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Scopo e finalità dei farmaci: prodotti terapeutici o beni di consumo?

Se i farmaci sono stati un'invenzione rivoluzionaria nella storia della medicina, sembra che ai nostri giorni la continua introduzione di nuovi medicinali nel mercato abbia assunto uno scopo diverso da quello puramente terapeutico. Le case farmaceutiche, infatti, mettono spesso in commercio in un mercato magari già saturo dei farmaci che sono dei “doppioni”, costituiti spesso dagli stessi principi attivi dei precedenti, o medicinali che non sono davvero efficaci per lo scopo per il quale sono stati pensati, ma che vengono comunque prescritti e assunti. Cos'è che genera e alimenta tale processo? Quando andiamo in farmacia a comprare un farmaco che magari ci è stato indicato dal medico, da chi ci arrivano le informazioni sulla sua efficacia e sul suo rapporto qualità-prezzo, in confronto ad altri prodotti simili?

Questo è uno degli argomenti di cui si parlerà in occasione del festival della salute globale che si terrà dal 5 al 7 aprile a Padova. L'evento, organizzato da editori Laterza con l'università di Padova, ospiterà studiosi ed esperti del settore e tratterà di numerosi temi di medicina e non solo. Si intrecceranno, nei dibattiti, questioni di carattere etico, bioetico, sociale, economico e politico.

Per il tema “chi possiede i farmaci? Ricerca, mercato e brevetti” interverranno Paolo Caliceti, Silvio Garattini, e Giovanni Pitruzzella. Nella conferenza che si terrà venerdì 5 aprile alle 16.30 nell'archivio antico di palazzo Bo si parlerà delle modalità tramite le quali un farmaco viene brevettato e immesso nel mercato e della regolamentazione a riguardo.

Abbiamo chiesto qualche anticipazione a Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Mario Negri di Milano, per capire quali saranno gli argomenti trattati il 5 aprile. Il dott. Garattini ci spiega che i farmaci sono diventati veri e propri beni di consumo e non strumenti di salute nel senso che “sono diventati dei prodotti che si cerca di vendere il più possibile senza tenere conto delle reali necessità dei pazienti”.

Nel corso dell'incontro saranno mostrati alcuni dati che mostrano, per esempio, la crescita continua della spesa pro capite per i farmaci del Servizio sanitario nazionale, che è differente tra le varie regioni. “Il che è assolutamente ingiustificato dal punto di vista generale, e vuol dire che ci sono differenze molto importanti. Non c'è un rapporto tra il numero di persone che usano il farmaco e il prezzo del farmaco”.

Queste sono tutte una serie di situazioni che, commenta Garattini, permettono di dire che il mercato non è sottoposto a regole precise. Il che dipende anche dal regolamento dell'Agenzia europea per i medicinali. “La legislazione europea dice sostanzialmente che un nuovo farmaco è approvato in base ai criteri di qualità, efficacia e sicurezza, che sono sicuramente caratteristiche molto importanti, però non ci dicono se un farmaco è meglio o peggio di quello che già esiste”. Sarebbe necessaria, insomma, una riforma in cui si tiene conto di quello che Garattini definisce valore terapeutico aggiunto. Cioè, dovrebbero essere approvati farmaci che sono meglio dei farmaci che già esistono.

Al momento non viene fatto niente del genere, ecco perché sul mercato si trovano molti farmaci simili con lo stesso meccanismo d'azione, senza che si sappia se sono meglio o peggio. Infatti molti dei nuovi medicinali sono dei veri e propri doppioni di altri che erano già in commercio. Perché si verifica un simile fenomeno? Garattini spiega che “tutto dipende dalla capacità di vendere il prodotto presso i medici. Perché l'informazione non è un'informazione bilanciata, ma molto asimmetrica. A dare le informazioni sui farmaci sono solo le industrie e non il Servizio sanitario, il quale potrebbe fornire, invece, un'informazione nazionale indipendente.

Insomma, quali sarebbero i cambiamenti da attuare per riordinare e gestire meglio la situazione? “Oltre a un controllo maggiore e a un'informazione indipendente che ci fa capire qual è la reale efficacia dei farmaci e qual è la tossicità, servirebbe anche un cambiamento della modalità con la quale il sistema sanitario nazionale informa i cittadini e anche i medici, i quali vengono informati solo dall'industria farmaceutica”.

Questo vuol dire che anche i medici, allora, quando prescrivono un farmaco, hanno a loro disposizione solo le informazioni provenienti dalla casa farmaceutica e magari non si accorgono che i farmaci che accettano di prescrivere sono la copia di altri medicinali già in commercio. “Come tutti noi quando siamo vittime delle informazioni che sentiamo dalla pubblicità o dalla televisione, e quindi finiamo per prendere quello che la televisione ci dice di prendere”, aggiunge Garattini.

Insomma, le questioni riguardo al mercato dei farmaci costituiscono un argomento decisamente attuale, che coinvolge chiunque, dal medico, al paziente, al cliente che si reca in farmacia in cerca del medicinale migliore per soddisfare le sue aspettative terapeutiche.

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