Batterie: una strategia per abbassare i prezzi dell’energia elettrica
Credits: Daniel Lee
Nel 2025 le fonti rinnovabili (eolico, solare e idroelettrico) in Europa sono arrivate a generare quasi la metà dell’energia elettrica europea (48%). Tipicamente l’energia prodotta da queste fonti è disponibile durante le ore centrali della giornata, mentre durante le ore mattutine e serali viene maggiormente sfruttata quella prodotta dalle centrali a gas. Essendo quest’ultimo un bene importato da fornitori in larga parte extra-europei, l’elettricità prodotta dal gas naturale è più costosa di quella prodotta da eolico e solare, risorse di cui l’Europa dispone in abbondanza.
Secondo la European Electricity Review 2026 di Ember, “nel 2025 il costo medio dell’elettricità prodotta da gas è variato tra 101 €/MWh e 112 €/MWh nell’UE. Durante le ore di picco dell’utilizzo del gas nel 2025, i prezzi sono stati in media dell’11% più alti in tutta l’UE rispetto al 2024”. Al contrario, nelle ore in cui l’energia pulita (soprattutto solare) era abbondante, tipicamente tra le 7:00 e le 16:00, i prezzi all’ingrosso dell’elettricità sono aumentati solo del 3% rispetto all’anno precedente.
Prendendo come esempio due Paesi come la Germania e la Spagna, si può notare che i prezzi orari dell’elettricità sono più bassi quando viene prodotta dalle rinnovabili (in questo caso dal solare), mentre sono più alti quando viene prodotta dal gas.
Un modo per contenere l’aumento dei prezzi orari è rendere più interconnessa la rete elettrica europea e far arrivare l’energia prodotta lì dove ce n’è bisogno quando ce n’è bisogno. Un altro modo è allargare il più possibile la durata delle rinnovabili, accumulando l’energia prodotta in eccesso di giorno e utilizzandola quando la domanda è ancora alta, ma non più la produzione.
Nel corso dell’ultimo decennio, il costo delle batterie è calato ogni anno in media del 20%, raggiungendo oggi livelli estremamente competitivi.
Nel 2025 nel sistema elettrico europeo risultavano installati più 10 GW di accumuli, più del doppio rispetto al 2023. Circa la metà di questa potenza è installata in solo due Paesi, la Germania e l’Italia, che assieme alla Polonia sono gli Stati membri che stanno investendo di più nell’adozione di nuove batterie: tutti i progetti già in cantiere potrebbero far raggiungere la quota di 40 GW di sistemi di accumulo.
Nel suo rapporto, in tema di batterie Ember dedica proprio un focus al nostro Paese. “A settembre 2025, i sistemi di accumulo a batterie su larga scala hanno scaricato in media 1,1 GW durante le prime ore della sera (19:00–20:00)”. Si tratta di un valore ancora piuttosto modesto rispetto a quanto coperto dal gas, ossia il 3% della domanda in quelle ore, rispetto al 52% dell’energia da fonte fossile. “Tuttavia, con la realizzazione del portafoglio di progetti in sviluppo, la capacità delle batterie potrebbe crescere rapidamente di quasi sei volte, soddisfare quote più elevate della domanda durante le ore di picco dell’uso del gas e ridurre la forte dipendenza del Paese dal costoso gas” sottolinea Ember.
Secondo i calcoli di Ember, in Italia l’energia solare o eolica immagazzinata nelle batterie e utilizzata nelle ore serali potrebbe costare circa 64 €/MWh. “Si tratta di un prezzo competitivo rispetto al costo di produzione dell’elettricità con una tipica centrale a gas, che nel 2025 in Italia è stato in media di 111 €/MWh e che in genere determina il prezzo dell’elettricità nei mercati elettrici dell’UE”.
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In questo senso l’Italia appare ben posizionata per replicare in Europa l’esempio virtuoso della California, già avviato diversi anni fa. “La California offre un caso di studio di ciò che potrebbe accadere in Italia. Nel 2021 la capacità di accumulo a batterie su scala di rete della California era pari all’attuale livello dell’Italia (2 GW), ma nel giro di quattro anni è balzata a 13 GW”. Se i progetti oggi in cantiere dovessero vedere la luce, l’Italia si troverebbe sulla stessa traiettoria già percorsa dalla California.
“Nel 2025 le batterie della California hanno fornito regolarmente quasi un quinto della domanda di elettricità durante i picchi serali, limitando sempre più la necessità di ricorrere al gas. Di fatto, in soli quattro anni, la quota delle fonti fossili nel picco di domanda serale in California è scesa dal 44% nel settembre 2021 al 34% nel settembre 2025, mentre il contributo delle batterie è aumentato dal 3% al 22% nello stesso periodo. Questo suggerisce che i Paesi dell’UE che implementano sistemi di accumulo a batterie per immagazzinare l’abbondante energia pulita potrebbero ridurre in modo analogo la loro dipendenza dal gas”.