Jane Austen, 250 anni e non sentirli
Isabel Snowden, dipendente della Jane Austen House, con un vestito indossato da Anne Hathaway nel film Becoming Jane, mentre tiene in mano una prima edizione di Orgoglio e pregiudizio, gennaio 2013. REUTERS/Stefan Wermuth
"La più perfetta artista tra le donne, la scrittrice, i cui libri sono tutti immortali", così Virginia Woolf definiva Jane Austen, che tanto ammirava, aggiungendo un riferimento al suo "senso impeccabile dei valori umani".
Nel duecentocinquantesimo anniversario della nascita della scrittrice inglese (16 dicembre 1775, nella canonica di Steventon, nello Hampshire settentrionale) ne rintracciamo lo straordinario universo esistenziale e letterario, partendo da parole che ne esaltano le qualità, il talento, lo stile, lo sguardo, la capacità di leggere e rappresentare in modo autentico i sentimenti e le relazioni, calando i propri romanzi in un'epoca precisa, la Reggenza inglese, ma riuscendo ad attraversare il tempo e anticipare la lingua del futuro.
Austen è osservatrice attenta e sensibile dei più intimi moti dell’anima e delle dinamiche di relazione, tra esseri umani: così, sotto una superficie di apparente leggerezza, le sue storie si offrono come preziosa e profonda riflessione sociale evidenziando, pagina dopo pagina, romanzo dopo romanzo, la centralità degli equilibri di classe legati a denaro e moralità. Le sue eroine sono costrette in ruoli determinati dalle convenzioni - condizione per cui il matrimonio rappresenta l'unica via per garantirsi una sicurezza economica -, ma in ognuna di loro c'è molto di più: uno spirito luminoso e splendidamente imperfetto, che non invecchia, non si esaurisce. Una imperfezione moderna, ribadita dalla stessa scrittrice, che in una lettera precisa: “Niente donne perfette, per favore […] mi danno il voltastomaco” (questo e altri scambi epistolari sono contenuti nel piccolo volume, realizzato in forma di lettera e pubblicato da L'Orma editore).
Un cartello indica la Jane Austen House a Chawton, Inghilterra meridionale, 24 gennaio 2013. REUTERS/Stefan Wermuth - Anniversary Entertainment Society
Nel libro What Matters in Jane Austen? John Mullan cerca di rispondere ad alcune domande fondamentali, immergendosi nei misteri irrisolti dell'intera produzione. I sei romanzi sono stati un punto fermo del canone inglese del XIX secolo, "eppure i critici dell'epoca non apprezzavano la vera complessità del suo lavoro". La verità è che nulla in lei è casuale: Austen ha scritto rivolgendosi a lettori e lettrici con "una grande quantità di ingegno".
La lettura dell’opera di Austen richiede cura e passione, eppure le vie per raggiungerla sono molteplici. Jane Austen Society, nel Regno Unito, e JASNA (The Jane Austen Society of North America) “sono stati fondati rispettivamente nel 1940 e nel 1979, ma è universalmente riconosciuto che l’era moderna del fandom è iniziata nel momento in cui Colin Firth è apparso con la sua camicia bagnata nell’adattamento della BBC del 1995 di Pride e Prejudice", scrive Sarah Lyall su The New York Times. Janeites a parte, molte lettrici (e qualche lettore) dei romanzi di Austen, in effetti, sono arrivate ai libri passando da tivù e cinema, godendosi le interpretazioni di Colin Firth, a metà anni Novanta, e nel 2005 di Matthew MacFadyen nei panni di Darcy. E ancora, quella di Gwyneth Paltrow, nel ruolo di Emma Woodhouse, e successivamente di Keira Knightley, indimenticabile Elizabeth 'Lizzy' Bennet, intelligente, ironica, leale, indipendente.
