SCIENZA E RICERCA

Dopo 52 anni la Nasa di nuovo sulla Luna, con una compagnia privata

A 52 anni di distanza dall’Apollo 17, ultima missione con equipaggio umano della Nasa, l’agenzia americana ottiene nuovi dati sulla Luna grazie alla missione IM-1: lanciato dal Kennedy Space Center il 15 febbraio Odysseus, primo lander di costruzione privata progettato dall’azienda texana Intuitive Machines, è atterrato sul nostro satellite il 22 febbraio. Obiettivo: raccogliere informazioni utili alle prossime fasi del programma Artemis. 

Il veicolo spaziale si è posato vicino al cratere Malapert A, a circa 300 chilometri dal Polo Sud lunare considerato uno dei luoghi migliori per una presenza umana prolungata sul satellite. In questa regione la potenziale presenza di ghiaccio potrebbe fornire infatti ai futuri esploratori non solo acqua e ossigeno ma anche combustibile. Finora la maggior parte dei lander ha esplorato le regioni equatoriali della Luna, solo la sonda indiana Chandrayaan-3 lo scorso anno è atterrata vicino a questa zona.

L’atterraggio di Odysseus non è stato privo di difficoltà: il lander si è inclinato e ribaltato lateralmente quando ha toccato il suolo lunare e il segnale era debole. Dopo alcuni momenti di tensione, le operazioni sono però riprese. L’imprevisto non ha impedito di raggiungere gli obiettivi per i quali il veicolo è stato progettato e lanciato sulla Luna e cioè condurre ricerche scientifiche e testare tecnologie per comprendere meglio l'ambiente lunare, e migliorare la precisione e la sicurezza dell'atterraggio nelle difficili condizioni della regione polare meridionale, in vista delle future missioni di astronauti Artemis. I sei strumenti trasportati dal lander, dopo aver raccolto oltre 500 megabyte di dati che ora saranno analizzati dalla Nasa e da Intuitive Machines, hanno cessato le operazioni scientifiche e tecnologiche sette giorni dopo l’atterraggio. 

L’allunaggio di Odysseus, il lander di classe Nova-C, è il primo successo di una compagnia privata. Altre aziende in passato hanno tentato l’impresa, ma senza risultato: sono falliti i tentativi di Peregrine dell’azienda americana Astrobotic lo scorso gennaio, a causa di un guasto al sistema di propulsione che ha fatto perdere carburante, e quelli del lander Hakuto-R M1 della giapponese ispace nel 2023 e di Beresheet, dell’azienda israeliana SpaceIL nel 2019. I Paesi che sono riusciti a posare un veicolo sulla Luna sono quattro finora oltre agli Stati Uniti: Russia, Cina, India e Giappone. 

 

La Nasa inizia ad affidare la costruzione e la gestione di veicoli spaziali a compagnie private già negli anni Novanta, anche per affrontare i costi molto elevati delle missioni: dopo che la strategia si è rivelata efficace per il trasporto di materiale alla Stazione spaziale internazionale, nel 2018 l’agenzia americana avvia il programma Commercial Lunar Payload Services (Clps). Grazie a questa iniziativa, oggi sono 14 i fornitori idonei a trasportare carichi della Nasa sulla Luna e Intuitive Machines è uno di questi. “È la prima volta in oltre 50 anni che un'organizzazione americana fa atterrare degli strumenti sulla superficie della Luna – ha dichiarato Joel Kearns, amministratore associato per l'esplorazione presso il Science Mission Directorate della Nasa a Washington –. Questa missione dimostra che il modello Commercial Lunar Payload Services funziona, e che la Nasa può acquistare il servizio di invio di strumenti sulla Luna e di ricezione dei loro dati”. 

Il programma Artemis, di cui dunque la missione IM-1 è parte, è frutto di una cooperazione internazionale che vede in campo, accanto alla Nasa, l’European Space Agency, la Japan Aerospace Exploration Agency e la Canadian Space Agency. Dopo il successo di Artemis I nel 2022, che ha permesso di testare la navicella spaziale Orion, il razzo Space Launch System (SLS) e i sistemi di terra al Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, ora è la volta di Artemis II che porterà una donna e  tre uomini intorno al nostro satellite. La loro missione sarà quella di confermare che tutti i sistemi della navicella funzionino come progettato con l'equipaggio a bordo, nell'ambiente reale dello spazio profondo. Inizialmente previsto per il 2024, il lancio è stato posticipato e programmato non prima di settembre del 2025. A settembre 2026 avrà inizio la fase successiva del programma, Artemis III, che prevede di far atterrare i primi astronauti vicino al Polo Sud lunare. Artemis IV, che prevede di raggiungere il Lunar Gateway e di effettuare un secondo allunaggio, è prevista per il 2028. 

Secondo quanto riferito dalla Nasa, garantire la sicurezza dell'equipaggio è la motivazione principale delle modifiche al programma Artemis II e a seguire delle altre fasi: “Stiamo tornando sulla Luna in un modo mai visto prima, e la sicurezza degli astronauti è la nostra massima priorità – ha dichiarato l'amministratore dell’agenzia americana Bill Nelson –. Abbiamo imparato molto da Artemis I e il successo di queste prime missioni si basa sulle nostre partnership commerciali e internazionali utili ad ampliare le conoscenze sul posto dell’essere umano nel nostro sistema solare. Artemis rappresenta ciò che possiamo realizzare come nazione e come coalizione globale”.

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