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La NASA del primo miliardario e l’agenda lunare di Trump

L’annuncio dell’ordine esecutivo con cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump punta a “garantire la superiorità spaziale americana” e la quasi contemporanea nomina di Jared Isaacman alla guida della NASA segnano un passaggio politico che va oltre l’avvicendamento ai vertici di un’agenzia federale. Le due decisioni, lette insieme, definiscono la direzione verso cui la politica spaziale statunitense sembra volersi muovere nei prossimi anni: accelerazione delle ambizioni lunari, integrazione più stretta tra agenzie civili e settore della difesa, e soprattutto un crescente ricorso ai capitali e alle competenze dell’industria privata.

Un ordine esecutivo per cambiare le priorità

L’ordine presidenziale presentato alla Casa Bianca non si limita a riaffermare il principio del primato americano nello spazio. Introduce invece obiettivi operativi molto concreti che ridefiniscono la natura stessa del programma di esplorazione. Il primo è una nuova scadenza politica per il ritorno umano sulla Luna: il 2028. È un cambio di ritmo che potrebbe tradursi in una revisione delle pianificazioni in corso, interessando la filiera industriale, i contratti già assegnati e persino la cooperazione internazionale.

Tra le misure più significative c’è poi lo sviluppo di reattori nucleari sulla superficie lunare, pensati come fonte di energia continua per futuri insediamenti e attività logistiche. Il programma richiede una collaborazione strutturata tra NASA, Dipartimento dell’Energia e Dipartimento della Difesa, soprattutto nella fase di definizione dei requisiti di sicurezza e nella messa a punto delle tecnologie di supporto.

L’ordine esecutivo prevede inoltre la costruzione di un avamposto permanente sulla Luna, descritto come un’infrastruttura operativa capace di sostenere missioni a lungo termine. Si affiancano a questo una serie di misure rivolte al rafforzamento delle catene di fornitura interne, alla velocizzazione dei meccanismi di procurement e al coinvolgimento diretto delle imprese private. È un approccio che punta a concentrare risorse e capacità in un ciclo più rapido di sviluppo tecnologico e operativo.


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Sul piano geopolitico, il testo lascia intendere una volontà di risposta ai programmi lunari cinesi, in un contesto in cui la Luna torna a essere un punto di equilibrio strategico e industriale.

Una NASA sotto pressione politica

Le indicazioni contenute nell’ordine esecutivo incidono immediatamente sul perimetro d’azione della NASA. L’agenzia si trova a dover conciliare obiettivi scientifici e tecnologici con una nuova agenda politica orientata ai risultati rapidi. Il rapporto con la Space Force è destinato ad assumere un peso maggiore, così come la necessità di rendere più competitiva e fluida la gestione dei contratti.

Artemis, già segnato da rinvii e revisioni, entra così in una fase in cui gli elementi di complessità tecnica si intrecciano con scadenze politiche stringenti. Anche le partnership internazionali potrebbero risentire di un contesto che privilegia priorità nazionali e tempi accelerati.

Jared Isaacman: un profilo fuori dagli schemi

In questo scenario arriva la nomina di Jared Isaacman alla guida della NASA. Imprenditore self-made, miliardario, pilota e comandante civile delle missioni Inspiration4 e Polaris, Isaacman incarna la trasformazione in corso dell’economia spaziale americana: un ecosistema in cui iniziativa privata, ricerca tecnologica e sperimentazione commerciale convivono sempre più strettamente.

La sua nomina rappresenta un fatto storico: è il primo miliardario a ricoprire il ruolo di amministratore dell’agenzia spaziale statunitense. Una scelta che riflette il peso crescente del settore commerciale nello sviluppo delle infrastrutture spaziali e che apre interrogativi sul futuro della governance spaziale americana. Il confine tra interesse pubblico e iniziativa privata, già mobile negli ultimi anni, potrebbe diventare ancora più sfumato.

Il nuovo triangolo del potere spaziale americano

Con Isaacman alla NASA, il baricentro decisionale si colloca in un ambiente in cui figure come Elon Musk e Jeff Bezos hanno già un’influenza determinante. Musk guida l’azienda da cui dipendono la maggior parte dei lanci e una parte significativa della logistica orbitale. Bezos, con Blue Origin, è sempre più al centro dei programmi di trasporto lunare e dei progetti infrastrutturali della prossima decade.

La presenza di un amministratore con una forte esperienza diretta nei programmi commerciali potrebbe facilitare alcune sinergie, ma solleva anche la questione dei possibili conflitti d’interesse e della capacità della NASA di mantenere una propria autonomia nelle scelte industriali.

Le sfide della nuova amministrazione

Isaacman eredita un’agenda densa e complessa. Dovrà supervisionare l’accelerazione del programma Artemis, garantire che la transizione verso le stazioni spaziali commerciali avvenga senza compromettere la continuità delle attività scientifiche, e coordinarsi con le agenzie militari in un quadro internazionale segnato da tensioni crescenti.

Tra le priorità ci saranno anche la gestione dei partenariati industriali, la definizione di nuove regole di ingaggio per i sistemi di trasporto spaziale e la supervisione delle tecnologie emergenti, tra cui proprio i reattori nucleari lunari previsti dall’ordine esecutivo.

Ordine esecutivo e nomina di Isaacman delineano una traiettoria in cui la politica spaziale degli Stati Uniti assume un profilo sempre più strategico, industriale e orientato alla competizione globale. Lo spazio diventa un’infrastruttura critica e un terreno di deterrenza, mentre il ruolo dei privati cresce fino a influenzare direttamente la governance della più importante agenzia spaziale del mondo.

Il 2026 sarà un anno chiave per misurare la portata di questo cambiamento. Resta aperta una domanda centrale: la guida di un miliardario alla NASA contribuirà a rafforzare l’ambizione americana nello spazio o ne rivelerà le nuove fragilità, in un ecosistema dove le linee tra pubblico, privato e sicurezza nazionale sono sempre più sottili?

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