SCIENZA E RICERCA

Mappe e voci del Delta del Po. Le eccellenze di una terra giovane e dinamica

Prima di tutto, la sicurezza alimentare e il controllo del prodotto: ad approfondire il tema, al centro del terzo e ultimo episodio della serie dedicata al Delta del Po, è Stefania Balzan, docente di sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti (BCA) all'ateneo di Padova. "I prodotti acquistati e consumati non devono nuocere alla salute del consumatore - spiega -. Questo è alla base della sicurezza alimentare”

Il Delta è conosciuto per molti prodotti di eccellenza, “per la cozza di Scardovari, per l'ostrica rosa, per il miele, le produzioni cerealicole e la coltivazione di erba medica. In un'area particolare come questa è certamente importante garantire la sicurezza rispettando i requisiti vigenti dal punto di vista normativo e, al tempo stesso, tutelare prodotti unici con la creazione di una carta d'identità, o una sorta di impronta digitale, utile a identificarli e distinguerli da tutti gli altri, evidenziando le specifiche caratteristiche chimico-fisiche strettamente legate al territorio".

Qual è la sfida in questo campo di studio e intervento? "Ad oggi non esiste un unico metodo per individuare tutte le frodi possibili e non ne esiste uno per tutti gli alimenti. Dunque, si deve lavorare con prodotti specifici focalizzandosi su precise caratteristiche che possono cambiare a seconda della stagione e delle modalità di produzione. Dobbiamo collaborare tra gruppi di ricerca perché, oltre ad aspetti analitici, rapidi e svolti direttamente all'interno delle aziende, vi è la necessità di trovare approcci statistici per estrarre dei modelli".

È fondamentale tutelare questi prodotti unici, creando una carta d'identità, una sorta di impronta digitale, per poterli identificare e distinguere Stefania Balzan, docente di sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti

Interviste di Francesca Boccaletto, riprese e montaggio di Massimo Pistore

L'apicoltura nel Delta del Po è una attività che si tramanda dai tempi dei nostri nonni ed è sostenibile Vincenzo Citro, produttore di miele e presidente dell'Associazione Apicoltori Delta del Po

Se dell'ostrica rosa abbiamo ampiamente parlato nel secondo episodio, nel terzo scopriamo altre eccellenze del territorio del Delta del Po: dal miele alle farine biologiche, passando per il riso e la produzione di erba medica disidratata. Con una eccellenza come la cozza, riconosciuta simbolo del Delta (durante le riprese di questa serie, a fine maggio, a Santa Giulia di Porto Tolle si è tenuta la tradizionale Sagra della Cozza DOP di Scardovari). “Per molte di queste aziende la filiera è corta, spesso biologica, e la circolarità è una pratica quotidiana in cui gli scarti delle lavorazioni diventano nuova risorsa […] Assecondare quello che un terreno può dare e costruire una filiera quasi a chilometro zero è la filosofia di questi produttori ed è anche tassello essenziale per la la sicurezza alimentare per tutti”, si legge in una delle tre mappe che abbiamo raccontato in questa serie.

Le api contribuiscono all'impollinazione di oltre il 70% di tutte le specie vegetali viventi del pianeta contribuendo, così, in maniera significativa, alla produzione delle colture alimentari destinate all'essere umano. E il miele è un alimento prezioso. Per Vincenzo Citro, presidente dell'Associazione Apicoltori, che abbiamo incontrato al Centro di apicoltura di Ca' Cappellino, museo delle api e del miele, attivo con laboratori di smielatura, "l'apicoltura nel Delta del Po è una attività che si tramanda dai tempi dei nostri nonni ed è sostenibile, perché qui non facciamo alimentazione di soccorso: le api sopravvivono senza il nostro aiuto, noi dobbiamo solo fare attenzione a quello che viene utilizzato in agricoltura. Produciamo un millefiori caratteristico del territorio, con la fioritura di amorfa e acacia nella prima parte dell'anno [...], per arrivare alla raccolta di erba medica e, a fine stagione, alla produzione di mieli particolari, non così facili da ottenere, come quello di barena e di asparago selvatico". 

Per Giacomo Forte, produttore di erba medica destinata all'alimentazione degli animali da reddito, in particolare vacche da latte, "il Delta è perfetto per la crescita dell'erba medica perché siamo sotto il livello del fiume: l'acqua passa per capillarità attraverso il suolo e non abbiamo bisogno di irrigazione. Non concimiamo, l'abbiamo fatto in passato, ma ora non più, e non abbiamo bisogno di antiparassitari. L'erba medica è una pianta sostenibile e azotofissatrice, fondamentale per l'ambiente e le colture che verranno".

La gente del Delta ha lo sguardo di chi, a questa terra, ha fatto una promessa: questo è emerso con grande evidenza durante i nostri incontri e nel corso delle interviste. Per Giorgia Fregnan, imprenditrice che, portando avanti l'attività di famiglia, coltiva grano e produce farine biologiche e pasta di alta qualità, "il Delta del Po è casa. Viviamo in un territorio bellissimo. Quando finisco di lavorare, mi piace raggiungere l'argine, proprio dietro la nostra azienda, e vedere il sole tramontare: è la mia cosa preferita". 


Le voci del terzo episodio: Stefania Balzan, docente di sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti, BCA, Università di Padova; Vincenzo Citro, produttore e presidente dell'associazione Apicoltori Delta del Po; Giacomo Forte, produttore di erba medica dell'azienda Agricole Forte; Giorgia Fregnan, produttrice di farine e pasta biologiche dell'azienda Agrifree

Attraverso interviste a ricercatori, ricercatrici e attori del territorio, la serie segue gli esiti del progetto di divulgazione turistico-scientifica Le Mappe del Delta, promosso dal dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) dell'Università di Padova, in collaborazione con il Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po - Riserva di Biosfera MAB Unesco e Fondazione Goletta L.A.B. 

Il progetto, curato da Studio Bleu, si inserisce nella cornice del progetto di terza missione RINASCO - Rigenerare Insieme Natura, Ambiente, Salute Consapevolmente, per la diffusione e valorizzazione dell'attività di ricerca oltre il contesto accademico. Negli ultimi due anni ha coinvolto oltre 60 docenti, ricercatori, aziende e stakeholder del territorio del Delta del Po.

Si ringraziano per la preziosa collaborazione: Silvia Ferro (Università di Padova), Chiara Di Benedetto e Valeria Cappelli (Studio Bleu), Roberta Voltan (Blum)

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