Imparare, origliando: quando i cani ascoltano le conversazioni dei loro umani
Possiedono un talento eccezionale nell'imparare i nomi dei giocattoli e ora, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science, sembra riescano ad acquisire nuove parole ascoltando le conversazioni dei loro esseri umani. Sebbene i cani riescano a eccellere nell'apprendimento di azioni come "seduto", "terra" o "zampa", solo un gruppo ristretto ha dimostrato la capacità di imparare i nomi degli oggetti proposti durante il gioco: i Gifted Word Learner (GWL) possiedono una spontanea predisposizione a questo tipo di apprendimento. Sono cani dotati di una spiccata predisposizione all'apprendimento delle parole, riuscendo ad acquisire i nomi di oggetti come frisbee, corda e orsacchiotto fino a formare un vocabolario di etichette verbali (labels): lo fanno a un ritmo sorprendente e in modo naturale, semplicemente giocando, senza cioè essere sottoposti a un addestramento intenzionale, mantenendo le acquisizioni per lunghi periodi e ampliando le etichette per categorizzare i giocattoli.
Una ricerca del 2025, pubblicata su Current Biology, ha evidenziato la capacità di questi cani GWL di identificare e distinguere gli oggetti anche in base alla loro funzione attraverso la label extension. Ora uno studio sottolinea come questi cani, particolarmente dotati, riescano ad apprendere nuove parole attraverso l'ascolto di conversazioni tra umani di riferimento, in una condizione di overhearing, ricavando cioè informazioni da uno scambio comunicativo in cui non sono coinvolti, non sono i destinatari diretti del discorso o di precise richieste. In sintesi: imparano, origliando.
Overhearing
"Qualunque proprietario di cani vi dirà che i cani comprendono molte parole e gli studi confermano questa impressione. Ma oltre ai cani con livelli di conoscenza tipici dei comuni 'cani di famiglia', esistono esemplari dotati di uno straordinario livello di comprensione verbale": un team ha esaminato la capacità di questi ultimi di apprendere vocaboli attraverso conversazioni ascoltate di nascosto, di sfuggita, non dirette a loro. Lo studio Dogs with a large vocabulary of object labels learn new labels by overhearing like 1.5-year-old infants è stato condotto da ricercatrici e ricercatori del Vetmeduni di Vienna e del dipartimento di Etologia dell'Università Eotvos Lorand - ELTE di Budapest: "I risultati dimostrano che i processi socio-cognitivi che consentono di apprendere parole da discorsi ascoltati per caso non sono esclusivi degli esseri umani", precisa la prima autrice Shany Dror, ricercatrice al Clever Dog Lab del Messerli Research Institute Vetmeduni e dell'ateneo ELTE.
"In condizioni ottimali, alcuni cani mostrano comportamenti sorprendentemente simili a quelli dei bambini piccoli": la capacità di apprendere origliando dimostra come i bambini molto piccoli, intorno ai 18 mesi d’età, possano acquisire informazioni da un ascolto casuale, assistendo passivamente a situazioni nelle quali due persone interagiscono, inserendo un oggetto nel contesto, senza coinvolgere direttamente i bambini stessi. Questo richiede una serie di abilità sociali come quella di seguire lo sguardo altrui, assumere la prospettiva dell'altro, monitorare le conversazioni, comprendere le intenzioni.
Due esperimenti
Nel primo dei due esperimenti, i ricercatori hanno testato dieci cani GWL in due condizioni. Il team ha testato dieci cani GWL in due situazioni differenti: in una, due nuovi giocattoli sono stati introdotti e ripetutamente nominati durante l'interazione diretta con il cane (addressed condition). Nell'altra, i cani hanno ascoltato passivamente i loro proprietari mentre discutevano proprio dei giocattoli con un'altra persona, senza coinvolgere direttamente i cani stessi (overheard condition). Il nome di ogni giocattolo è stato presentato per un totale di otto minuti suddivisi in brevi sessioni. Per verificare se i cani avessero imparato le nuove parole (labels, etichette) i giocattoli sono stati posizionati in una stanza diversa e i proprietari hanno chiesto ai cani di recuperare ogni giocattolo, presentando ogni oggetto con il proprio nome. Le prestazioni sono state accurate già nelle prime prove del test, con alte percentuali di scelte corrette sia nella prima condizione 'indirizzata' che nella condizione di ascolto passivo.
Nel secondo esperimento è stata introdotta una sfida ulteriore: i giocattoli sono stati prima mostrati ai cani, poi messi fuori dalla loro vista, in un cesto, e solo dopo è stato assegnato loro un nome. Questa separazione temporale tra la vista dell'oggetto e l'ascolto del nome ha reso la mappatura più difficile ma, nonostante questa discontinuità, la maggior parte dei cani ha imparato con successo i nuovi nomi dei giocattoli. Secondo gli autori ciò indica che i cani GWL utilizzano in modo flessibile meccanismi diversi per acquisire nuove etichette per gli oggetti.
Risulta importante sottolineare che i cani dotati di spiccata capacità di apprendimento linguistico sono rari: le loro eccezionali capacità riflettono probabilmente una combinazione di predisposizioni individuali ed esperienze di vita specifiche. "Questi cani rappresentano un modello eccezionale", spiega Shany Dror. "La maggior parte dei cani non apprende in questo modo".
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