SOCIETÀ

Al mondo serve più elettricità, ma non (solo) per i data center

“In un momento di significativa incertezza nei mercati energetici, una certezza è che la domanda globale di elettricità sta crescendo molto più rapidamente rispetto all’ultimo decennio. In questa Era dell’Elettricità, l’aumento del consumo globale di energia elettrica entro il 2030 sarà equivalente ad aggiungere più di due Unioni europee”, ha dichiarato Keisuke Sadamori, direttore dei mercati energetici e della sicurezza della IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia), che a inizio febbraio ha presentato il nuovo rapporto Electricity 2026, che analizza l’andamento del sistema elettrico globale fino al 2030.

Viviamo in decennio critico, non solo per il rimescolamento degli equilibri geopolitici, ma anche per il futuro andamento delle temperature del pianeta: le scelte che faremo nei prossimi 5 anni avranno ripercussioni sul sistema climatico di tutto il resto del secolo. Ridurre le emissioni del sistema energetico è il primo passo obbligato per non perdere contatto con la soglia critica di 1,5° C di riscaldamento globale, che stiamo già oltrepassando. L’energia elettrica, a differenza di quella prodotta dai combustibili fossili, può venire prodotta da fonti a basse emissioni e per questo la società globale deve elettrificare là dove è possibile farlo. I dati della IEA dicono che lo sta facendo e che continuerà a farlo.

I settori

I settori che traineranno questa nuova domanda di elettricità saranno principalmente quello industriale da una parte e quello degli edifici dall’altra. Peseranno di meno invece la diffusione dei veicoli elettrici, che pure continuerà, e l’installazione dei nuovi data center che fungono da infrastruttura per lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale. Secondo la IEA il contributo di questi ultimi all’aumento di domanda elettrica nei prossimi 5 anni sarà nell’ordine dell’8%.

I Paesi

La gran parte di questa nuova domanda verrà dalle economie emergenti e in via di sviluppo, ma la IEA fa notare che per la prima volta, dopo circa 15 anni di plateau, anche nelle economie avanzate i consumi di energia elettrica sono tornati a crescere. Nei prossimi 5 anni contribuiranno con circa un quinto (il 20%) dell’incremento totale della domanda di energia elettrica.

Negli Stati Uniti la nuova domanda si prevede crescerà di circa il 2% all’anno fino al 2030 e circa la metà di quest’aumento sarà guidato proprio dalla rapida espansione dei data center. La stessa percentuale di crescita annuale si prevede per l’Unione Europea.

La Cina rimarrà la locomotiva della nuova domanda di elettricità, rappresentando da sola quasi il 50% dell’incremento globale nei prossimi anni, ovvero una quantità di energia pari all’attuale consumo elettrico dell’intera Unione Europea. Un’altra spinta significativa verrà dalla crescita economica dell’India e di altri Paesi del Sud-Est asiatico.

Le fonti e la rete

Fino alla fine del decennio la domanda di elettricità crescerà in media del 3,6% ogni anno, con sempre maggiore produzione da parte delle rinnovabili, trainate soprattutto dal solare.

Secondo le stime della IEA tornerà a crescere (principalmente in Asia, non in Europa e Stati Uniti) anche un’altra fonte a basse emissioni, il nucleare, anche se molto meno di quanto faranno solare ed eolico. Nucleare e rinnovabili insieme, nel 2030, dovrebbero arrivare a produrre circa la metà (il 50%) dell’elettricità globale.

Crescerà però anche l’energia elettrica prodotta dal gas naturale, soprattutto per un aumento di domanda negli Stati Uniti e nel Medio Oriente. Anche per questo la IEA si aspetta che le emissioni dell’intero settore elettrico resteranno sostanzialmente invariate nel 2030, mantenendosi attorno ai valori attuali, ossia di poco sotto i 14 miliardi di tonnellate (Gt) di CO2 annue. Non è la riduzione di cui avremmo bisogno, ma contando che le emissioni rimarranno stabili a fronte di un aumento del consumo di energia elettrica, non è neppure una cattiva notizia, perché si ridurrà l’intensità carbonica.

Un maggiore affidamento all’elettricità necessita un massiccio investimento nei sistemi di accumulo, soprattutto quelli a batteria, e di un deciso rinnovamento delle infrastrutture delle reti elettriche, che non solo dovranno adattarsi a nuovi flussi, ma dovranno pensare anche alla sicurezza, difendendosi tanto da eventi meteorologici estremi quando da attacchi informatici e non.

Occorrerà inoltre tenere d’occhio l’andamento dei prezzi, che negli ultimi anni hanno già subito forti oscillazioni e i rialzi si sono fatti sentire sia sui bilanci delle famiglie sia su quelli di industrie e imprese.

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