SOCIETÀ

A Davos Trump va contro l’eolico, Musk a favore del solare

Nel suo intervento al World Economic Forum di Davos, lo scorso 21 gennaio, Donald Trump ha riproposto l’adagio secondo cui la transizione energetica sarebbe la “nuova truffa verde” (new green scam). Il presidente degli Stati Uniti ha riservato parole particolarmente dure per l’energia eolica, già da lui definita “spazzatura” in passato: l’Europa è piena di “mulini a vento”, come li definisce lui: “una cosa che ho notato è che più mulini a vento ha un Paese più soldi perde quel Paese” ha aggiunto di fronte ai più facoltosi investitori privati del mondo.

“La Cina produce quasi tutti i mulini a vento eppure non sono riuscito a trovare nessun parco eolico in Cina, ci avete mai pensato? Sono molto furbi in Cina, li fabbricano, li vendono per una fortuna e li vendono alle persone stupide che li comprano, ma loro non li usano. Mettono su un paio di parchi eolici solo per mostrarli, ma non li usano”. Quando si tratta di parlare male delle pale eoliche Trump diventa anche ambientalista: “uccidono gli uccelli e rovinano il paesaggio” è stata la sua ciliegina sulla torta.

Una rapida verifica mostra però che a fine 2025 in Cina risultava installata una potenza eolica di oltre 500 GW, più del doppio di tutta quella installata in Europa e più di tre volte di quella presente negli Stati Uniti. Rispetto agli altri Paesi la differenza è nell’ordine almeno delle 10 volte.

Per quanto riguarda l’Europa, proprio nell’anno appena trascorso l’energia eolica assieme a quella solare ha tagliato un traguardo storico, producendo più energia elettrica nel 2025 di quanto abbiano fatto le centrali a gas e quelle alimentate da altri combustibili fossili: le due rinnovabili hanno generato il 30% (841 TWh) dell’elettricità europea mentre dagli idrocarburi ne è arrivata il 29% (809 TWh), secondo i dati della European Electricity Review 2026 di Ember, un think tank che monitora la transizione a fonti di energia pulite.

Aggiungendo anche l’idroelettrico e le biomasse, le fonti rinnovabili hanno prodotto quasi la metà dell’energia elettrica europea (48%). Aggiungendo anche il nucleare, un’altra fonte a basse emissioni, la percentuale sale oltre al 70%, lasciando meno di un terzo della generazione alle fonti fossili.

Andando più nel dettaglio si vede che nel 2025 l’eolico ha effettivamente prodotto leggermente meno energia rispetto al 2024, passando da 485 TWh a 473 TWh (dal 17,5% al 17%). Anche l’idroelettrico è calato, in questo caso in maniera più sostanziale, passando da 370 a 327 TWh (dal 13,4% all’11,7%).

Secondo Ember questo è stato causato dalle condizioni particolarmente siccitose e poco ventose che si sono incontrate soprattutto durante la prima parte dell’anno appena trascorso. Queste stesse condizioni però hanno aumentato l’irradiazione consentendo una maggiore produzione dell’energia solare, che è passata da 307 TWh a 369 TWh (da poco più dell’11% a oltre il 13%) della produzione elettrica, registrando la crescita più alta (20%) tra tutte le fonti di generazione da un anno all’altro.

Solar is supercharging this transition, generating more EU power than EVER last year. Solar generation grew by a FIFTH in 2025, bringing it to 13% of 🇪🇺 electricity. 3/9

[image or embed]

— Ember (@ember-energy.org) 22 gennaio 2026 alle ore 16:00

Il calo dell’idroelettrico ha però anche causato un leggero aumento della produzione delle centrali a gas, che son passate da 432 TWh a 466 TWh (dal 15,6% al 16,5%). Il carbone invece è continuato a calare, anche se ha prodotto ancora più di 250 TWh, circa il 9% della generazione europea. Resta sostanzialmente invariata la produzione delle centrali nucleari a circa 650 TWh (quasi il 24%).

