SCIENZA E RICERCA

L'editoriale. I divertimenti evoluzionistici estivi

Con l’arrivo dell’estate e l’avvicinarsi delle vacanze i giornali iniziano a trattare spesso argomenti sull’evoluzione futura dell’essere umano: come cambierà il nostro corpo nei prossimi secoli? Le risposte spaziano dall’avere la testa più grande, la schiena più curva per il rimanere sempre a lavorare con smartphone e tablet, il pollice più curvo per digitare meglio sulle tastiere touch ecc… 

Rimango sempre molto scettico su questi modelli. Primo perché questi modelli sono molto lamarchiani: danno per scontato che l’evoluzione funzioni per uso e disuso. Non è così: è da più di due secoli che sappiamo che l’evoluzione è lenta, richiede cambiamenti genetici che siano ereditari e che garantiscano una maggiore sopravvivenza. In secondo luogo l’evoluzione procede perché noi siamo dei trasformatori dell’ambiente: le tecnologie sono delle protesi al nostro corpo che ci fanno interagire in modo diverso con l’ambiente. L’evoluzione futura, e i ricercatori ne sono consci, si giocherà in questo modo: noi cambiamo l’ambiente che retroagirà poi su di noi. In passato è già successo: alcuni di noi digeriscono il latte fino all’età adulta, perché 7mila anni fa c’è stato un cambiamento culturale-tecnologico ed è arrivata una nuova pressione selettiva prodotta direttamente dall’essere umano. La partita evoluzionistica sarà interessante, sicuramente non tratteggiata come queste letture estive che possiamo derubricare semplicemente come divertimenti da spiaggia. 

POTREBBE INTERESSARTI

© 2018 Università di Padova
Tutti i diritti riservati P.I. 00742430283 C.F. 80006480281
Registrazione presso il Tribunale di Padova n. 2097/2012 del 18 giugno 2012