I Neanderthal usavano il fuoco già 400.000 anni fa
Barnham è un villaggio del Suffolk, nell’Inghilterra dell’est, a metà strada tra Cambridge e Norwich. Conta poco più di 600 abitanti, ma da poche settimane detiene un primato storico. Analizzando i sedimenti di una cava di argilla in disuso, un gruppo di archeologi britannici ha trovato evidenze di un uso sistematico del fuoco, ripetuto per diverse generazioni. Gli strati analizzati risalgono a più di 400.000 anni fa.
Fino ad ora le evidenze archeologiche di un uso non occasionale del fuoco risalivano a circa 300.000 anni fa, mentre ora la scoperta di Barnham sposta questa data indietro di 100.000 anni.
Il lavoro è stato pubblicato su Nature, è stato guidato da Rob Davis del British Museum di Londra e a firmarlo c’è anche Chris Stringer, paleoantropologo del Natural History Museum di Londra, tra i padri della teoria Out of Africa.
E proprio grazie alla ricostruzione della storia evolutiva dell’umanità sappiamo che Homo sapiens non è uscito dall’Africa prima di 200.000 anni fa e che sicuramente non ha messo piede stabilmente in Europa prima di 60.000 anni fa. Ad accendere quei fuochi nel Suffolk quindi non sono stati i nostri antenati, ma i nostri cugini evolutivi che abitavano il Vecchio Continente già da diverse centinaia di migliaia di anni: i Neanderthal.
La scoperta è un'ulteriore prova del fatto che non erano “uomini delle caverne” come spesso sono stati dipinti, ma si trattava di una specie capace di comportamenti socialmente e cognitivamente molto complessi, quali la conoscenza dei materiali da usare e i movimenti da compiere per accendere un fuoco, ma anche il coordinamento sociale e la divisione del lavoro necessari a tenerlo acceso.
Deliberate fire-making by humans in the UK may date to more than 400,000 years ago, according to evidence in Nature. The findings predate previous evidence for the deliberate lighting of fires by around 350,000 years. go.nature.com/4oKHAS4 🏺 🧪
[image or embed]— Nature Portfolio (@natureportfolio.nature.com) 16 dicembre 2025 alle ore 03:35
Schegge di pirite e strumenti litici
I ricercatori hanno analizzato materiale ottenuto da scavi archeologici che sono stati compiuti nel sito di East Farm Barnham, attivo già dagli anni ‘90 del secolo scorso, e si sono concentrati su strati riconducibili a un’era glaciale verificatasi tra 478.000 e 427.000 anni fa e la successiva era interglaciale collocata tra 427.000 e 415.000 anni fa.
Tra le pieghe della storia profonda, hanno rinvenuto strumenti per scalfire la pietra e le schegge prodotte dalla lavorazione, ma anche le tipiche asce a mano, bifacciali e a forma di mandorla, che indicano un’avanzata capacità di produrre strumenti litici. Proprio la pietra di queste asce a mano presentava chiare evidenze di esposizione a calore. Questi strumenti sono stati rinvenuti vicino a un’area dove l’argilla è più arrossata, indice secondo i ricercatori che è stata esposta in modo continuativo a calore.
Sul sito sono state trovate anche schegge di pirite, un minerale che con lo sfregamento può generare scintille e che non di solito è presente in quella zona. Secondo i ricercatori è stato volontariamente portato lì e utilizzato per accendere un fuoco a più riprese, nel corso di diverse generazioni.
“Questo suggerisce una successione di due gruppi umani culturalmente distinti che hanno occupato il sito: il primo durante la fase temperata iniziale (zona pollinica HoII) e il secondo probabilmente durante il massimo interglaciale (zona pollinica HoII/III) dell’Hoxniano” scrivono su Nature.
The oldest evidence yet of ancient humans deliberately starting fires has been discovered in a field in the UK pic.twitter.com/1gHiRAux7Q
— nature (@Nature) December 11, 2025
L’addomesticamento del fuoco
“Determinare quando gli esseri umani hanno iniziato a controllare il fuoco è un ambito di ricerca cruciale per comprendere l’evoluzione biologica, tecnologica e sociale umana” scrivono gli autori del lavoro. “L’uso del fuoco da parte degli esseri umani probabilmente ebbe inizio con lo sfruttamento opportunistico di incendi naturali, per poi evolvere gradualmente verso l’uso volontario e il mantenimento del fuoco”.
Le prime tracce archeologiche di un utilizzo occasionale del fuoco risalgono a più di 1,5 milioni di anni fa: un esempio sono i ritrovamenti effettuati a Koobi Fora in Kenya. In Europa si registrano segnali sporadici di utilizzo del fuoco a partire da circa 400.000 anni fa.
“Tra questi figurano siti in grotta come Menez-Dregan (Francia) e Gruta da Aroeira (Portogallo), e siti all’aperto come Terra Amata (Francia), La Cansaladeta (Spagna), Medžybož (Ucraina) e Beeches Pit (Regno Unito)”.
È tra 350.000 e 200.000 anni fa il segnale archeologico restituisce evidenze di un uso del fuoco che sembra divenire più diffuso in Europa, in Medio Oriente e in Africa. “Sebbene questa distribuzione suggerisca un impiego del fuoco sempre più regolare, le prove dirette della produzione intenzionale del fuoco da parte di ominini precedenti a Homo sapiens sono state, fino a tempi recenti, limitate a poche decine di bifacciali provenienti da diversi siti neandertaliani francesi, datati a circa 50.000 anni fa, che presentano tracce d’uso compatibili con strumenti sperimentali colpiti con pirite per generare scintille” specificano i ricercatori. Ora i ritrovamenti di Barnham forniscono una solida evidenza di un uso sistematico in una specie diversa da Homo sapiens già 400.000 anni fa.
L’addomesticamento del fuoco è stato un passaggio decisivo nella storia dell’evoluzione umana: ha permesso di avere a disposizione cibi cucinati che potevano fornire nutrienti essenziali per lo sviluppo del cervello, ma ha anche garantito protezione dai predatori, fonte di calore e illuminazione. Ha inoltre consentito di creare un contesto sicuro attorno a cui riunire il gruppo sociale.
La capacità di usare il fuoco è stata a lungo considerata una caratteristica unicamente umana, che ci ha contraddistinto da tutti gli altri esseri viventi. Il fatto che anche i Neanderthal ne facessero uso ci conferma che sono esistite altre forme di umanità, diverse dal nostro modo di essere umani, e forse proprio per questo affascinanti da conoscere e da studiare.