SOCIETÀ

L'editoriale. Crimini visibili e crimini invisibili: dialogo con il console Enrico Calamai

Enrico Calamai, diplomatico italiano di grande livello, noto soprattutto per un’esperienza straordinaria in Cile e Argentina e per il salvataggio di molte persone negli anni tremendi della dittatura militare di quei due Paesi del Sudamerica, ci parla proprio di quell'esperienza e delle strategie - opposte - usate in quegli anni. “I militari cileni all’epoca – spiega Calamai – ricorrono all’uso della televisione per mostrare il ricorso all’uso della forza per bloccare qualunque tentativo di resistenza popolare”. La strategia funziona: “La resistenza termina nel giro di pochi giorni, ma il bombardamento del palazzo presidenziale, lo stadio pieno di detenuti torturati, le ambasciate piene di gente in fuga, vengono riprese e proiettate in tutto il mondo occidentale”. Questo provoca una forte opposizione dell’opinione pubblica dei Paesi democratici, reagendo con violenza ideologica all’uso della violenza in senso democratico: “C’è un effetto boomerang: Pinochet prende il potere ma resta ostracizzato”, spiega Calamai. Diversa la situazione in Argentina: “I militari non fanno lo stesso errore del Cile – continua Calamai – la loro strategia è di non far vedere quello che sta accadendo”. 

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