Rapporti omosessuali e successo riproduttivo nei primati
Anche i rapporti tra animali dello stesso sesso, nonostante non favoriscano direttamente la riproduzione, concorrono in modo indiretto al successo evolutivo: ad affermarlo è un recente studio, pubblicato su Nature, che analizza gli aspetti positivi delle interazioni omosessuali tra primati.
La ricerca ha indagato il comportamento di circa 500 specie di scimmie, rilevando che questo genere di interazioni non è insolito, accidentale o limitato agli animali degli zoo, ma risulta più comune di quanto si pensi, ed è più frequente in risposta a ambienti ostili o in gerarchie sociali complesse.
I rapporti tra primati dello stesso sesso, per esempio, possono incrementare la coesione sociale. In precedenza, i ricercatori avevano esaminato, nell’arco di tre anni, il comportamento di una colonia di una particolare specie di scimmie (macachi risus o Macaca Mulatta), e avevano osservato come i contatti sessuali tra maschi servissero proprio a rafforzare i legami. Gli individui, infatti, si alleavano e combattevano insieme, e le loro interazioni sessuali erano un mezzo per scalare le gerarchie sociali, facilitando il contatto con le femmine e quindi la riproduzione.
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Per verificare se questi comportamenti fossero presenti anche in altre specie, gli studiosi hanno svolto un’ampia analisi della letteratura sul tema,: hanno concluso che, su 491, vi erano 59 casi in cui si notavano queste interazioni, e 23 mostravano questa tendenza in modo frequente e reiterato.
In primis, gli studiosi hanno esaminato i fattori che aumentano la frequenza di questi comportamenti. Hanno scoperto che sono dovuti a diverse cause, di tipo ambientale, sociale o biologico. Il fenomeno, infatti, risulta più ricorrente in specie che vivono in ambienti ostili, per esempio in condizioni di siccità, si verifica con maggior frequenza in specie più a rischio di subire attacchi, o in altre che hanno organizzazioni e , gerarchie sociali complesse, dove il maschio deve scalare i ranghi prima di potersi avvicinare alla femmina, o ancora nei casi di animali molto longevi e caratterizzati da un marcato dimorfismo sessuale.
Quest’ultimo, che si definisce come la differenza di aspetto tra i due sessi, infatti, favorisce la competizione per la riproduzione e la costituzione di dinamiche sociali complesse,in cui le interazioni tra gli individui e la coesione dei gruppi giocano un ruolo fondamentale. Il valore di questo studio sta nel fatto che ha individuato molteplici fattori che favoriscono questi comportamenti e li ha messi in relazione tra loro: in ambienti aridi, per esempio, è più spiccato il dimorfismo sessuale. Ciò favorisce la costituzione di società complesse e dunque una maggiore frequenza di rapporti sessuali tra maschi o femmine. Nei bonobo, per esempio, queste interazioni sono funzionali alla coesione e al mantenimento dell’unione del gruppo.
Dunque, in questi casi, i rapporti sessuali non hanno solo una funzione riproduttiva, come riteneva Darwin. Infatti, favoriscono la sopravvivenza anche in modi diversi e più indiretti: creare gruppi coesi in ambienti ostili, per esempio, rende più facile la ricerca di cibo, o aiuta a fare fronte comune contro i predatori.
Oltre a questi fattori esterni, gli studiosi ritengono probabile anche una componente ereditaria nella trasmissione e reiterazione di questo fenomeno: una ricerca condotta sui macachi, infatti, ha osservato che in oltre il 6% dei casi la tendenza ad accoppiarsi con individui dello stesso sesso viene ereditata dai genitori. Dunque, la componente genetica è presente, ma non è un fattore determinante nella sua comprensione.
Tuttavia, i rapporti omosessuali non sono prerogativa esclusiva dei primati: comportamenti di questo tipo, infatti, sono stati evidenziati in circa 1500 specie di mammiferi. Nelle capre domestiche, per esempio, è stato notato che una piccola percentuale dei maschi predilige rapporti con propri simili dello stesso sesso, e la medesima tendenza si osserva anche in alcune femmine. In questi animali il fenomeno potrebbe avere una base biologica e ormonale, e si evidenziano preferenze sessuali stabili al di là di specifiche situazioni e contingenze.
Le interazioni omosessuali, dunque, non sono affatto insolite in natura. Anzi rientrano nelle normali modalità in cui si manifestano le differenze tra individui e specie.