Nonostante la recente frenata, se si guarda al trend degli ultimi 5 anni l’eolico è cresciuto in Europa di circa il 20%, mentre il solare ha addirittura più che raddoppiato la propria produzione nello stesso lasso di tempo. Nel 2020 solare ed eolico producevano meno del 20% dell’elettricità europea mentre le fossili erano al 36,7%. Cinque anni dopo le due rinnovabili hanno raggiunto il 30%, contro 29% degli idrocarburi. Nel 2025, in 14 Paesi su 27 solare ed eolico hanno prodotto più energia elettrica delle fonti fossili.

2025 was another RECORD-breaking year for the EU energy transition. 🇪🇺 Wind and solar overtook fossil fuels in the EU electricity mix 🇪🇺 Wind and solar surpassed fossils in 14 of 27 EU countries’ electricity mix 🇪🇺 Solar grew by a record 20% last year https://loom.ly/Kw4w3rI 

[image or embed]

— Ember (@ember-energy.org) 23 gennaio 2026 alle ore 08:00

In alcuni Paesi il sorpasso di eolico e solare è avvenuto già diversi anni fa: addirittura nel 2010 in Svezia e nel 2015 in Danimarca. L’anno scorso si sono aggiunte Croazia e Olanda. Alcuni Paesi come l’Estonia sono vicini a questo obiettivo, ma ce ne sono altri che appaiono ancora parecchio distanti: tra questi c’è anche l’Italia.

Wind and solar reached 30% of EU electricity generation in 2025, up from 20% just five years ago. The rise of 🌪️ and ☀️ isn’t just a regional trend. 14 of the 27 EU countries generated more electricity from wind and solar than fossil fuels in 2025. 2/9

[image or embed]

— Ember (@ember-energy.org) 22 gennaio 2026 alle ore 16:00

L’Europa importa la quasi totalità dei combustibili fossili che consuma: nel 2024 ha speso 375 miliardi di euro in importazioni da fornitori stranieri. È per questo che l’energia nel Vecchio Continente costa dalle due alle tre volte di più rispetto a quella statunitense e la conseguenza è che più di 46 milioni di cittadini europei si trovano in una condizione di povertà energetica.

Con l’Affordable Energy Action Plan la Commissione Europea intende abbassare il costo delle bollette e la strada maestra per farlo è quella di aumentare la produzione di energia dalle fonti più economiche di cui il Vecchio Continente dispone in abbondanza: vento al nord e sole al sud. L’investimento in energia rinnovabile oggi ha più che mai una rilevanza strategica in termini di indipendenza da partner che si rilevano inaffidabili.

Dalla fine del 2027 l’Unione intende azzerare le importazioni di gas russo, dopo averle già sostanzialmente diminuite da quando Mosca ha invaso l’Ucraina. Negli ultimi anni però ha aumentato le importazioni di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti.

Trump a Davos ha attaccato la transizione energetica e l’energia eolica, ma non si è mai pronunciato sul solare, che sta vivendo un vero e proprio boom in tutto il mondo. Di questo exploit se ne è accorto il suo ex collega di governo, Elon Musk, che a Davos ha detto chiaramente che le sue aziende, Tesla e SpaceX, stanno investendo convintamente sull’energia solare: “consiglio anche ad altri di fare lo stesso” ha aggiunto.

Musk ha detto che sarebbe sufficiente un piccolo angolo di Stati come il Nevada, lo Utah o il New Mexico, che ospitano ampie zone desertiche, per produrre con il fotovoltaico abbastanza energia da soddisfare tutta la domanda elettrica degli Stati Uniti. “Lo stesso vale per l’Europa” ha detto: “sarebbe sufficiente una piccola area non popolata della Spagna o ad esempio grande come la Sicilia per generare tutta l’energia elettrica che serve all’Europa”. La maggioranza dei pannelli fotovoltaici però vengono prodotti dalla Cina: “sfortunatamente i dazi sul solare sono estremamente alti e questo rende artificialmente alti i costi per una sua piena adozione”.

© 2025 Università di Padova
Tutti i diritti riservati P.I. 00742430283 C.F. 80006480281
Registrazione presso il Tribunale di Padova n. 2097/2012 del 18 giugno 2012