SCIENZA E RICERCA

Obbligo dei vaccini: "Un passo indietro senza alcuna ragione"

Un nuovo disegno di legge per modificare il decreto Lorenzin sull’obbligo vaccinale. È ciò a cui sta lavorando in questo momento il governo, con più di qualche novità rispetto alla precedente normativa. A indicare la linea del provvedimento, già nelle scorse settimane, sono stati Pierpaolo Sileri, presidente della Commissione Igiene e sanità di Palazzo Madama, e Marialucia Lorefice, presidente della Commissione Affari sociali della Camera. Secondo quanto dichiarato si propenderebbe per l’obbligo solo di alcune vaccinazioni (contro le dieci del decreto Lorenzin) e una forte raccomandazione invece per altre. Si sta valutando di graduare l’obbligatorietà del vaccino nel tempo e a seconda dei livelli di copertura vaccinale territoriale. Alla base dovranno esserci una corretta informazione dei cittadini e l’avvio di un’anagrafe vaccinale nazionale. “Insomma, un percorso fluido, tempestivo e in continuo mutamento a seconda delle necessità”. In pratica un obbligo “flessibile”.

Su questi aspetti Il Bo Live ha chiesto un parere a Giuseppe Remuzzi, nuovo direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri: “Eravamo riusciti, per una volta in questo Paese, ad avere una situazione in cui i politici ascoltavano gli scienziati e questa è stata una cosa straordinaria. Eravamo in condizioni preoccupanti come copertura vaccinale per il morbillo e altre malattie infettive. Ed è stata emanata una legge semplice e giusta, secondo cui chi non era vaccinato non poteva frequentare la scuola. Ora, a mio avviso, facciamo un passo indietro senza nessuna ragione. Io penso che indipendentemente da chi ha governato in precedenza, quando una decisione è giusta andrebbe mantenuta. Quella legge infatti ha funzionato, la copertura per il morbillo è salita di oltre quattro punti, anche se non siamo ancora arrivati alla soglia del 95% raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Inoltre, credo che dare alle persone la possibilità di autocertificarsi in materia di salute sia una delle cose più sbagliate. Non si può lasciare al cittadino la decisione se vaccinare o meno”.

Eravamo riusciti, per una volta in questo Paese, ad avere una situazione in cui i politici ascoltavano gli scienziati e questa è stata una cosa straordinaria Giuseppe Remuzzi

Il direttore pone l’accento anche su un’altra questione su cui insiste l’attuale governo e cioè l’importanza di una corretta informazione tra la popolazione. “È importante certo convincere i cittadini della bontà delle vaccinazioni, ma dal momento che in Italia esistono tantissime persone che manifestano contro i vaccini con affermazioni sbagliate per mancanza di conoscenza, è necessario che chi ha la responsabilità della salute pubblica prenda delle decisioni. Ciò non significa non continuare a fare campagne di comunicazione, ma ci possiamo affidare solo a questi strumenti quando abbiamo raggiunto la copertura vaccinale e ora non l’abbiamo raggiunta”.     

Togliere l’obbligo, del resto, potrebbe rappresentare un rischio, poiché potrebbe diminuire la copertura vaccinale. “La Società italiana di Malattie infettive porta il caso del Giappone. Il Paese era stato dichiarato libero dal morbillo nel 2015, ma a causa di un viaggiatore straniero malato è scoppiata un’epidemia di morbillo. È un rischio che non abbiamo bisogno di correre, anche perché non c’è alcuna evidenza che esistano pericoli legati ai vaccini, che sono i farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione”.

E in merito all’anagrafe vaccinale, pur riconoscendone l’importanza, Remuzzi non si esime da un’osservazione. “Sono iniziative importantissime, ma non vanno confusi i piani. Il fatto che non ci sia un’anagrafe vaccinale non significa che la legge di obbligare chi non è vaccinato a non frequentare la scuola non fosse una buonissima legge, una legge che ha funzionato, tanto è vero che la copertura è aumentata”. Secondo il direttore dell’Istituto Mario Negri i comportamenti non cambiano solo con l’informazione. La gente inizia a fumare meno quando si aumentano le tasse sulle sigarette. Si beve di meno da quando  è difficile per i ragazzi accedere all’alcol. Lo stesso vale per i vaccini. Se non si prendono delle decisioni che vanno nella direzione di tutelare la salute delle persone, i comportamenti non cambiano.

“Noi dobbiamo fare tutto il possibile – conclude Remuzzi –. Dunque istituiamo l’anagrafe vaccinale che è una bellissima idea del ministro, informiamo di più la popolazione che è un’altra bellissima idea del ministro, e  rendiamo obbligatorie le vaccinazioni per chi vuole andare a scuola, che è una bellissima idea del ministro precedente. Non vedo perché non dobbiamo prendere le idee migliori per raggiungere il nostro obiettivo e cioè evitare che i bambini contraggano malattie che si possono evitare”.

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