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Vaccini: sì all'obbligo, ma “è una sconfitta per la società”

D’ora in poi i bambini che non sono vaccinati non potranno più frequentare asili nido e scuole dell’infanzia. Il termine ultimo per la consegna delle certificazioni da parte dei genitori, dopo la proroga concessa alcuni mesi fa, era stato fissato al 10 marzo. Gli studenti tra i sei e i 16 anni potranno continuare ad andare a scuola, ma se gli obblighi non sono stati rispettati, le Aziende sanitarie locali inizieranno un percorso di recupero della vaccinazione e le famiglie potrebbero essere sottoposte a sanzioni che vanno dai 100 ai 500 euro.  

Nel 2017 la legge Lorenzin ha introdotto dieci vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e sedici anni per far fronte al progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013. Il nostro Paese aveva raggiunto infatti una copertura vaccinale media inferiore al 95%, la soglia minima raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”. I dati dei primi sei mesi del 2018, utili a valutare l’impatto della legge sulle vaccinazioni obbligatorie, offrono un trend positivo ed evidenziano un aumento delle coperture vaccinali rispetto al 31 dicembre 2017.

In diversi casi è stata raggiunta e superata la soglia minima raccomandata dall'Oms. In particolare, la copertura nazionale relativa ai bambini nati nel 2015 nei confronti della polio supera il 95% (95,46%), guadagnando un +0,85% rispetto alla rilevazione al 31 dicembre 2017; superano la soglia del 95% anche le coperture registrate in 13 Regioni. Il dato sulla polio è utilizzato per misurare anche la copertura della vaccinazione esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, Hib, epatite B). L'aumento è ancora più marcato nel caso della copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo, che arriva al 94,15%, con un +2,30%; le regioni che superano il 95% sono sei e altre tre vi si avvicinano. Per garantire la corretta valutazione delle coperture vaccinali e monitorare l’attuazione dei programmi vaccinali su tutto il territorio nazionale, l’attuale governo con decreto del ministero della Salute del 17 settembre 2018 ha istituito, presso il ministero della Salute, l'Anagrafe nazionale vaccini.

“La decisione di rendere obbligatori i vaccini – sostiene Riccardo Manganelli, docente del dipartimento di Medicina molecolare – è stata una scelta giusta, dato che si è riusciti ad aumentare le coperture vaccinali. D’altra parte, però, è stata una sconfitta per la società: il fatto che si sia reso necessario rendere obbligatoria la vaccinazione per alzare i livelli di copertura, significa che qualcosa non va nella comunicazione, che le famiglie non si fidano e seguono idee che hanno poco valore scientifico”. Intanto, nel nostro Paese è in discussione un nuovo provvedimento che vorrebbe superare la legge Lorenzin e che propone il cosiddetto “obbligo flessibile”. “In questo caso – continua il docente – l’obbligo verrebbe ripristinato qualora le coperture vaccinali scendessero sotto a un certo livello. Diciamo che potrebbe essere una valida soluzione di compromesso. Certo, bisogna stare attenti che le coperture vaccinali non scendano troppo prima di reintrodurre l’obbligo, altrimenti si rischia di veder insorgere qualche infezione, com’è accaduto quest’anno con il morbillo. Dipende quindi da come viene applicata la legge”.

Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, protagonista della campagna di comunicazione sull’importanza delle vaccinazioni realizzata dal Ministero della Salute

Secondo Manganelli scienziati e politici dovrebbero parlarsi di più. Il compito di chi studia i vaccini è quello di produrne di migliori e più sicuri, di capire quali possano essere gli eventuali problemi e di essere trasparenti. “È importante riuscire ad arrivare alla gente. Esiste un problema di comunicazione, non c’è più fiducia nella comunità scientifica. E forse la responsabilità è anche nostra, che non riusciamo a parlare in maniera semplice, ad ascoltare le ragioni delle persone”. Il ruolo della scienza dunque è quello di approfondire, di essere molto trasparente e di comunicare meglio. I politici, d’altra parte, dovrebbero confrontarsi di più con chi è veramente competente su questi argomenti e decidere insieme quali sono le politiche per migliorare la salute globale.

E ai genitori di quei bambini che ora non potranno entrare a scuola perché non vaccinati cosa dire? “Allo stato attuale delle conoscenze non ci sono dubbi che i benefici provenienti dalla vaccinazione siano superiori ai problemi che ne potrebbero derivare. Dunque a un genitore direi di stare tranquillo e di vaccinare i propri figli. Ed è quello che frequentemente mi trovo a fare, dato che ho un bambino che frequenta la quarta elementare e i genitori dei compagni mi chiedono informazioni sui vaccini. Spesso mi trovo a dover spiegare alle persone perché ci si vaccina. Oggi non c’è più la percezione della pericolosità delle malattie infettive. Proprio grazie ai vaccini e ai farmaci, vengono percepite come qualcosa di raro e comunque di curabile. Ma le malattie infettive esistono e se oggi non le vediamo è proprio perché ci vacciniamo”.

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