CULTURA

Adriatico, piccolo mare con una grande storia

Mare Superum (opposto all’Inferum, il Tirreno), poi Golfo di Venezia e infine semplicemente Adriatico: da secoli luogo di incontro e a volte di scontro tra culture e religioni, è lui il vero protagonista dell’ultimo libro di Egidio Ivetic, docente di storia moderna e del Mediterraneo presso l’università di Padova. Perché sulla scia dell’opera di Fernand Braudel Storia dell'Adriatico. Un mare e la sua civiltà (Il Mulino 2019) ci parla del mare come se fosse un personaggio storico, il protagonista di una saga che dagli albori della nostra civiltà – ma si può risalire alle antiche ere geologiche – arriva fino ai giorni nostri.

Intervista di Daniele Mont D'Arpizio, riprese e montaggio di Elisa Speronello

Mare di per sé piccolo – un terzo del mar Nero o del Baltico – che divide e collega Alpi e Balcani, Europa orientale e quella occidentale, Mediterraneo e Mitteleuropa, l’Adriatico mette letteralmente più mondi uno di fronte agli altri. “È come un Mediterraneo dentro il Mediterraneo, ne riassume tutte le caratteristiche – spiega Egidio Ivetic negli studi de Il Bo Live –. Riflettere quindi sull’Adriatico significa riflettere sulla storia più profonda del Mediterraneo e dell'Europa”.

‘Testimone silente dello scorrere di civiltà’, per secoli ha segnato il confine tra mondo romano e quello greco, poi tra latini e slavi, infine tra cristiani e musulmani, sempre però sulla base di un’interconnessione che affonda le radici in una koinè culturale che sulle coste è durata fino a tempi recenti, fino al sorgere della cortina di ferro e, più recentemente, all’esplosione del turismo di massa.

L'Adriatico è come un Mediterraneo dentro il Mediterraneo Egidio Ivetic

Guardare all’Adriatico significa guardare da un’altra prospettiva alle civiltà che nei secoli si sono affacciate sulle sue coste e solcato le sue acque: un discorso che vale in particolare per la Serenissima, che nell’Adriatico ha avuto prima la sua culla e poi la base di partenza per il dominio del Mediterraneo orientale, fino al drammatico rovesciamento dei rapporti di forza con Costantinopoli: “Venezia diventa un’entità politica in quanto erede dello Stato del mare di Bisanzio – continua la storico –, eppure troppo spesso, anche dal punto di vista storiografico, viene guardata soprattutto in relazione alla terraferma. Manca ancora un ragionamento maturo su che cosa è stata Venezia in quanto stato marittimo, che ha gestito anche l’Adriatico e lo ha uniformato alle proprie esigenze attraverso un percorso di secoli”.

Oggi questa sorta di unità si sta in qualche modo ricomponendo: stavolta sotto l’egida l’Unione Europea, che cerca di promuovere l’integrazione di quest’area attraverso la costituzione dell’Euroregione Adriatico Ionica. La strada da percorrere è però tutt’altro che semplice: tutti i Paesi che si affacciano sulle sue sponde nell’ultimo secolo sono stati coinvolti in guerre fra loro – l’ultima, sanguinosissima, dopo la dissoluzione della Federazione Jugoslavia. E anche in tempi più recenti la tensione è tornata ad acuirsi: ad esempio per le tensioni tra Grecia e Macedonia, o per il recente rifiuto francese all’ingresso dell’Albania nell’Unione Europea. Eppure secondo Ivetic “si può comunque sperare che l'Adriatico torni a integrarsi; a differenza del Mediterraneo che, come vediamo, negli ultimi anni si sta letteralmente spaccando in due”.

POTREBBE INTERESSARTI

© 2018 Università di Padova
Tutti i diritti riservati P.I. 00742430283 C.F. 80006480281
Registrazione presso il Tribunale di Padova n. 2097/2012 del 18 giugno 2012