Gli Stati Uniti accelerano la corsa alle costellazioni: cambiano le regole per i satelliti
Un'alba dall'orbita terrestre. Foto: NASA
La crescita delle costellazioni satellitari sta aprendo una nuova fase nella competizione tecnologica globale. Reti composte da migliaia di satelliti promettono di costruire infrastrutture di comunicazione sempre meno dipendenti dalle reti terrestri e sempre più integrate con servizi digitali, cloud e gestione dei dati.
In questo scenario anche la regolazione diventa uno strumento di politica industriale. Negli Stati Uniti la Federal Communications Commission (FCC) sta aggiornando il quadro normativo per accelerare il lancio di nuove costellazioni e facilitare l’accesso allo spettro radio.
Le misure rientrano nel programma Boosting America’s Space Economy, un insieme di interventi che punta a semplificare le autorizzazioni, aumentare le frequenze disponibili e favorire la crescita delle infrastrutture satellitari commerciali. La pressione arriva da un settore in piena espansione, in cui grandi progetti industriali – da Starlink alle costellazioni di Amazon e Blue Origin – stanno ridefinendo l’uso dell’orbita terrestre.
L’orbita bassa e la nuova scala dell’industria satellitare
Negli ultimi anni il numero di satelliti operativi è aumentato rapidamente. Gran parte di questa crescita è legata alle megacostellazioni in orbita bassa (LEO), sistemi progettati per offrire connettività globale a banda larga e nuovi servizi digitali.
A differenza dei satelliti tradizionali, questi sistemi richiedono migliaia di unità operative, una rete globale di stazioni di terra e un uso molto più intensivo dello spettro radio. La gestione delle frequenze e delle autorizzazioni diventa quindi un fattore critico per l’intero settore.
Il modello industriale delle costellazioni richiede infatti una capacità di dispiegamento molto più rapida rispetto al passato: satelliti lanciati in grandi quantità, sostituzioni frequenti e aggiornamenti tecnologici continui.
Boosting America’s Space Economy: più banda per i satelliti
Uno dei pilastri dell’iniziativa della FCC riguarda proprio l’accesso allo spettro radio.
Nel 2025 la Commissione ha avviato un procedimento per rendere disponibili oltre 20 gigahertz di nuove frequenze destinate ai servizi satellitari. Le bande prese in considerazione includono porzioni dello spettro tra 12,7 e 13,25 GHz, la banda 42 GHz, la banda 51 GHz e parti della cosiddetta W-band, oltre i 90 GHz.
Queste frequenze sono considerate fondamentali per lo sviluppo delle nuove costellazioni broadband, che devono gestire quantità di traffico dati molto superiori rispetto ai sistemi satellitari tradizionali. L’obiettivo della FCC è creare quella che l’agenzia definisce una satellite spectrum abundance, cioè una disponibilità di frequenze sufficiente a sostenere l’espansione dell’industria.
Nuove regole per le stazioni di terra
Un secondo intervento riguarda le infrastrutture terrestri che collegano i satelliti alle reti digitali.
Nel 2025 la FCC ha introdotto una nuova forma di autorizzazione per le Earth stations, le stazioni di terra utilizzate per comunicare con i satelliti. Il cambiamento più significativo è la creazione della cosiddetta baseline license.
Questo sistema consente agli operatori di ottenere una licenza per una stazione di terra anche senza indicare immediatamente il satellite con cui comunicherà. In precedenza ogni stazione doveva essere autorizzata in relazione a uno specifico sistema satellitare.
La modifica rende possibile costruire infrastrutture terrestri più flessibili e favorisce la nascita di operatori specializzati nel modello Ground-Station-as-a-Service, in cui una rete di antenne viene utilizzata da più costellazioni.
Una riforma più ampia del diritto spaziale
Le modifiche operative fanno parte di un progetto più ampio di modernizzazione della regolazione satellitare.
La FCC ha avviato un procedimento chiamato Space Modernization for the 21st Century, con l’obiettivo di aggiornare gran parte delle norme dedicate allo spazio. Tra le proposte in discussione ci sono procedure di licenza più rapide, criteri più chiari per la modifica delle licenze e nuovi meccanismi di coordinamento tra operatori satellitari.
