In UE vendute a dicembre più auto elettriche che a benzina
Nei giorni precedenti alla pubblicazione da parte della Commissione Europea del pacchetto legislativo sull’automotive, l’industria automobilistica così come gli schieramenti politici più contrari alle politiche del Green Deal, chiedevano a gran voce la revisione dello stop alla vendita di auto col motore a combustione dal 2035 in poi.
La richiesta è stata solo parzialmente accolta dalla Commissione: nel pacchetto pubblicato il 16 dicembre scorso le auto a diesel e benzina potranno venire ancora immatricolate oltre quella data, ma dovranno comunque rispettare requisiti di sostenibilità stringenti: invece di dover ridurre del 100% le proprie emissioni allo scarico, dovranno farlo per il 90%, mentre il restante 10% di emissioni prodotte dovrà essere compensato dall’utilizzo di acciaio green prodotto in Europa o tramite l’utilizzo di carburanti a basse emissioni.
L’industria dell’auto europea si è mossa con notevole ritardo sugli investimenti in nuovi veicoli a basse emissioni, rispetto a quanto hanno fatto altri competitor. Nonostante sperasse che le istituzioni europee le venissero incontro ancora una volta, vedendo questi nuovi obiettivi ha dovuto ricredersi. La transizione del settore dei trasporti verso l’elettrico è una sfida che non può essere rimandata: i segnali non vengono solo dalle scadenze degli obiettivi di policy, ma anche direttamente dal mercato.
Lo scorso 27 gennaio ACEA, l’associazione europea di produttori automobilistici, ha rilasciato i dati delle vendite di nuove auto nel 2025. Il tipo di veicolo preferito dai consumatori europei è stabilmente quello delle ibride, ossia le auto che fanno rifornimento alla pompa di benzina ma che possono passare ad alimentazione elettrica: queste si sono prese più di un terzo del mercato (34,5%). Al secondo posto si mantengono le auto a benzina (26,6%), mentre al terzo posto si collocano le auto elettriche, dotate solo di batteria (17,4%). Seguono poi le ibride plug-in con il 9,4%, ossia mezzi che possono sia rifornirsi alla pompa di benzina sia attaccandosi alla spina di corrente, mentre le macchine a diesel si fermano all’8,9%.
La crescita delle auto elettriche
I dati più interessanti però sono quelli relativi alle tendenze, ossia le variazioni da un anno all’altro. Nel 2024 le auto a diesel e a benzina insieme si prendevano più del 45% delle vendite, mentre l’anno scorso si sono fermate al 35,5%. Nello stesso periodo le auto elettriche sono passate dal 13,6% al 17,4%. L’aumento è stato significativo in tutti i mercati nazionali più grandi: in Germania (+43%), in Francia (+12%), in Olanda (+18%), in Belgio (+12%), in Danimarca (+42%). Anche in Italia si è registrata una crescita significativa del 44%: nel 2024 erano state vendute poco più di 65.000 unità, nel 2025 ne sono state vendute più di 94.000.
Il trend è netta in crescita, tanto che a dicembre 2025 è avvenuto, seppur per un solo mese, un sorpasso storico: per la prima volta in Europa sono state immatricolate più auto elettriche che auto a benzina. Le prime hanno raggiunto le 217.898 unità, le seconde si sono fermate a 216.492.
Il calo del motore a combustione
In un anno, le immatricolazioni delle auto a benzina in Europa sono scese del 18,7%: la Francia ha vissuto il calo più significativo (-32%), ma non è andata bene nemmeno in Germania (-21,6%), in Italia (-18,2%) e in Spagna (-16%). Registrano numeri ancora peggiori le auto alimentate a diesel, che hanno visto scendere le vendite in tutto il continente del 24,2%.
Ibride e plug-in
Consolidano la loro posizione di auto preferita dai guidatori europei le auto ibride, che hanno superato i 3,7 milioni di unità immatricolate nel 2025 (+13,7% rispetto al 2024). La crescita da un anno all’altro è stata significativa in Spagna (+24%) e in Francia (+21%), mentre sono cresciute di circa l’8% sia in Germania sia in Italia.
La tipologia che però è cresciuta di più da un anno all’altro (+33,4%) sono state le plug-in hybrid, che hanno superato 1 milione di immatricolazioni, più che raddoppiate in Spagna (+111%), ma cresciute di molto anche in Italia (+86%) e in Germania (+62%).
I dati dei produttori
Oltra a riportare i dati per singolo Paese, ACEA riporta quelli dei produttori. Volkswagen registra un andamento positivo e rimane il marchio più venduto, con quasi 3 milioni di auto immatricolate, che corrispondono al 27,6% del mercato, in aumento di quasi un punto percentuale rispetto al 2024. Mantiene il secondo posto ma perde notevolmente terreno Stellantis, che vede calare le vendite (da 1.742.000 a 1.660.000, ossia -4,7%) e di conseguenza la sua fetta di mercato (da 16,4% a 15,3%).
Crescono il gruppo Renault (+5,6% di auto vendute) e BMW (+6,4%), mentre calano Hyundai e Toyota (rispettivamente di -3,1% e -6,3%).
Il marchio che registra invece la crescita annuale più elevata è BYD (Build Your Dream), la casa produttrice cinese che si è imposta con le sue auto elettriche. L’aumento è addirittura del 227%, poiché è passata dalla vendita di 39.000 unità a 128.000, ovvero più di tre volte tanto. Un dato eclatante, che dice chiaramente che l’industria europea non può permettersi di ritardare ulteriormente i suoi investimenti per rendere competitiva l’auto elettrica made in EU. Sempre che non sia già troppo tardi.