SOCIETÀ

Liliana Segre: la mia voce contro l’indifferenza

di Daniele Mont D'Arpizio e Tommaso Rocchi

Ha conosciuto il Male, quello vero: “Sono stata esclusa, odiata. Semplicemente per la colpa di essere nata: di essere nata ebrea. Ma quello che più mi ha colpito è stata l’indifferenza”. Di chi avrebbe potuto fare qualcosa, anche senza ribellarsi apertamente, e invece finse di non vedere. “Essere indifferenti è facile, non ti mette in gioco, mentre le cose vere della vita sono tutte difficili” dice a Il Bo Live la senatrice Liliana Segre, ospite in Aula Magna a 80 anni dalle leggi razziali.

Intervista a Liliana Segre

È proprio per combattere l’indifferenza che Liliana Segre continua ad andare nelle scuole e nelle università, lei che a 8 anni fu cacciata dai banchi: “Ho sentito l'odore della carne bruciata, ho visto la gente andare al gas – continua Segre nell’intervista al nostro giornale –; ho sentito le grida, i pianti, le imprecazioni, il dolore, i comandi, i latrati, i fischi di chi comandava. Oggi sono molto vecchia ma il mio compito finché ho le forze è quello di testimoniare, altrimenti i sei milioni che non sono tornati moriranno ancora tutti i giorni nell'indifferenza generale

Al termine dell’incontro  sono stati letti i nomi dei docenti e dei ricercatori ebrei che furono cacciati dall’università di Padova 80 anni fa, in seguito all’applicazione delle leggi razziali.

L'intervento completo della senatrice Liliana Segre

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