Un anno con Jane Austen
"Tre o quattro famiglie in un paesino di campagna sono la cosa migliore su cui lavorare". Non fatevi ingannare, lo scrive Austen in una lettera del 9 settembre 1814, certo, ma la verità è che quel microcosmo apparentemente limitato contiene tutta la complessità di relazioni e sentimenti universali. Lo spiega bene Liliana Rampello, autrice di Un anno con Jane Austen (Neri Pozza, 2025), un libro che si offre come una esperienza di riscoperta quotidiana della scrittrice inglese, con un calendario letterario da consultare seguendo l'ordine del tempo o saltando da una data all'altra, attraverso citazioni, dialoghi, riflessioni tratte dai romanzi dell'autrice.
Come Mullan, Rampello si interroga sul segreto che rende unico e immortale l'universo letterario di Austen. "Come ha potuto, questa signorina con esperienza limitata del mondo, fare del salotto di un piccolo rettorato inglese di fine Settecento un osservatorio che spalanca la stanza di ogni casa presente e futura, dal cui interno una situazione qualunque può sviluppare l’intero paradigma di un destino, diventando universale?", si chiede.
"Come è riuscita Miss Austen a percepire con tanta rara finezza, oltre le apparenze, le molte sfumature del rapporto tra pubblico e privato, tra individuo e società? Come è arrivata a orchestrare la lingua polifonica dei suoi romanzi, a inventare uno stile di magistrale esattezza e a raggiungere quel miracoloso equilibrio compositivo che informa le trame della narrazione con leggerezza e complessità mozartiane? Ecco solo alcuni degli interrogativi che hanno occupato e diviso la critica, tra ammiratori stupefatti e detrattori implacabili, durante questi lunghi 250 anni, ecco il suo grande segreto".
Della sua vita e della sua produzione letteraria ancora oggi si parla e si discute, perché i sentimenti perfettamente definiti da Austen sono eterni, lo è l'amore e lo è il dolore, lo sono i vizi e le virtù. E più di tutto, lo è "quell’insopprimibile desiderio di felicità individuale che governa ogni vita umana”. Dal primo gennaio al 31 dicembre, in mezzo si consuma una avventura di personaggi, situazioni, luoghi. Si inizia con l’incipit più famoso, le prime righe che in Orgoglio e pregiudizio (1813) subito rivelano il suo acume e la magnifica ironia - "È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di una discreta fortuna debba essere in cerca di una moglie” - e si chiude con un sguardo sull’amore e il destino delle relazioni infelici: quando il sentimento non è autentico, è destinato a esaurirsi.
Anna Middleton, specialista in libri rari, tiene in mano un'edizione di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, stampata nel 1894, parte di un'esposizione di volumi unici e rare edizioni. REUTERS/Toby Melville
“ Se una persona, uomo o donna che sia, non trova piacere in un buon romanzo, deve essere stupida al di là del sopportabile
Nel giardino di Jane Austen
Buone maniere, feste e conversazioni popolano il ricco universo di Jane Austen, ma esiste anche un suggestivo contesto domestico e botanico in cui le stesse relazioni tra esseri umani vengono calate: i personaggi dei sei romanzi si muovono tra interni ed esterni e agli spazi aperti, ora, viene dedicata particolare attenzione. Serre, prati, orti, piante, fiori e frutti hanno un impatto significativo sulla vita dell'autrice e delle sue eroine. I boschi di Barton Park in Ragione e sentimento (1811), le rose fiorite in Mansfield Park (1814), l’orto e il grande frutteto in Northanger Abbey (1817), pubblicato postumo), le fronde selvagge di Highbury in Emma (1815) e il giardino della canonica di Mr Collins in Orgoglio e pregiudizio (1813).
Nel giardino di Jane Austen, scritto da Molly Williams, illustrato da Jessica Roux e pubblicato quest'anno da Aboca, è un libro che esplora la natura custodita nei grandi classici della scrittrice. "Durante l’epoca Regency, in Inghilterra, la progettazione paesaggistica subì una profonda trasformazione e i parchi attorno alle grandi dimore si affermarono sempre più come simbolo di prosperità, prestigio e innovazione artistica. Con il termine ‘parco’ (in inglese parkland o park) si intendono qui le vaste tenute e gli spazi aperti che circondavano le residenze di campagna e i manieri. Queste aree erano solitamente progettate e curate per mettere in mostra la ricchezza e il rango dei loro proprietari, offrendo al tempo stesso luoghi dedicati allo svago e alla contemplazione estetica. All’epoca i parchi comprendevano spesso prati curati, boschi, laghi, giardini ornamentali, spazi ricreativi all’aperto e capricci architettonici (le cosiddette follies), come templi, false rovine o torri".
