CULTURA

Atelier d'artista: Chiara Coltro

Creativa, solida, spontanea. Chiara Coltro, protagonista del ventiduesimo episodio di Atelier d'artista, racconta se stessa e la sua arte e ci seduce: i suoi modi rivelano equilibrio, una naturale centratura che si nota subito, anche solo osservando i suoi movimenti nello spazio. Visitiamo il suo atelier in via dei Colli nel quartiere Brusegana, a Padova: veniamo accolti in un ambiente intimo e al tempo stesso ci sentiamo totalmente immersi nella vita frenetica della città. Lo studio si affaccia sulla strada e si offre come luogo aperto e vivo che, senza opporre resistenza, riceve i passaggi quotidiani, gli umori e i rumori. Suddiviso in due piccoli ambienti, lo spazio è luminoso ed essenziale, senza eccessi eppure ricco di opere e materiali, colori e pennelli: le tele sono sui cavalletti, appese alle pareti, sul tavolo da lavoro, a terra. Le ampie vetrate lasciano entrare la luce annullando il confine con l'esterno. 

"La passione per la pittura l'ho sempre avuta ma la vita mi ha condotta altrove: ho studiato al liceo scientifico e poi ho scelto una scuola di stilismo e modellismo. Per molti anni ho avuto una attività imprenditoriale artigianale di maglieria da donna ricamata a mano, poi sono arrivati i figli e ho lavorato con mio marito, ma la passione per l'arte non si è mai spenta, come dico sempre l'acqua trova la sua strada. Ho ripreso piano piano a dipingere, sono andata a lezione dal pittore padovano Umberto Menin e ho partecipato a molti laboratori per affinare le tecniche, dalla xilografia all'incisione, dalla scultura all'acquerello. Ho fatto figurativo per vent'anni, per scegliere infine la pittura astratta imparando dal maestro tedesco Andreas Kramer. Il passaggio non è stato immediato: dapprima ho realizzato paesaggi astratti per poi spingermi verso l'informale perché, a un certo punto, ho sentito il bisogno di esprimermi in maniera diversa, soprattutto attraverso le emozioni. Anche nel figurativo potevo creare atmosfere, ma la pittura informale astratta mi ha dato maggiori possibilità: sono molto empatica e percepisco quello che accade attorno a me, per questo ho sentito la necessità di esprimermi attraverso un nuovo linguaggio. Oggi amo sperimentare, nella mia ricerca esploro la materia, il colore e i modi in cui la luce si appoggia sulla materia stessa".

Servizio di Francesca Boccaletto e Massimo Pistore

Amo sperimentare, nella mia ricerca esploro la materia, il colore e i modi in cui la luce si appoggia sulla materia stessa Chiara Coltro

"Mi piace guardare le stelle e il fondo del mare, ho praticato molti sport, ho fatto subacquea e ho raggiunto le vette delle montagne. Ho viaggiato sia da sola che in compagnia e sono tanti gli stimoli che ho ricevuto e continuo a ricevere. Gli spunti per i miei lavori hanno un'origine emotiva, elaboro le sensazioni che provo quando mi trovo in natura, per esempio in mezzo a un bosco, o quando incontro persone stimolanti di cui custodisco memoria per diversi mesi. Sono emozioni di cui mi nutro e che trasferisco nelle opere per raggiungere chi guarda".

"Sono molto attratta dai fenomeni naturali: incendi, eruzioni vulcaniche, inondazioni, temporali. Ne sono affascinata e li riporto nei miei lavori che, quindi, rivelano sempre un movimento. Non realizzo nulla di statico, c'è una sorta di turbolenza nelle mie opere".

Lavoro su più tele contemporaneamente, in questo momento ne ho sei in lavorazione. Quando entro in studio le guardo e decido quale sarà la protagonista di quel pomeriggio Chiara Coltro

L'atelier, calato nel contesto urbano, e l'anima dell'artista, così profondamente legata a natura ed emozioni, sembrerebbero destinati alla collisione invece, in quest'isola felice, l'equilibrio tra universi diversi è possibile. “Amo questo spazio perché c'è molta luce ed è vicino a casa. Sicuramente mi piacerebbe lavorare in un atelier più grande e in mezzo alla natura, ma se mi spostassi per esempio sui colli tutto diventerebbe più scomodo. Alla fine preferisco la comodità”.

Sistemato al centro del primo ambiente, a cui si accede dall'ingresso, il grande tavolo serve a preparare la base materica, poi le tele passano al cavalletto dove Coltro inizia a stendere i colori. L'ultimo passaggio è relativo all'uso dei pigmenti. "Un'opera può restare appesa o a terra per mesi - spiega -: ci sono lavori più immediati, ma che comunque non concludo mai in meno di un mese, altri che invece lascio lì, fermi, anche per un anno".

“Lavoro su più tele contemporaneamente, in questo momento ne ho sei in lavorazione. Entro in studio, le guardo e decido quale sarà la protagonista del pomeriggio. Il mio lavoro è molto stratificato, procedo per velature. Non sono molto disciplinata, non c'è un rigore, ascolto quello che mi dice il quadro. Osservo le tele e, in quel momento, intuisco quale sarà il passaggio successivo. Generalmente vengo in studio tutti i pomeriggi, compresi il sabato e la domenica. Il pomeriggio è dedicato alla pittura, a me stessa".

La relazione di Coltro con lo spazio creativo è fatta anche di piccoli rituali capaci di predisporre il cuore e la mente e stimolare la creatività: "Per prima cosa, accendo una candela e scelgo la musica che mi accompagnerà per il resto della giornata: classica, spirituale o rock, a seconda dello stato d'animo. Di solito tengo il volume piuttosto alto. A quel punto mi immergo completamente nella musica e nel lavoro, e il tempo vola. Resto qui per ore, nel mio mondo".


Atelier d'artista

Una serie ideata e realizzata da Francesca Boccaletto e Massimo Pistore

Intervista di Francesca Boccaletto, riprese e montaggio di Massimo Pistore

Con la consulenza artistica di Giulia Granzotto

Si ringraziano per la collaborazione Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion


Tutti gli episodi della serie Atelier d'artista sono QUI

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