CULTURA

Percorsi. Il World Water Day 2026 e dove trovare dati e storie sull’acqua

La Giornata mondiale dell’acqua 2026, la 33esima da quando è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1993, arriva in un momento cruciale, storicamente cruciale. Da un lato, la crisi climatica continua a determinare temperature sempre più alte e ad avere un impatto consistente sul ciclo dell’acqua, sulla temperatura degli oceani, sulla disponibilità di acqua dolce e così via. Dall’altro, i conflitti in corso aggravano situazioni già molto critiche, come ad esempio quella della Palestina e dell’Iran, paesi entrambi nei quali la disponibilità di acqua dolce è già molto seriamente compromessa da tempo. In un'epoca segnata da profonde tensioni geopolitiche e guerre, la nostra risorsa più preziosa non subisce dunque solo gli effetti devastanti dell'aumento delle temperature, ma si trasforma sempre più spesso in vittima, arma strategica o fattore di innesco, non sempre riconosciuto pubblicamente ma indiscutibilmente strategico, nei conflitti. 

Insomma, se da oltre 30 anni ricercatori ed esperti, policymakers e attivisti e intere popolazioni ragionano su quali siano le migliori strategie per difendere le risorse idriche globali e su come renderle accessibili alle comunità e alle persone, oggi la sfida è anche capire come i conflitti attuali agiranno sulla disponibilità di una risorsa che è già così scarsa, preziosa, e per la quale non esiste un sostituto da nessuna parte. 

Questo allarme globale si abbatte con particolare gravità sul nostro territorio. Il bacino del Mediterraneo, infatti, si sta riscaldando il 20% più velocemente rispetto alla media globale, rendendolo un vero e proprio hotspot dei cambiamenti climatici. I dati del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) dipingono un quadro allarmante: tra il 1962 e il 2017, la disponibilità pro capite di risorse idriche rinnovabili è crollata del 78% nel Mediterraneo orientale e del 68% in quello meridionale. Se non invertiamo la rotta, si prevede che entro il 2050 la scarsità idrica e il degrado del suolo causeranno un calo del 17% della produzione agricola.

Una risposta univoca ovviamente non c’è. Ma c’è molta ricerca, ci sono incontri globali, esperimenti locali, ragionamenti collettivi, movimenti convinti e politiche che devono essere implementate. 

Per saperne di più abbiamo preparato un percorso tra risorse disponibili in rete, libri, podcast, video lezioni e documentari, siti e dati e anche i nostri articoli. Perché a Il Bo Live abbiamo sempre avuto una particolare attenzione sui temi dell’acqua. 

Buona lettura, ascolto, visione. Fateci sapere se ci sono altre risorse che ritenete imprescindibili per chi vuole farsi un’idea sui problemi e le opportunità legati all’acqua. 

World Water Day - il sito delle Nazioni Unite interamente dedicato all’importanza dell’acqua dolce. Il tema della campagna 2026 è "Where water flows, equality grows", concentrandosi sul legame inscindibile tra accesso all'acqua sicura e uguaglianza di genere. Sappiamo infatti che la crisi idrica colpisce in modo sproporzionato e disuguale le donne e le ragazze, che dedicano 250 milioni di ore al giorno alla sola raccolta dell'acqua in molti paesi del Sud globale. 

Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC). Uno studio fatto da ricercatori del CMCC, pubblicato in febbraio sulla rivista Nature, e raccontato in forma divulgativa sul sito del CMCC, parla di approccio integrato (o "nexus") che nasce dalla consapevolezza che l'acqua è l'elemento fondamentale che unisce le energie rinnovabili, la produzione alimentare e la salute degli ecosistemi. L’idea è dunque di non affrontare il problema dell’acqua settore per settore, ma di adottare, al contrario, un modello basato sull’interconnessione tra acqua, energia, cibo ed ecosistemi (il nexus WEFE), mirando a progettare soluzioni che affrontino la siccità sostenendo contemporaneamente gli altri settori, al fine di massimizzare i benefici reciproci. In pratica, sostengono gli autori dello studio, le strategie e soluzioni devono svilupparsi lungo tre linee: cambiamenti comportamentali e sociali, che implicano una drastica riduzione dello spreco alimentare; sinergia tra tecnologia e territorio, cercando di combinare la produzione di energia solare e quella agricola sul medesimo terreno, evitando così la competizione tra i due settori per le risorse idriche e spaziali; pratiche agroecologiche: praticando intercropping e colture di copertura si risparmia acqua preservando la biodiversità, senza però intaccare o diminuire le rese agricole; gestione circolare delle risorse, attraverso il riutilizzo delle acque reflue e una gestione organica del suolo per migliorare la sicurezza idrica generale e il corretto funzionamento degli ecosistemi.

I dati italiani sull’acqua. Istat pubblica un focus con i risultati più recenti delle indagini e delle analisi sul territorio italiano, la popolazione e le attività economiche. I dati sono stati arricchiti anche con nuove informazioni che arrivano dalla prima edizione dell’Indagine Multiscopo dell’Agricoltura (2024). L’Italia da oltre vent’anni è il paese europeo che preleva più acqua dolce per uso potabile, superando nettamente Francia e Germania e facendo ricorso soprattutto alle acque sotterranee. Anche il prelievo per abitante, pari a 150 metri cubi annui per abitante, mette l’Italia al secondo posto dopo l’Irlanda.

