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Sole, neonati e bambini: come comportarsi?

È esplosa l’estate e con l’estate la voglia di andare al mare o in montagna. In entrambi i casi però, che si sia sulla spiaggia o a molti metri di altitudine, serve fare attenzione all’esposizione ai raggi solari. Specie con bambine e bambini.

Il sole ha sicuramente effetti positivi sul nostro organismo, favorisce la formazione della vitamina D, aumenta il metabolismo di alcuni ormoni, ed è benefico per la psiche e l’umore. Ci sono, inoltre, alcune malattie infiammatorie, come l’eczema e la psoriasi, che traggono giovamento dall’esposizione al sole. Nonostante ciò, è importante adottare alcuni accorgimenti, soprattutto con i più piccoli, per evitare che la pelle ne risenta, anche in maniera importante.

Esistono infatti malattie cutanee fotoaggravate, che peggiorano cioè con l'esposizione al sole, e altre fotoindotte, scatenate dalla luce solare: è il caso, per esempio, di alcune patologie autoimmuni, come il lupus o la dermatomiosite. Sul lungo periodo, poi, una eccessiva esposizione al sole può dare corso ad alterazioni cellulari fino alla trasformazione maligna, causando melanomi e carcinomi. 

Dunque, a che età cominciare a portare i più piccoli in spiaggia? Che tipo di fotoprotezione preferire, di tipo “fisico” o di tipo “chimico”? E quali possono essere le conseguenze di una eccessiva esposizione solare, nel breve e lungo termine?  

Ne parla Anna Belloni Fortina, direttrice della scuola di specializzazione in Dermatologia e venereologia dell’università di Padova e direttrice del Centro regionale di dermatologia pediatrica e genodermatosi.

Intervento completo di Anna Belloni Fortina. Montaggio di Barbara Paknazar

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