SOCIETÀ

La crescita delle rinnovabili è una questione di sicurezza energetica

Con la crisi innescata dalla chiusura dello stretto di Hormuz, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è tornata una soluzione di interesse non solo per ragioni di sostenibilità climatica, ma ora anche per questioni di sicurezza energetica. Pochi giorni fa IRENA, l’Agenzia Internazionale per l’energia rinnovabile, ha pubblicato i dati delle installazioni avvenute nel 2025.

“In tempi così incerti, l’energia rinnovabile continua a espandersi in modo costante e solido” ha dichiarato il presidente di IRENA, Francesco La Camera. “Ciò non solo indica una preferenza del mercato, ma dimostra anche con estrema chiarezza la resilienza delle energie rinnovabili. Un sistema energetico più decentralizzato, con una quota crescente di fonti rinnovabili e un maggior numero di operatori di mercato, è strutturalmente più resiliente. I Paesi che hanno investito nella transizione energetica stanno affrontando questa crisi con minori danni economici, rafforzando al contempo la sicurezza energetica, la resilienza e la competitività”.

Una crescita record

A livello globale le rinnovabili continuano a crescere. L'anno scorso sono stati aggiunti quasi 700 GW di capacità di generazione elettrica, un aumento di oltre il 15% rispetto a quanto fatto nel 2024. Complessivamente oggi sono stati superati i 5.000 GW installati nel mondo.

Il solare ha fatto la parte del leone, con oltre 500 GW aggiunti in un anno. Al secondo posto c’è l'eolico con quasi 160 GW. Sono stati aggiunti anche 18 GW di idroelettrico, 3,4 GW di bioenergia e 0,3 GW di geotermico.

L’energia solare e quella eolica hanno dunque continuato a dominare l’espansione della capacità rinnovabile, rappresentando congiuntamente quasi il 97% di tutte le nuove aggiunte. “Il 2025 segna il più alto incremento annuale della capacità di generazione rinnovabile mai registrato e la crescita più elevata in termini percentuali” sottolinea IRENA.

Il presidente dell’agenzia Francesco La Camera ha anche ricordato che l'obiettivo fissato alla Cop 28 di Dubai di raggiungere gli 11.000 GW nel 2030, un valore triplo rispetto a quello del 2023 quando è stato preso l'impegno, è alla portata aumentando di poco i ritmi di installazione attuali: da qui alla fine del decannio sarebbe sufficiente un ritmo di aumento annuale del 16,6%, poco più di un punto percentuale in più rispetto a quanto fatto nel 2025.

Oggi le rinnovabili nel mondo sono arrivate a costituire quasi la metà della capacità di generazione di energia elettrica globale.

Regione per regione

La Cina è il singolo Paese che ha registrato più installazioni, oltre la metà del totale globale, con 440 GW aggiunti. Cresce anche l'Europa, con un aumento di quasi 77 GW: una buona parte di questo contributo viene dalla Germania, mentre nel 2025 l'Ucraina non è riuscita a installare più rinnovabili di quanto aveva fatto nel 2024, anno in cui aveva addirittura registrato un netto calo di 7,5 GW.

L’Asia consolida la sua posizione di capofila con un contributo di quasi il 75% a tutta la nuova capacità rinnovabile: i 513 GW installati nel 2025 rappresentano un aumento di oltre il 21% rispetto all’anno precedente.

Anche l’Africa ha registrato il suo maggiore incremento di capacità in un anno, con un aumento di quasi il 16% corrispondente a più di 11 GW: i Paesi trainanti sono stati l’Etiopia, il Sudafrica e l’Egitto. Un’altra regione che ha registrato la sua crescita annuale più elevata è il Medio Oriente, che guidato dall’Arabia Saudita ha aumentato le sue installazioni di quasi il 29% da un anno all’altro.

In termini di capacità globale totale, l’Asia mantiene la prima posizione con quasi 2.900 GW, seguita dall’Europa con oltre 930 GW. L’America del Nord si assesta attorno ai 615 GW mentre l’America Centrale e i Caraibi hanno poco più di 21 GW a disposizione. “Questa disparità evidenzia la vulnerabilità delle economie con una bassa quota di energie rinnovabili e sottolinea l’urgenza di aumentarne la diffusione per rafforzare la sicurezza energetica” sottolinea IRENA.

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