Un aspetto sempre più rilevante riguarda anche la space situational awareness, cioè la condivisione delle informazioni necessarie per monitorare il traffico orbitale e ridurre il rischio di collisioni tra satelliti.
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Starlink e la crescita delle megacostellazioni
Il contesto industriale aiuta a capire perché la regolazione stia cambiando così rapidamente. Il sistema dominante nel settore delle costellazioni satellitari è oggi Starlink, la rete sviluppata da SpaceX. Con migliaia di satelliti operativi in orbita bassa, Starlink rappresenta la più grande infrastruttura satellitare mai costruita.
Nel 2026 la FCC ha autorizzato una nuova tranche della costellazione di seconda generazione Starlink Gen2, progettata per aumentare la capacità della rete e supportare nuovi servizi, tra cui comunicazioni dirette con dispositivi mobili.
L’espansione di sistemi di questa scala implica una gestione molto più complessa delle frequenze e delle autorizzazioni, rendendo inevitabile un aggiornamento delle regole.
Un’infrastruttura digitale vera e propria
Accanto all’espansione di Starlink, SpaceX ha presentato alla FCC un progetto ancora più ambizioso.
Nel 2026 l’azienda ha depositato una richiesta per autorizzare un sistema NGSO potenzialmente composto da fino a un milione di satelliti. Il progetto, descritto come una infrastruttura di orbital data centers, immagina l’orbita come una piattaforma per l’elaborazione e la gestione dei dati.
Se sviluppato, il sistema potrebbe trasformare ulteriormente il ruolo dello spazio nell’infrastruttura digitale globale. La pressione sulla regolazione non deriva però solo da SpaceX. Un altro attore importante è Amazon, che sta sviluppando la propria costellazione satellitare conosciuta come Amazon Leo, evoluzione del progetto Kuiper. Il sistema prevede oltre 3.000 satelliti in orbita bassa destinati a offrire connettività globale ad alta velocità. Il dispiegamento della rete è iniziato nel 2025 e rappresenta uno dei principali tentativi di costruire un concorrente diretto a Starlink.
Blue Origin e il progetto TeraWave
A questo scenario si è aggiunto nel 2026 Blue Origin con l’annuncio della rete TeraWave.
A differenza delle costellazioni orientate al mercato consumer, TeraWave è pensato soprattutto per clienti aziendali, governi e grandi infrastrutture digitali. Il progetto prevede una architettura multi-orbita composta da 5.280 satelliti in orbita bassa e 128 satelliti in orbita media. Secondo l’azienda, il sistema potrebbe raggiungere velocità di trasmissione fino a 6 terabit al secondo, aprendo nuove possibilità per la connettività ad altissima capacità. Non solo, a fine marzo la stessa Blue Origin ha mandato una richiesta nuova di autorizzazione alla FCC per una costellazione di data center orbitali: oltre 51.000 satelliti in orbita bassa con il nome di Project Sunrise. Il sistema, per quanto spiegato dall'azienda statunitense, dovrebbe interfacciarsi proprio con il già annunciato progetto TeraWave.
La regolazione come leva industriale
La presenza simultanea di grandi costellazioni in sviluppo – Starlink, Amazon Leo e TeraWave – spiega perché la regolazione stia evolvendo così rapidamente negli Stati Uniti.
La gestione dello spettro radio, la velocità delle autorizzazioni e il coordinamento tra operatori diventano elementi centrali per sostenere la crescita di un settore che ormai opera su scala industriale.
In prospettiva le costellazioni satellitari si stanno integrando sempre più con reti terrestri, data center e servizi cloud. L’orbita terrestre diventa così una componente sempre più importante delle infrastrutture digitali globali.
In questo scenario le decisioni della Federal Communications Commission non rappresentano soltanto un aggiornamento tecnico delle regole. Sono anche uno degli strumenti con cui gli Stati Uniti cercano di consolidare la propria leadership nella competizione tecnologica per le infrastrutture dello spazio.