SCIENZA E RICERCA

Gli orsi polari si adattano al cambiamento climatico per fronteggiare il rischio di estinzione

Un recente studio, condotto dalla University Of East Anglia, ha individuato, nella Groenlandia sud-orientale, una sottopopolazione di orsi polari (ursus Maritimus), in cui si riscontrano alcune mutazioni genetiche che consentono di adattarsi più facilmente al cambiamento climatico.

Il riscaldamento globale sta causando un costante innalzamento delle temperature: da ciò deriva, tra le altre cose, un continuo rischio per i ghiacciai, che tendono a sciogliersi e a ritirarsi. Nella Groenlandia centro-settentrionale, in particolare, si stanno registrando le temperature più calde dell’ultimo millennio, mentre nel sud-est del paese il margine della calotta glaciale si sta rapidamente ritirando, e ciò determina una pericolosa perdita di ghiaccio e habitat.

In generale, il paesaggio dominante in questa zona è costituito dalla tundra forestale: lo caratterizzano catene montuose molto vicine alla costa, e un clima segnato da forte vento e abbondanti precipitazioni. Questo tipo di ambiente causa una serie difficoltà alla sopravvivenza degli orsi polari: secondo le statistiche, vi è un’alta probabilità che tale popolazione diminuisca del 90% entro 40 anni. L’unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), ritiene che questa specie sia fortemente in pericolo, e l’ha inserita tra le più vulnerabili.


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Tuttavia, gli orsi polari, in particolare quelli che popolano l’ambiente in costante mutamento della Groenlandia sud-orientale, sembrano avere un’arma segreta contro il rischio di estinzione: l’adattamento genetico. Gli studiosi, infatti, hanno analizzato il DNA di 17 orsi adulti, 12 provenienti dal nord-est e 5 dal sud-est della Groenlandia. Si è visto che, nella sottopopolazione che vive nella zona meridionale, è più intensa l’attività dei trasposoni (o elementi trasponibili): si tratta di sequenze di DNA in grado di spostarsi da una parte all’altra all’interno del genoma. Questi segmenti possono modificare anche il comportamento dei geni vicini e svolgere un ruolo determinante nei processi di mutazione genetica. Queste rapide trasformazioni potrebbero essere la conseguenza di un forte stress termico e del cambiamento climatico a cui questa specie sta disperatamente tentando di adattarsi.

Gli elementi che differenziano il gruppo di orsi polari del nord-est e quello del sud-est della Groenlandia sono diversi: in primo luogo, quelli che vivono nell’area meridionale tendono a essere geograficamente più isolati. Questa peculiarità è dovuta a barriere naturali di vario tipo, come imponenti catene montuose o ampie aree costiere. Ciò li limita nei movimenti e ostacola l’interazione tra gruppi, il che ha facilitato l’emergere di caratteri distinti e peculiari in ciascuna delle due sottopopolazioni..

Un’altra differenza sostanziale sta nelle modalità di caccia e nelle caratteristiche della loro dieta. Vivendo in zone più fredde e in cui la presenza di ghiaccio è più assidua, gli orsi polari del nord utilizzano per cacciare strategie tradizionali: si spostano su ampie aree ghiacciate, alla ricerca di foche e altri pinnipedi di cui cibarsi. La loro dieta, dunque, è prevalentemente animale e caratterizzata da grassi. Nel sud-est della Groenlandia, invece, non sempre  sono a disposizione ampie distese di ghiaccio - la loro presenza si limita a quattro mesi all’anno circa -, ancor meno nell’ultimo periodo a causa dell’innalzamento delle temperature, dunque, il gruppo ha dovuto adattarsi. . Nei periodi in cui mancano vaste formazioni ghiacciate, non attende che si riformino, ma utilizza blocchi di ghiaccio che si staccano dalle calotte glaciali e si accumulano nei fiordi. Pertanto, a differenza degli orsi polari del nord-est, quelli del sud-est non si muovono su vaste aree per cacciare, ma i loro movimenti sono più localizzati e meno estesi; inoltre, si nutrono non solo di foche e altri animali, ma anche di piante, molto diffuse nel loro habitat e particolarmente presenti nella loro dieta

Questa popolazione di orsi polari è un esempio emblematico di come sia possibile, per alcuni animali, adattarsi a climi e ambienti in continuo mutamento: come spiega la dottoressa Alice Godden, autrice principale dello studio, dalle analisi genetiche si evince che questi orsi polari stanno rapidamente riscrivendo il proprio DNA per adattarsi a una nuova realtà alimentare e opporsi disperatamente al rischio di estinzione, che appare sempre più imminente a causa del processo di scioglimento dei ghiacciai.

La ricerca consente di fare luce sulle modalità in cui le specie in pericolo potrebbero adattarsi a un clima che cambia. Inoltre, evidenzia l’importanza di salvaguardare il patrimonio genetico di questa sottopopolazione, poiché questa strada potrebbe rivelarsi decisiva per garantire la sopravvivenza degli orsi polari. Il prossimo passo sarà analizzare gli altri 20 gruppi presenti nel mondo, per capire se mutamenti del genere siano in atto anche in altri di questi.

È essenziale sottolineare che, nonostante la scoperta di queste mutazioni come modalità di adattamento, perché gli orsi polari possano realmente evitare l’estinzione è necessario limitare le emissioni e fare tutto quanto è possibile per fermare il riscaldamento globale.

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