SOCIETÀ

Il fumo in Italia: quasi una persona su quattro è fumatrice

Quasi un italiano su quattro è un fumatore, e questo è un dato che non si riscontrava dal 2006. Sono 12,4 milioni le persone in Italia che fumano e dopo decenni di calo, soprattutto tra gli uomini, il numero è tornato a salire. In particolare la crescita è stata del 2% rispetto al 2019, ultimo anno della rilevazione dell’Istituto Superiore di Sanità.

Non c’è differenza di sesso, negli ultimi due anni l’aumento è stato riscontrato sia tra gli uomini che tra le donne quasi in ugual misura. Se nel 2019 i fumatori erano il 22% della popolazione, nel 2022 son saliti al 24,2%, considerando anche che nell’ultimo anno si è registrato un aumento delle persone che fumano sigarette a tabacco riscaldato: 3,3% del 2022 rispetto al 1,1% del 2019. Più di una persona su tre, cioè il 36,6%, considera questa tipologia di sigaretta meno dannosa di quelle tradizionali. Affermazione che, ad oggi, non è certo possibile confermare e secondo la European Respiratory Society, “i riscaldatori del tabacco non possono essere prodotti raccomandati perché se anche fossero meno dannosi delle sigarette, restano dannosi, danno dipendenza ed esiste il rischio che chi vuole smettere di fumare rinunci per passare al tabacco riscaldato”.

Oltre ai 12,4 milioni di persone che attualmente fumano in Italia, bisogna aggiungere anche i 7,7 di ex fumatori. 

I maggiori fumatori sono gli uomini (7,5 milioni contro 4,9 di donne) e la prevalenza più alta di fumatori di sesso maschile si registra nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 44 anni (42,9). Dato che muta se si analizzano le donne, in cui la fascia d’età 45-64 anni registra la prevalenza più alta (24,5%). Oltre i 65 anni infine troviamo le prevalenze più basse in entrambi i sessi.

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Mediamente in Italia si fumano 11,5 sigarette al giorno, che è si un dato in leggero calo, ma è una diminuzione di sole due sigarette in dieci anni.

Sono sempre gli uomini che, oltre ad essere la maggioranza dei fumatori, sono anche quelli che fumano più di 20 sigarette al giorno (25,6% rispetto al 13,4% delle donne). 

Guardando i giovani fumatori invece, vediamo che quasi la metà (49,8%) fuma meno di 9 sigarette al giorno, mentre il 45,5% sempre della fascia d’età 15-24 anni, consuma quotidianamente tra le 10 e le 19 sigarette.

Quando parliamo di sigarette intendiamo principalmente quelle confezionate, che sono ancora le più fumate dalla maggioranza degli italiani (84,9%).

Analizzando invece i fumatori di sigaretta elettronica, vediamo come il report dell’Istituto Superiore di Sanità, rilasciato il 30 maggio che era la giornata mondiale senza tabacco, metta in luce come in Italia gli utilizzatori abituali e occasionali di e-cig siano il 2,4% della popolazione.

In termini quantitativi stiamo parlando circa di 1,2 milioni di persone, un dato che, confrontato con il 2019, è in netto aumento (1,7% contro l’attuale 2,4%).

L’altro dato interessante che emerge dal report, è che l’81,9% di chi usa la sigaretta elettronica è anche un fumatore, cioè fuma sia le sigarette tradizionali che l’e-cig. 

Solamente il 2,8% dei fumatori abituali o occasionali di sigaretta elettronica sono invece persone che prima di utilizzare l’e-cig non avevano mai fumato sigarette tradizionali.  

Arriviamo infine ad una tipologia di fumatori che numericamente è triplicata dal 2019 ad oggi. Stiamo parlando di coloro i quali fumano le sigarette a tabacco riscaldato (HTP). Nel 2022 è stato il 3,3% della popolazione italiana ad utilizzarle abitualmente o occasionalmentele. 

Sulle sigarette a tabacco riscaldato la percezione del rischio è tanto particolare quanto interessante. Dal report dell’Istituto Superiore di Sanità si osserva che il 52,2% dei fumatori ritiene che siano dannose al pari delle sigarette tradizionali, mentre il 36,6% ritiene che lo siano meno. Un dato quest’ultimo che però è in netta crescita, in quanto nel 2019 era il pensiero del 25,3% dei fumatori.

Quando si parla di fumo è inevitabile però dover accendere l’attenzione su ciò che uno stile di vita da fumatore può comportare. Mike Morrissey, Chief Executive Officer di European Cancer Organisation (ECO) ha dichiarato alla Fondazione Veronesi che “il fumo contribuisce al 20% di tutti i tumori in Europa e alla metà di tutti i tumori prevenibili, il che si traduce in circa 750.000 casi di cancro prevenibili in Europa ogni anno. Attualmente, il tabacco è la causa principale di oltre dieci tipi di cancro e l'82% di tutti i tumori polmonari è dovuto al fumo”.

Non c’è poi solo il fumo attivo, ma anche quello passivo è associato ai tumori della cavità orale, dell'esofago e del pancreas. Sono passati più di 15 anni dalla legge Sirchia, cioè quella che di fatto ha vietato il fumo nei luoghi pubblici. Dal report dell’ISS però emerge un fatto che dev’essere ancora normativizzato e non può essere preso sotto gamba. Il 66,8% degli utilizzatori di e-cig ed il 74,6% dei fumatori di sigarette a tabacco riscaldato si sentono liberi di usare questi prodotti nei luoghi pubblici. La legislazione in merito ai prodotti diversi dalla sigaretta tradizionale è ancora troppo fragile. 

Insomma, come ribadito anche dall’Organizzazione Mondiale di Sanità “ogni anno l'industria del tabacco costa al mondo oltre 8 milioni di vite umane, 600 milioni di alberi, 200.000 ettari di terreno, 22 miliardi di tonnellate di acqua e 84 milioni di tonnellate di CO2”. Una dipendenza, quella dal fumo, che però può essere combattuta. È importante ribadirlo perché sempre dalla Fondazione Veronesi emerge che sempre meno persone provano a smettere. “Se nelle indagini del 2008 fra il 40 e il 45 per cento dei fumatori in Italia aveva provato a smettere nei 12 mesi precedenti - si legge in una nota -, nel 2020 il dato è crollato al Sud (intorno al 30 per cento) e al Centro, restando in crescita solo al Nord. Pochi, poi, ce la fanno: l’11 per cento è astinente da meno di sei mesi e il 9,6 per cento da più di sei mesi”.

L’Istituto Superiore di Sanità ha messo a disposizione una piattaforma che si chiama “Smetto di fumare”, al cui interno si fa sia divulgazione su tabacco, tabagismo e altre tipologie di fumo, sia è possibile prenotare un consulto telefonico al numero verde 800 554088.

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