CULTURA

Leonardo Da Vinci, tra Venezia e Parigi

C’è tempo fino al 14 luglio, poi l’Uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci tornerà nelle sue stanze, Gabinetto disegni e stampe cat. n. 228 delle Gallerie dell'Accademia a Venezia. In questi ultimi mesi, l’occasione per ammirarlo è stato offerta dalla mostra Leonardo da Vinci. L’uomo modello del mondo, di cui ci siamo occupati in un precedente articolo, allestita nel museo veneziano, per celebrare il cinquecentenario della morte del genio toscano.

Lo studio di proporzioni del corpo umano, realizzato in punta metallica, penna e inchiostro e tocchi di acquerello su carta bianca, è un capolavoro fragile e non può restare esposto al pubblico per oltre novanta giorni. Il protocollo internazionale prevede che a questo breve e controllato periodo di esposizione, all'interno di una teca speciale in grado di mantenere una temperatura costante e di proteggerlo dalla troppa luce, debbano seguire cinque anni di conservazione al freddo e al buio. Il tempo sta per scadere e quindi, da metà luglio, l'opera di Leonardo dovrebbe tornare a "riposare". Esiste però una questione rimasta in qualche modo in sospeso, un "fraintendimento" che ha acceso il dibattito e gli animi nei mesi scorsi. Tra fine aprile e inizio maggio, i francesi spingevano per ottenere una promessa dall'Italia, forse cavalcando l'onda dell'emozione per l'apertura della bella esposizione veneziana: ricevere in prestito l'Uomo Vitruviano e l’Autoritratto per la prossima esposizione autunnale al Louvre di Parigi. “Sono costretto a smentire le parole del ministro della Cultura francese Franck Riester. Resto sorpreso delle dichiarazioni del mio omologo che annuncia il prestito dell’Uomo Vitruviano e dell’Autoritratto di Leonardo al Louvre. Preciso che, nel corso della mia visita istituzionale con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, nulla è stato deciso da entrambe le parti”, precisava il 3 maggio scorso, in una nota, il ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, rispondendo alle dichiarazioni in tivù e su twitter di Riester che dava notizia di un accordo fatto e, quindi, di un sicuro prestito. Poi il silenzio, questione chiusa? Sembrerebbe di sì, ma ora che i riflettori sulle Gallerie dell'Accademia stanno per spegnersi, viene da chiedersi se la Francia tornerà alla carica. Realizzato presumibilmente nel 1490, durante il soggiorno a Milano dove Leonardo giunse nel 1482, come gli altri fogli conservati oggi a Venezia l'Uomo vitruviano fa parte della raccolta del milanese Giuseppe Bossi, pittore, bibliofilo, letterato, critico d'arte e collezionista, scomparso nel 1815, a soli trentotto anni. “L’essermi messo intorno a disegni antichi mi ha rieccitato la voglia di possedere la Collezione del fu Venanzio De Pagave, poi del di lui figlio Gaudenzio. Stamattina ho scritto a questi un biglietto, chiedendogli nuovamente con istanza pronto a far qualsiasi sacrifizio per ottenerla”, scriveva Bossi nel suo diario il 9 dicembre 1807. La richiesta venne accolta dalla famiglia De Pagave e il prezzo fu concordato in duecento Luigi d’oro: tra i disegni, anche quelli di Leonardo da Vinci, tra tutti l'Uomo vitruviano.

Dall'Italia alla Francia, da Venezia a Parigi, dove fervono i preparativi per l'attesa mostra-evento autunnale al Louvre. A giugno il museo ha lanciato la prevendita online registrando, a poche ore dall'apertura delle prenotazioni, un numero talmente elevato di accessi da mandare in tilt il sito. 

Dal 17 luglio a metà ottobre, la Gioconda verrà spostata dalla Salle des Etats alla vicina Gallerie Médicis, per consentire i lavori di ristrutturazione della sala che la accoglie, ma negli spazi dell'esposizione che inaugurerà il 24 ottobre non sarà presente "poiché - si legge in una nota del museo - alla maggioranza dei visitatori verrebbe negato il piacere di ammirare il lavoro a causa delle dimensioni limitate della Hall Napoléon". A tal proposito, ecco la novità: Mona Lisa beyond the glassla proposta di esperienza virtuale che consentirà di avvicinarsi più che mai all'opera di Leonardo da Vinci, accedendo a una stanza vuota e indossando una cuffia per la realtà virtuale, passando oltre il vetro. Infine, sempre per la mostra di ottobre, in un primo momento, si era parlato di un interesse del Louvre per il Salvator Mundi, ovvero il dipinto più costoso del mondo, acquistato all'asta di Christie’s per 450 milioni di dollari, di cui si erano perse le tracce e che attualmente si troverebbe a bordo dello yacht del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, ma sull'autenticità del dipinto restano seri dubbi, sollevati dagli esperti del Louvre stesso e, recentemente, dall'esperta Carmen Bambach, curatrice del dipartimento di disegni e stampe del Metropolitan museum of art di New York, che a The Guardian ha dichiarato di essere convinta che la tela sia opera di Giovanni Antonio Boltraffio, assistente di Leonardo, con "piccoli ritocchi" del maestro da Vinci.

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