Atlante dell'Acqua 2026 di Legambiente. Un dossier che analizza nel dettaglio la crescente pressione globale e nazionale sulle nostre risorse idriche. Partendo da un dato: ogni anno nel mondo vengono estratti circa 4.000 chilometri cubi di acqua da falde, fiumi e laghi. Il 70 -72% dell’acqua dolce globale è destinata all’agricoltura: 3,2 miliardi di persone vivono in aree agricole con scarsità idrica. C’è poi un enorme problema di inquinamento: sono almeno 12,5 milioni gli europei esposti a PFAS che vivono in aree con acqua potabile contaminata. Il dossier si focalizza molto sullo stato delle infrastrutture italiane, sottolineando ancora una volta, come già in anni passati, le gravi inefficienze della rete idrica del Paese, che perde oltre il 42% dell'acqua potabile a causa prima ancora di arrivare ai rubinetti. Quest’anno poi il report si concentra sul tema emergente dell’impronta idrica legata allo sviluppo delle nuove tecnologie in particolare nel settore digitale, che consuma crescente quantità di acqua per raffreddare i data center e alimentare l'intelligenza artificiale. 

Canicola, il podcast sulla siccità e i cambiamenti climatici. Prodotto nel 2022, l’anno della grande siccità, da Otto, la rivista online dell’Università di Torino, il podcast ha un approccio interdisciplinare, e propone contributi scientifici di diversi docenti ed esperti per analizzare il fenomeno della siccità partendo dal contesto piemontese. Si parla di fisica del clima e di ecologia fluviale, analizzando le cause della crisi idrica ma cercando di guardare anche alle soluzioni urgenti. Una particolare attenzione è riservata ai ghiacciai e alla trasformazione dei fiumi. 

Global Water Wars. Un documentario di National Geographic (2021) che mette in relazione il problema dell’accesso all’acqua con la possibilità di nuovi conflitti. Considerato che entro il prossimo decennio due terzi della popolazione mondiale potrebbe dover lottare quotidianamente per garantirsi l'accesso all'acqua, e data l’intersezione tra scarsità di acqua dolce, crisi climatica e usi poco sostenibili, il rischio di gravi tensioni geopolitiche è molto concreto.

Il reportage racconta i traffici illegali della mafia dell'acqua a Nuova Delhi, la devastante siccità in Siria che ha agito da innesco per il conflitto civile e la conseguente crisi dei rifugiati, l’uso dell’acqua come arma di ricatto, utilizzata sia da gruppi terroristi, come l'ISIS, che da paesi in guerra, come fa Israele nel controllo dell’acqua accessibile alla popolazione palestinese nei territori occupati.  Se non ci sono urgenti risposte politiche e tecnologiche, sostengono gli autori, le "guerre dell'acqua" rischiano di trasformarsi in conflitti su vasta scala. 

Acqua. Una biografia. Giulio Boccaletti. Pubblicato da Mondadori nel 2024. La storia dell'acqua, ci spiega Boccaletti, fisico e direttore scientifico del CMCC, non è tecnologica o ingegneristica, ma profondamente politica. Dalle prime comunità stanziali del Neolitico all'antichità classica, dalla Roma repubblicana fino al capitalismo moderno e alla colossale diga delle Tre Gole in Cina, Boccaletti dimostra come la perenne lotta per governare questa risorsa preziosa abbia letteralmente plasmato le civiltà, le istituzioni umane, il diritto e la stessa idea di Stato. Con il respiro di un'indagine geopolitica e il rigore di un saggio scientifico, Boccaletti firma una biografia che ci obbliga a riflettere sul fatto che oggi più che mai, vista l’intreccio tra crisi idrica e climatica, la gestione delle risorse idriche diventa banco di prova essenziale per il nostro contratto sociale e per la tenuta delle nostre democrazie. 

Nel 2022, Boccaletti ha raccontato la biografia dell’acqua, uscita in inglese due anni prima della versione italiana, al Festival della Mente

Acqua ovunque - un podcast di quattro lezioni al Festivaletteratura di Mantova. Nell’edizione 2024 Festivaletteratura ha organizzato quattro eventi per approfondire alcuni aspetti cruciali legati all'acqua: dalla biologia dell’acqua alle sue origini cosmiche, dalla gestione idrologica alla conflittualità sociale e geopolitica. Con le voci di scienziati, ricercatori, divulgatori e esperti. 

Under the surface 2024. Le inchieste de Il Bo Live. Il progetto "Under the Surface", coordinato da Arena for Journalism in Europe e avviato da Datadista ha esaminato i dati ufficiali dei paesi europei per rivelare per la prima volta l'entità del pericolo che affrontiamo. Complessivamente, il progetto ha visto coinvolti 14 giornalisti di sette paesi, tra i quali anche noi de Il Bo Live. L’obiettivo del progetto è stato analizzare i dati più aggiornati sullo stato delle acque a disposizione dell’Unione Europea e creare una mappa interattiva degli acquiferi della regione. La conclusione è che la nostra acqua sta scomparendo e ciò che rimane è quasi irreversibilmente inquinato. Il 15% degli acquiferi mappati è in cattive condizioni: pericolosamente sovrasfruttati, contaminati o entrambe le cose. Il Bo Live ha approfondito la situazione della crisi della siccità a partire dal 2022 nella zona del bacino del fiume Po. 

In cammino per l'acqua. La storia di una mobilitazione collettiva che è nata nell’autunno 2024 e ha portato cittadini, studiosi, giornalisti in cammino attraverso le valli, tra Trentino e Bellunese, lungo i torrenti Vanoi e Cismon, seguendo il corso del fiume Brenta, fino alla Laguna di Venezia, in una mobilitazione che ha permesso di raccogliere oltre 13mila firme contro la costruzione di una diga in Val Cortella. Una storia che è diventata anche un documentario firmato dal regista Marco Pavan.

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