Gli spazi all’aperto sono centrali nei suoi romanzi, e lo sono in qualsiasi stagione: Austen amava passeggiare in natura, attraversando i giardini per ammirarne la bellezza, e questa passione si trasforma in espediente letterario nei suoi romanzi. Fiori, alberi e piante spuntano ovunque nelle sue storie. In una lettera alla sorella Cassandra, scritta nel febbraio 1807 da Southampton, descrive i progressi del giardino e dei vialetti nella sua abitazione. Sono parole di entusiasmo e ammirazione nei confronti dell'ottimo lavoro del giardiniere scelto: "Stiamo facendo mettere in ordine il giardino da un uomo che ha un ottimo carattere e un bellissimo colorito, e chiede un po’ meno del precedente. Gli arbusti che costeggiano il sentiero di ghiaia, dice, sono solo rose canine e rose di qualità mediocre – perciò vogliamo prenderne qualcuna di varietà migliore, e su mia specifica richiesta lui ci procurerà dei lillà. Non posso fare a meno dei lillà, per amore del verso di Cowper. E abbiamo parlato di un laburno. Stiamo facendo pulire la bordura sotto il muro del terrapieno, per metterci ribes e uva spina, e abbiamo trovato un posto perfetto per i lamponi".
Per sempre tua
Quello appena pubblicato da Gribaudo è un volume elegante e poetico che tratteggia la mappa sentimentale dell’autrice. Illustrato da Alice Conte, è scritto da Carolina Capria, che ne ricostruisce la vicenda umana ritrovando salotti e campagne, corrispondenze e oggetti, dallo scrittoio portatile al pozzo della canonica, passando per le croci di topazio donatele dal fratello.
Si legge in Per sempre tua: “Per il suo diciannovesimo compleanno, Jane Austen ricevette un dono che era destinato a incidere profondamente sul modo in cui considerava la sua attività di scrittrice. Per l'occasione, infatti, il padre le regalò uno scrittoio portatile sul quale potesse scrivere senza essere costretta a cercare un luogo per farlo in tranquillità e nel quale conservare con cura i fogli che contenevano gli abbozzi delle sue storie. Quel dono fu l’ennesima prova che l'uomo credeva nel suo talento”.
Orgoglio e premeditazione
Una proposta insolita e divertente: in Orgoglio e premeditazione (Giunti, 2025), Tirzah Price trasforma il romanzo di Austen in un giallo in stile Agatha Christie, dopo Ragione e omicidio di secondo grado. L'alta società londinese è scossa da un delitto e Lizzie Bennet decide di dimostrare il suo valore e risolvere il caso, ma l’accusato del crimine ha già un avvocato, si chiama Darcy. “È una verità universalmente riconosciuta che un’idea geniale, concepita e messa in pratica da una giovane donna intelligente, debba venir rivendicata da un uomo”.
Altri consigli di lettura
I mondi di Jane Austen di Diego Saglia, Carocci
Jane Austen di Manuela Santoni, una biografia a fumetti edita da BeccoGiallo
In Inghilterra con Jane Austen di Giuseppe Ierolli, Giulio Perrone editore
Jane Austen dalla A alla Z di Michael Greaney, Donzelli
I miei anni con Jane Austen di Rachel Cohen, edito da Einaudi
Le prime righe di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen
I podcast
Jane Austen's Paper Trail - un podcast realizzato da The Conversation
A Jane Austen Year, un podcast creato e registrato nella casa di Jane Austen a Chawton, nello Hampshire
Leggere e rileggere Jane Austen di Ludovica Lugli, Giulia Pilotti - Comodino Il Post
Speciale Jane Austen - pagina di raccolta dei podcast di Radio3