SCIENZA E RICERCA

In Salute. Mal d'auto (e non solo): è cinetosi, un fastidio diffuso

La cinetosi, più comunemente nota come ‘mal d’auto’, ‘mal d’aria’ o ‘mal di mare’, è un insieme piuttosto variegato di sintomi – comprendente nausea, pallore, sudorazione, disorientamento e talvolta affaticamento e vomito – che si manifestano in seguito a spostamenti ripetitivi o irregolari del corpo, e in particolare della testa, come quando si è su un mezzo di trasporto.

È una condizione piuttosto comune: si stima che circa il 20-30% della popolazione soffra di questo disturbo. Inoltre, in generale non vi sono patologie sottostanti che ne causano l’insorgenza: chiunque può provare tali sintomi, se sottoposto a determinati stimoli. Eppure, in alcuni casi, soprattutto quando i sintomi sono intensi, il suo manifestarsi può risultare particolarmente fastidioso, o addirittura invalidante.

Cause: un conflitto sensoriale

Nonostante la sua ampia diffusione, le cause fisiologiche di questo disturbo sono piuttosto complesse, e coinvolgono diversi organi: sistema nervoso centrale, apparato vestibolare (un sistema di organi dell’orecchio interno che è responsabile della trasmissione delle informazioni di movimento ed equilibrio del nostro corpo), apparato visivo. Per comprendere meglio i meccanismi che causano l’insorgenza della cinetosi, ci siamo rivolti a Francesco Comacchio, medico otorinolaringoiatra e direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale Sant’Antonio di Padova.

Come chiarisce il medico, nel tempo sono state proposte diverse teorie per spiegare la cinetosi; ad oggi, quella più diffusamente accettata, anche perché riesce a spiegare tutti i tipi di cinetosi (causata da stimoli visivi, vestibolari o somatosensoriali), postula che si verifichi un conflitto sensoriale. «Il cervello organizza un proprio modello interno di moto e posizione nello spazio, modello sostenuto da informazioni vestibolari, visive e somatosensoriali che, perché tutto funzioni, devono essere concordanti tra loro. Ad esempio, se un soggetto legge un libro all’interno di un’auto in movimento, avrà un’informazione visiva di apparente fissità dell’ambiente, perché la vista percepisce un oggetto fermo, mentre l’apparato vestibolare percepirà le accelerazioni lineari e angolari del veicolo in movimento. Questo mismatch sensoriale tra apparato visivo e vestibolare provoca la cinetosi, poiché riconosciuto discordante con il modello interno costruito dal sistema nervoso centrale».

In risposta a questo disallineamento tra le informazioni sensoriali e quelle che il cervello “si aspetta” di ricevere, «il sistema nervoso centrale invia al soggetto una reazione di allarme, tramite le connessioni dirette con i nuclei regolanti il sistema nervoso autonomo e tramite le connessioni dell’apparato vestibolare con il nucleo del nervo vago, che a sua volta regola lo stimolo di nausea, vomito e degli altri sintomi specifici della cinetosi», prosegue Comacchio. «Tali sintomi, quindi, sono un modalità di allarme che il nostro sistema nervoso attiva per avvertire il soggetto che sta eseguendo un’azione “sbagliata”, che deve essere cessata. Se questo non accade, e la stimolazione prosegue, il mismatch sensoriale continua e i disturbi diventano più intensi».

Nell’emergere di questi disturbi, l’apparato vestibolare è centrale proprio per via della funzione che normalmente svolge: «Il sistema vestibolare – spiega infatti Francesco Comacchio – è deputato al riconoscimento dell’attività motoria soprattutto del capo, alla sua collocazione nello spazio istante per istante, e al controllo gravitazionale tramite le strutture interne ad esso che sono deputate a questo compito, cioè le ampolle dei canali semicircolari e le macule otolitiche». Il mismatch – e dunque la comparsa dei sintomi – può però originarsi anche senza essere fisicamente in movimento: «Un altro esempio di mismatch visuo-vestibolare è il guardare un film con immagini in movimento continuo, o un vecchio filmino in super-8 mal registrato: l’apparato visivo percepisce un movimento continuo che non viene percepito dall’apparato vestibolare; anche in questo caso, il disallineamento sensoriale induce la comparsa dei sintomi tipici».

Chi soffre di cinetosi?

La centralità degli organi dell’orecchio interno nell’innescare gli episodi di cinetosi è stata confermata anche “per difetto”. Infatti, è stato verificato che la cinetosi dipende sia dall’intensità dello stimolo, sia dall’integrità dell’apparato vestibolare stesso. È stato osservato – precisa lo specialista – che «in soggetti con perdita della funzione vestibolare non vi è cinetosi».

Seppure il disturbo possa interessare qualunque soggetto, è stato osservato che alcuni individui sembrano più suscettibili a sviluppare i sintomi della cinetosi. Comacchio traccia il profilo di questi soggetti: «È noto, ad esempio, che circa il 7-10% dei passeggeri di navi soffrono di sea-motion sickness, cioè di mal di mare, e che oltre il 50% dei cadetti delle scuole aeronautiche soffre, all’inizio, di air-motion sickness, altrimenti detto mal d’aria. Un dato certo è che le donne sono più predisposte alla cinetosi rispetto agli uomini, in un rapporto di circa 5:3; sappiamo, inoltre, che l’emicrania, anch’essa prevalente nel sesso femminile, è particolarmente predisponente alla cinetosi. È noto che molti soggetti emicranici soffrono di cinetosi ben prima delle cefalee, sin dall’infanzia: spesso si considera la cinetosi come un disturbo precursore dell’emicrania, e circa il 40-50% degli emicranici soffre di cinetosi».

Regole di buon senso e supporti farmacologici

Come ben sa chi ne soffre, vi è un certo numero di accorgimenti che hanno una certa efficacia nel tenere a bada i sintomi della cinetosi. Tra questi, come ricorda anche Francesco Comacchio, vi è senz’altro quello di non leggere o guardare schermi per periodi di tempo prolungato mentre si è a bordo di un mezzo di trasporto, sedendosi piuttosto vicino a un finestrino e guardando verso l’orizzonte, così da ridurre quel disallineamento tra stimoli sensoriali che è all’origine della cinetosi. Inoltre, aggiunge il medico, «anticipare mentalmente il viaggio, se conosciuto, può essere utile per ridurre i sintomi: è per questo che il guidatore di un’auto è solitamente meno suscettibile alla cinetosi, essendo in grado di controllare il moto del mezzo e di anticiparne le variazioni». Infine, un altro accorgimento utile consiste nell’assumere pasti molto leggeri prima di mettersi in viaggio.

Ad oggi, sono disponibili anche diverse soluzioni farmacologiche funzionali alla riduzione o alla scomparsa dei sintomi tipici della cinetosi. Tra questi, come ricorda ancora Comacchio, vi sono «il ben noto cerotto a base di scopolamina, il dimenidrinato o farmaci più potenti, quali la prometazina. L’ondansetron è un potente farmaco per prevenire il vomito, ma non previene la cinetosi. Anche la cinnarizina, un antistaminico e calcio antagonista risulta efficace nel prevenire i sintomi, soprattutto negli emicranici. Ovviamente, tutti questi farmaci, molto efficaci nel contrastare la cinetosi, vanno assunti sempre prima di iniziare un viaggio».

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