CULTURA

La Fabbrica delle Stelle: scienza senza frontiere

Nelle puntate precedenti…

Salvagenti, tappi, bottiglie, telescopi e calamite. Nelle puntate precedenti il nostro fisico Piero Martin non ha lesinato su oggetti e metafore per spiegare come funziona l’energia da fusione e perché è importante studiarla. Nelle ultime puntate abbiamo visto che per contenere il plasma riscaldato fino a 150 milioni di gradi ci sarà bisogno di contenitori molto speciali, a forma di ciambella, capaci di confinare gli isotopi dell’idrogeno con l’aiuto di potenti campi magnetici. Il termine “nucleare” è spesso associato alle scorie o agli incidenti delle centrali nucleari, ma queste ultime funzionano con il processo opposto alla fusione, cioè la fissione. La fusione nucleare dei futuri reattori sarà invece un processo sicuro, che non produce scorie difficili da smaltire e che non emette anidride carbonica.

In questa puntata

Nell’atrio del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’università di Padova c’è una lapide in cui è raffigurato Galileo Galilei, uno dei più grandi scienziati mai esistiti. Galileo trascorse a Padova come docente dell’Università 18 anni (del 1592 al 1610). A lui è stato intitolato proprio il dipartimento di fisica e astronomia. Famosi sono i lavori di Galileo sul moto dei gravi, che si dice studiasse facendo cadere oggetti dalla torre di Pisa. Molti anni più tardi uno schizzo dedicato a quegli studi fu disegnato da Andrej Sakarov. Sacharov fu uno dei principali fisici sovietici del dopoguerra e fu fortemente coinvolto nello sviluppo del programma nucleare nel dopoguerra dell’Unione Sovietica. Fu uno dei protagonisti dek dissenso nei confronti del regime sovietico e fu insignito del premio Nobel per la pace nel 1979.

Sakarov fu una figura di grande rilievo anche per la fusione. Insieme al suo mentore Igor Tam negli anni ‘50 inventò la configurazione tokamak, che venne di lì a qualche anno implementata nel primo tokamak T1 e che è tutt’ora la più utilizzata negli esperimenti per lo studio della fusione nucleare. In quegli anni lo studio della fusione era segreto e lo rimase fino al 1958, quando si tenne la assemblea delle Nazioni Unite Atoms for Peace, che aiutò a rendere pubbliche tutte le ricerche sulla fisica nucleare, comprese quelle sulla fusione. Da allora la fusione divenne un grandissimo esempio di collaborazione internazionale che dura ancora oggi.

Si pensi che in piena guerra fredda i fisici inglesi del blocco occidentale venivano chiamati in Unione Sovietica per fare delle misure sul tokamak T3.

Oggi il tokamak Iter è una grande collaborazione internazionale che tiene insieme Unione Europea, India, Corea, Stati Uniti, Giappone, Russia, Cina. L’Italia è stato uno dei primi Paesi a unirsi alle ricerche sulla fusione. Nel 1957 nasce a Roma un primo gruppo di ricerca sulla fisica del plasma. Pochi anni dopo si sarebbe mosso a Frascati, dove sarebbe nato il grande laboratorio di fisica di Frascati che tutt’ora è il principale centro di ricerca italiano sulla fusione e che ospiterà nei prossimi anni l’esperimento DTT (Divertor Test Tokamak).

Anche a Padova c’è una lunga tradizione di studi sulla fusione. I primi cominciano nel dipartimento di fisica e in quello di ingegneria tra il 1958 e il 1959, proseguono con l’ingresso del Cnr e con gli esperimenti Eta-Beta 1 e Eta-Beta 2. Dalla fine degli anni ‘80 i laboratori vengono spostati presso l’area di ricerca del Cnr in corso Stati Uniti, dove nasce il Consorzio Rfx. Qui entra in funzione nel 1991 l’esperimento Rfx, il più grande al mondo della sua categoria. I risultati raggiunti dall’esperimento negli anni si sono addirittura guadagnati la copertina della famosa rivista Nature Physics.

Oggi Rfx è ancora in funzione ed è stato affiancato negli anni da un progetto ancora più ambizioso, il progetto Prima, che prevede la costruzione di una sorta di accendino per Iter: l’obiettivo è costruire il prototipo dell’iniettore di particelle neutre per il grande esperimento internazionale. Quest’iniettore sarà un grande acceleratore di particelle e servirà a scaldare il plasma di Iter.

La Fabbrica delle Stelle, sesto episodio: "scienza senza frontiere". Riprese e montaggio di Elisa Speronello; responsabile produzione: Francesco Suman


LA FABBRICA DELLE STELLE

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