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Stop a ExoMars: la guerra ferma la collaborazione spaziale tra ESA e Russia

Marte deve ancora aspettare. Le gravi conseguenze della crisi ucraina si ripercuotono anche sullo spazio. A seguito delle decisioni del Consiglio dell’Agenzia spaziale europea del 16 e 17 marzo, la missione europea ExoMars è stata sospesa. Lo annuncia pubblicamente la stessa agenzia: In quanto organizzazione intergovernativa incaricata di sviluppare e attuare programmi spaziali nel pieno rispetto dei valori europei, deploriamo profondamente le vittime umane e le tragiche conseguenze dell’aggressione all’Ucraina – riporta il comunicato –. Pur riconoscendo l’impatto sull’esplorazione scientifica dello spazio, l’Esa è pienamente allineata alle sanzioni imposte alla Russia dai suoi Stati membri”.

ExoMars è una doppia missione a guida italiana realizzata in collaborazione con Roscosmos, l’agenzia spaziale russa. Nella prima fase, lanciata nel 2016, la sonda Trace Gas Orbiter (TGO) ha raggiunto l’orbita di Marte dopo quasi sette mesi di viaggio, per iniziare una lunga fase di indagini sulla presenza di metano e altri gas nell’atmosfera ma anche per cercare eventuali indizi di una presenza di vita. Questa fase prevedeva anche l’atterraggio sul pianeta rosso del modulo di discesa Schiaparelli, schiantatosi sulla superficie marziana nel 2016 a causa di un’anomalia in uno dei sistemi di controllo.

Nella seconda parte della missione, il cui lancio era programmato il prossimo settembre, il rover Rosalind Franklin sarebbe dovuto approdare sul Pianeta Rosso con l’obiettivo principale di acquisire e dimostrare la capacità autonoma europea di eseguire un atterraggio controllato sulla superficie di Marte, operare sul suolo del pianeta e prelevare campioni dal sottosuolo da analizzare in situ, alla ricerca di tracce di vita passata e presente.

La decisione di sospendere la missione era nell’aria da fine febbraio, ovvero da quando è iniziato il conflitto tra Russia e Ucraina, quando il direttore generale dell’Esa Joseph Aschbacher aveva fatto pubblicare sul sito dell’Esa una dichiarazione molto critica: “Deploriamo la perdita di vite umane e le tragiche conseguenze della guerra in Ucraina. Diamo la priorità assoluta all’adozione di decisioni adeguate, non solo per il bene del nostro personale coinvolto nei programmi, ma nel pieno rispetto dei valori europei, che hanno sempre plasmato in modo fondamentale il nostro approccio alla cooperazione internazionale. L’Esa è un’organizzazione intergovernativa governata dai suoi 22 Stati membri, e nel corso degli ultimi decenni abbiamo costruito una solida rete di cooperazione internazionale, al servizio della comunità spaziale europea e globale attraverso i suoi programmi di grande successo. [...] Per quanto riguarda il proseguimento del programma ExoMars, le sanzioni e il contesto generale rendono molto improbabile un lancio nel 2022. Il Direttore Generale dell’Esa analizzerà tutte le opzioni e predisporrà una decisione formale sulla strada da intraprendere dagli Stati membri dell’Esa”.

Non si esclude di lanciare con i Russi, a condizione però che finisca la guerra in Ucraina

Occorre ricordare che le finestre di lancio che permettono di raggiungere Marte dalla Terra nel minor tempo possibile (circa nove mesi di viaggio) si aprono ogni 26 mesi e durano circa una decina di giorni. Ogni rinvio risulta quindi una vera e propria minaccia sulla fattibilità della missione.

ExoMars aveva già avuto una storia travagliata. La sua partenza era prevista nel 2018 e poi rimandata al 2020 di comune accordo tra Esa e Roscosmos. Nel 2020 poi la missione era stata ulteriormente rimandata al 2022 per non essere stata testata abbastanza durante la pandemia e per alcuni problemi al paracadute. Attualmente il Rosalind Franklin si trova presso la sede di Thales Alenia Space a Torino, in attesa di essere trasportato al sito di lancio a Baikonur nel Kazakistan per i preparativi finali insieme a tutti gli altri componenti del veicolo spaziale. Dopo aver effettuato con successo tutte le attività di manutenzione e i test funzionali previsti era ormai finalmente pronto a muovere i suoi primi passi su Marte: passi purtroppo che dovranno attendere, non si sa ancora fino a quando.

Ci aiuta a capire meglio le prospettive future John Brucato, astrobiologo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e membro della missione ExoMars in qualità di interdisciplinary scientist, nonché Membro del team scientifico dello strumento MOMA (Mars Organic Molecule Analyser), imbarcato sul rover. “Il fatto che la missione sia stata sospesa non vuol dire che non verrà fatta. ESA sta cercando insieme ai Paesi membri una soluzione per poter lanciare ExoMars senza il supporto dei Russi” afferma Brucato. “Attualmente si sta discutendo sulla possibilità di lanciare nel 2024, nel ‘26 o nel ‘28  fino a un’ultima possibilità nel 2030, secondo un piano di sviluppo di un lander in grado di trasportare e far atterrare il nostro rover totalmente europeo o con la partecipazione degli Stati Uniti – continua lo scienziato –. Questa soluzione richiede che venga presa una decisione immediata da parte degli Stati europei, che inevitabilmente avrà un impatto notevole sui costi”.

Rimane tuttavia ancora aperto un piccolo spiraglio al proseguimento della collaborazione con Roscomos: “Nonostante tutto non si esclude di lanciare con i Russi – conclude Brucato –, a condizione però che finisca la guerra in Ucraina e che la pace sia raggiunta. Di certo ci troviamo, dopo più di venti anni di lavoro, in una situazione complicata, che speriamo si risolva presto per il bene della scienza ma in primis per il valore della vita delle persone che stanno subendo questa assurda guerra”.

Serie GEOSPAZIO

  1. La carica dei privati arriva alle stazioni spaziali
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  3. Addio stelle
  4. Guerra e tensioni internazionali: quale futuro per le collaborazioni spaziali?

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