CULTURA

La Fabbrica delle Stelle: fusione, una scelta sicura

Nelle puntate precedenti…

Con l’aiuto di una scatola da scarpe e con dei tappi di bottiglia abbiamo simulato la reazione di fusione: agitando la scatola i tappi si sono “fusi”. Il vero plasma però non sarà fatto di tappi, ma di nuclei di deuterio e trizio che raggiungeranno temperature altissime, fino a 150 milioni di gradi. Per contenerlo, ci sarà bisogno di un contenitore molto speciale, a forma di ciambella.

In questa puntata

La fusione reca con sé l’aggettivo “nucleare”, che nell’immaginario collettivo spesso è associato a “incidenti” o “scorie” . Questi ultimi però sono fenomeni legati alla fissione del nucleo, il processo, esattamente opposto alla fusione, che alimenta le centrali nucleari attualmente in funzione nel mondo e in cui un nucleo pesante si rompe liberando energia.

Nella fusione due nuclei atomici invece si fondono l’uno con l’altro e in questo processo non vengono prodotte scorie radioattive di lunga durata, non si emette CO2, non vengono bruciati combustibili fossili. Anzi, ci si basa su combustibili potenzialmente illimitati: il deuterio si ottiene infatti dall’acqua di mare e il trizio si può ottenere dal litio, un elemento presente in abbondanza nelle rocce del pianeta.

La fusione è sicura anche perché non è una reazione a catena e si mantiene solo quando il plasma si trova nelle condizioni ottimali. Nella 5a puntata de La Fabbrica delle Stelle Piero Martin spiega che in ciascun reattore sarà presente una quantità di combustibile sufficiente a far proseguire la reazione solo per pochi secondi in caso di interruzione accidentale del processo, evitando quindi il rischio che esso sfugga dal controllo in caso di una qualsiasi anomalia.

Riprodurre l’energia del sole in laboratorio aiuterà quindi a rendere il mondo più pulito in modo sicuro.

 

La Fabbrica delle Stelle, quinto episodio: "Fusione, una scelta sicura". Riprese e montaggio di Elisa Speronello; responsabile produzione: Francesco Suman


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