UNIVERSITÀ E SCUOLA

Un'idea di università. Lo studio, la ricerca, la didattica

Nel pomeriggio del 5 marzo, il complesso Beato Pellegrino dell'Università di Padova ospita l'evento "Un'idea di università. Lo studio, la ricerca, la didattica", una discussione intorno ai volumi di Stefano Jossa, Dell’università (Quodlibet, 2025), e di Marcello Ghilardi, Le lezioni invisibili (Mimesis, 2025), con interventi di Marcello Ghilardi e Luca Illetterati.

Nell'attuale assetto dell'università, in cui l'innovazione e la trasformazione delle forme di didattica riveste un ruolo notevole, i discorsi che tentano di pensare i processi in corso rischiano di venire spesso polarizzati tra due modi o approcci mutuamente esclusivi e fortemente stereotipati, quello di un "conservatorismo passatista" nostalgico di un'università che in realtà non è mai esistita e quello di un "progressismo tecnofilo" innamorato dell'innovazione in quanto tale, a tutti i costi. 

In molte comunicazioni o protocolli l'idea stessa di che cosa sia o possa essere un rapporto educativo e formativo - in un percorso che non è più quello della scuola dell'obbligo - e di che cosa sia o possa essere una lezione all'università sembra orientarsi verso fini operativi, risultati attesi e metodiche indipendenti dalle discipline insegnate, da applicare in modo quasi procedurale per innovare e rendere produttiva, efficace l'istituzione accademica. Ma prima di essere un’istituzione o un’azienda, l’università è un’idea, in cui invece di essere gli uni al servizio degli altri, e funzioni degli altri, docenti, studentesse e studenti vanno concepiti come intellettuali, disinteressati ricercatori e ricercatrici. 

In un’epoca in cui alcuni modelli funzionali sembrano trasformare il mondo accademico in modo radicale, subordinandone le logiche di ricerca e insegnamento a forme di performance, di creditizzazione, di professionalizzazione, di fund raising, è importante chiedersi ancora quale idea di università debba e possa essere traghettata nel presente e nel futuro, perché anche da questa idea dipende che tipo di società e di comunità umana si può cercare di promuovere - nella consapevolezza che tanto i saperi quanto i soggetti non sono mai entità statiche, fisse, immutabili, ma processi in continua metamorfosi, sempre de-coincidenti rispetto a se stessi.

La partecipazione all'incontro è libera.

Locandina

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