non sufficienti a influire in maniera significativa sulle vicende mondiali). 

E tuttavia sul governo del clima globale sono i due personaggi che, con la sola forza delle idee, in questo momento possono fare di più di qualsiasi altro sul pianeta Terra

Il motivo è molto semplice. La comunità scientifica ha indicato degli obiettivi precisi da raggiungere per avere un futuro climatico ancora controllabile: abbiamo appena un decennio per impedire che l’aumento medio della temperatura del pianeta superi i 2 °C rispetto all’epoca pre-industriale. In questo decennio dobbiamo impostare e realizzare un radicale cambiamento del paradigma energetico, passando dai combustibili fossili (principali responsabili delle emissioni antropiche di gas serra) a fonti energetiche rinnovabili e carbon free, oltre che bloccando la deforestazione e l’uso insostenibile del suolo. Se non ci riusciamo il futuro climatico che ci aspetta è del tutto indesiderabile e, probabilmente, imprevedibile.

Ma su questo c’è un’ampia letteratura, di cui Il Bo Live ha dato ampio conto nelle settimane e nei mesi scorsi. 

 

Qual è il problema politico, dunque? Beh siamo difronte a un paradosso: i governi dei paesi che si ritrovano nelle Nazioni Unite hanno riconosciuto la necessità di raggiungere gli obiettivi indicati dalla comunità scientifica. Dobbiamo fare di tutto per contenere l’aumento della temperatura media del pianeta entro i 2°C e, sperabilmente, entro 1,5 °C rispetto all’epoca preindustriale. Ma fanno fatica a passare dalle parole ai fatti necessari per raggiungerlo, quell’obiettivo. Se anche rispettassimo tutti gli impegni finora presi, infatti, l’aumento della temperatura a fine secolo sarà, molto probabilmente, di almeno 3 °C. Ben oltre la soglia di relativa sicurezza. 

È necessario, dunque, che i governi accelerino la loro azione per risolvere un problema che hanno riconosciuto reale. Ma per un groviglio inestricabile di motivi questi governi non hanno la volontà o la capacità di effettuarla questa accelerazione.

Di qui un’altra necessità: c’è bisogno che qualcuno sufficientemente forte che modifichi la volontà e faccia vincere la timidezza dei governi. E questo qualcuno sufficientemente forte non può che essere una superpotenza globale. L’unica superpotenza globale in grado di fare tutto questo è l’opinione pubblica. Purtroppo si tratta di una superpotenza dormiente. Occorrerebbe svegliarla.

In passato hanno svolto la funzione di sveglia i movimenti politici organizzati (i partiti o simili) e le forze sociali (i sindacati). Ma negli ultimi anni la forza propulsiva di queste organizzazioni si è quasi del tutto esaurita. In Europa, per esempio, i partiti nati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento mostrano un profondo smarrimento difronte alle nuove sfide globali. I partiti socialdemocratici, i partiti liberali, gli stessi partiti con un forte orientamento religioso, come la democrazia cristiana, non sanno più organizzare una risposta o, quantomeno, non riescono più a organizzare un consenso sufficiente per affrontare problema quali quelli dei cambiamenti climatici accelerati dall’uomo.

Per fortuna c’è qualcuno che sta cercando di occupare questo vuoto. Succede sempre in politica. Si tratta più di singoli personaggi che di movimenti organizzati. Ebbene i due leader che, in maniera diversa, stanno (fortunatamente) occupando il vuoto lasciato nella politica del clima sono Francesco e Greta. E ieri questi due leader così diversi si sono stretti la mano, a sancire un’alleanza niente affatto scontata. 

Ha iniziato papa Bergoglio a prendere in mano la bandiera dell’ambientalismo globale, nel 2015 rendendo pubblica l’enciclica Laudato si’, il cui succo essenziale era questo: la ricerca scientifica dimostra che l’impronta umana sull’ambiente è diventata imponente; anzi, oggi Homo sapiensè il più importante fattore evolutivo della biosfera, tant’è che una parte importante della comunità scientifica propone di chiamare antropocenel’era in cui viviamo; occorre ricomporre un equilibrio tra l’uomo e il resto della natura; non c’è equilibrio possibile se non è nel medesimo tempo sociale ed ecologico. 

Il 20 agosto 2018, appena otto mesi fa, Greta Thunberg, 15 anni, ha iniziato a non entrare in classe e a manifestare davanti alla sua scuola, a Stoccolma, per protestare contro le inerzie del governo svedese, dell’Europa, del mondo intero in fatto di politiche di contrasto ai cambiamenti del clima. Ci state rubando il futuro, diceva, e noi adolescenti non possiamo farci nulla, perché quando verrà il nostro turno di prendere le redini del governo della società sarà troppo tardi. Per cui mi mobilito per indurre voi adulti a sbrigarvi. È evidente che Greta ha toccato un nervo scoperto della superpotenza dormiente, l’opinione pubblica mondiale. Un nervo che attraversa quegli organi vitali che sono i giovani e i giovanissimi. In men che non si dica, non solo la determinatissima Greta è diventata nota in tutto il mondo, ma ha stimolato la crescita rapidissima e spontanea di un movimento pacifico e con un obiettivo ben definito di giovani che in tutto il mondo chiede di “fare presto”. Questo movimento è una sorta di ricostituente per una società piegata su se stessa e sui suoi egoismi. Quanto a lei, Greta Thunberg, fonda i suoi obiettivi politici sulla conoscenza scientifica. Cerca (e trova) l’alleanza della comunità scientifica. Così è diventata una leader di dimensione planetaria. Dimostrando, peraltro, di avere le spalle e la testa per sostenere un simile peso. Incredibile, a quella età.

Certo la leadership di entrambi, Francesco e Greta, presenta dei limiti. Il papa ha ottenuto il consenso ammirato anche di molti laici e di credenti di altri movimenti religiosi. Ma Francesco non ha il consenso di tutto il mondo cattolico. Anzi, talvolta incontra un dissenso esplicito. E l’elemento ecologico è entrato come freccia tra le più acuminate nella faretra dei cattolici più conservatori che non accettano la visione che papa Bergoglio ha del mondo e della Ciesa.

Anche la leadership di Greta ha dei limiti visibili. Tutti i fuochi spontanei, privi di organizzazione, rischiano di spegnersi con la stessa rapidità con cui si sono accesi. Anche lei, inoltre, è stata fatta oggetto di critiche feroci e ingenerose. Ma non sembra risentirne. Lei, come l’ha incitata a fare papa Francesco, va avanti imperterrita. 

I limiti di questi due leader sono, tuttavia, anche la loro forza. Essi non solo sono ma appaiono disarmati difronte alla platea mondiale. Non hanno divisioni e lo ostentano. Non hanno interessi tangibili e questo li rende credibili. 

Il futuro del clima del pianeta Terra e della stabilità della società umana dipende(anche e non poco) dalla credibilità e dall’empatia che riusciranno a conservare e magari ad accrescere i due alleati, Francesco e Greta.  

 

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