CULTURA

Un viaggio nel mondo della salute, dalle corsie degli ospedali ai laboratori

Non è facile definire in modo univoco l’ultimo libro di Gianluca Pistore. Il filo rosso che attraversa l’intera narrazione è un’esperienza di vita dell’autore, ma non si può parlare di autobiografia. La dimensione privata rimane sullo sfondo, fa da collante. È quasi un pretesto. Il volume raccoglie numerose interviste, ma non può essere considerato nemmeno un lavoro giornalistico in senso stretto. O almeno, non solo. Chi scrive fa fatica anche a definirlo un saggio. Denso e poliedrico, Hai mai pensato di fare medicina?, edito dalla casa editrice Piccin nel 2025, mescola stili e generi diversi, accosta pensieri, luoghi e persone con soluzione di continuità. Se qui l’autore è in una sala operatoria, due righe sotto lo si trova a dialogare con uno dei tanti professionisti sanitari incontrati. E chi legge lo segue, partecipe, quasi senza accorgersi che il registro cambia. 

Il racconto si apre nello studio di uno psicanalista. Gianluca Pistore ha una laurea in economia, un master in matematica finanziaria e un altro in diritto tributario. “Era il 2019, avevo 26 anni e mi trovavo in un posto meraviglioso a fare un lavoro di prestigio con ottime possibilità di fare carriera. Si dice che le due certezze della vita siano la morte e le tasse, io mi occupavo della seconda”. Se questa è la strada che ormai sembra tracciata, nel tempo libero gli interessi lo portano da un’altra parte: la medicina lo appassiona, e anche davanti ai migliori docenti di diritto è irrefrenabile il desiderio di prendere lo smartphone per studiare la biologia del cancro o capire la natura di alcune malattie rare. Qualcosa, evidentemente, non torna. 

Arriva il 2020. Fin dalla comparsa del virus Sars-CoV-2 in Cina, Pistore segue l’evoluzione dei nuovi casi di polmonite e ne scrive su Instagram. Quando esplode la pandemia, aumentano sensibilmente anche le visite alla sua pagina. “Hai mai pensato di fare medicina?”. Gli chiedono in molti. In realtà quel pensiero lo tormentava da tempo. La frequentazione di temi medici si fa sempre più assidua e le iniziali incertezze lasciano spazio via via a una nuova consapevolezza: dopo molte valutazioni, decide di abbandonare lo studio di diritto tributario in cui lavora, e si iscrive alla facoltà di Medicina e Chirurgia. Quello stesso anno intanto pubblica in modo indipendente il volume Coronavirus: la terza guerra mondiale è contro un nemico invisibile, a cui segue nel 2021 Il virus che non esisteva, entrambi scritti con il contributo di figure di primo piano del panorama sanitario nazionale.

La storia personale di Pistore è il punto di partenza di un racconto che via via diventa una riflessione corale sul mondo della salute e della sanità.  “Questo libro è un viaggio tra le persone – spiega Pistore –, tra chi fa la medicina stando accanto al paziente e chi fa la medicina dei servizi lavorando in laboratorio. Oltre ai medici, ci sono i biologi, ci sono i tecnici. Senza di loro il sistema si paralizzerebbe. Eppure sono figure che hanno molta meno visibilità, pur avendo un ruolo preziosissimo. Le professioni sanitarie sono un mondo affascinante che dobbiamo raccontare”. 

I nomi che si incontrano sfogliando le pagine del libro sono numerosi, e sono quelli di professioniste e professionisti con cui l’autore si è confrontato: da Roberta Villa, medica e divulgatrice scientifica, ad Alessandro Mustazzolu, microbiologo e ricercatore dell’Istituto superiore di Sanità; dal radiologo Manuel Signorini a Paolo Nucci, professore di oculistica dell'università Statale di Milano; da Walter Ricciardi, professore di igiene e sanità pubblica all’università cattolica del Sacro Cuore di Roma, ad Alessandra Pizziol, direttrice del pronto soccorso dell’ospedale sant’Antonio di Padova, fino a Enzo Mammano, chirurgo generale nella stessa struttura. Ma potremmo continuare ancora.

Con ognuno di loro Pistore parla dei rispettivi settori di competenza, cercando di porne in evidenza le peculiarità e il valore, ma affronta anche tematiche più generali. Discute dell’importanza del linguaggio e  della comunicazione tra medico e paziente, che dovrebbe essere quanto più personalizzata possibile, a seconda delle necessità del malato. Pone l’accento sull’importanza della prevenzione: dopo aver perso il padre a causa di un melanoma nel 2017, ha ideato il Melanoma Day, un’iniziativa di divulgazione scientifica e prevenzione, diventata un evento di rilevanza nazionale. Ancora, affronta la questione delle differenze di genere in campo medico e delle opportunità di carriera delle donne in questo settore. Propone una riflessione sulla carenza di personale sanitario, specie di infermieri, e sull’accesso a numero programmato al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, discutendo la decisione di abolire il test d’ingresso a partire da quest’anno (sebbene di fatto la selezione iniziale sia solo rimandata). 

Nel volume Pistore evidenzia il contributo fondamentale della ricerca scientifica, ricordando che la scienza è un processo in continua evoluzione, in cui i risultati non sono mai assoluti. “Una scoperta scientifica che sovverte ciò che sapevamo fino ad oggi è, per chi si occupa di scienza, motivo di orgoglio e dimostrazione che il metodo scientifico funziona”. La ricerca procede per ipotesi, prove ed evidenze, e i risultati possono cambiare con nuove osservazioni o strumenti migliori.

L’autore ritiene, infine, che sia cruciale trasmettere l’interesse per la scienza a scuola, ragion per cui servono docenti preparati, ma prima ancora appassionati. “Gli insegnanti devono essere i testimoni dell’incredibile sforzo  umano che vi è dietro al sapere, come il tentativo di racchiudere qualcosa di gigantesco in immagini piccole, che possiamo vedere anche noi, che chiamiamo astronomia, o quello di espandere ciò che noi non vediamo minimamente ma ci tiene in vita, la biologia. Comprendere la materia, le leggi che la regolano è il compito della chimica ed è poetico tanto quanto gli autori che cantano l’amore, la morte, la vita nella letteratura”. 

Hai mai pensato di fare medicina? dunque è innanzitutto il racconto di una decisione difficile da prendere ed “è dedicato a tutte le persone che a un certo punto nella vita vogliono cambiare, e si chiedono se sia troppo tardi per farlo; a chi ha iniziato questo cambiamento e magari incontra cattivi consiglieri che cercano di dissuaderlo”. Il libro di Gianluca Pistore, tuttavia, è anche altro. È un’incursione nel mondo della salute e della sanità, con la guida di chi lavora sul campo. 

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