CULTURA

Piccole pagine: Editoriale Scienza

Lo spazio, il corpo umano, l'ambiente e gli animali, i robot. Fare divulgazione scientifica e farlo bene, attraverso libri pensati per bambine e bambini, ragazze e ragazzi. Il sesto episodio di Piccole pagine è dedicato a Editoriale Scienza, casa editrice con una lunga storia, nata a Trieste nel 1993.

"Abbiamo scelto di rivolgerci ai bambini perché sono fondamentali in questo Paese. Lo facciamo partendo da una educazione scientifica coerente", racconta la fondatrice Sabina Stavro. "Già negli anni Novanta Trieste era un centro d'eccellenza per la scienza ed è stato quindi naturale, per noi, mettere un po' di questa scienza tra le pagine dei libri".

Il modo di fare divulgazione scientifica è cambiato rispetto a trent’anni fa, “quando esisteva una divulgazione di stampo anglosassone e qui, invece, si faceva fatica a trovare divulgatori bravi e in grado di parlare ai ragazzi - spiega Stavro -. Fare divulgazione scientifica per i più piccoli non è facile, perché i ragazzi li devi agganciare, non devi essere mai banale, devi essere divertente, devi stimolare la loro curiosità. Loro non smettono mai di fare domande, ma i genitori - che non sono tutti scienziati - spesso non riescono a rispondere: il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare prodotti editoriali per permettere a bambini e adulti di leggere insieme un libro e imparare qualcosa di nuovo. Abbiamo proposto la scienza in forma di fumetti, narrativa, biografie, abbiamo ideato titoli dedicati solo agli esperimenti e sviluppato libri pop-up". All’inizio il punto di forza di Editoriale Scienza risiedeva nella parte laboratoriale, nel “mettere le mani in pasta”, perché questo deve accadere quando si parla di scienza, è necessario sperimentare per capire. Ancora oggi “fare per comprendere” risulta fondamentale, ma col tempo nel catalogo della casa editrice ha conquistato spazio anche la scienza narrata: prima con le biografie e i racconti, recentemente anche con un ”azzardo”, un libro che spiega la storia del DNA attraverso un graphic novel: Sulle tracce del DNA di Claudia Flandoli.

Montaggio: Elisa Speronello

Chi sono, oggi, le autrici e gli autori di Editoriale Scienza? "Alcuni sono con noi da molti anni. Penso a Nicola Davies, biologa che ha fatto molta televisione e che ha una grande capacità comunicativa. Il primo libro fatto con lei? La cacca, Storia naturale dell'innominabile (Premio Andersen 2005 come miglior libro di divulgazione; Premio Un libro per l'ambiente 2006 - sezione divulgazione, ndr), un titolo a cui abbiamo dedicato anche una mostra al Museo di Scienze naturali di Milano e che ha avuto un grande successo perché, in modo ironico, divertente e trasversale, è riuscito a rompere un tabù".

Altro incontro fortunato è stato quello con Luca Novelli, scrittore, disegnatore, giornalista e autore televisivo, con il quale è stata sviluppata la collana Lampi di genio, che nel 2021 ha compiuto vent'anni, è stata tradotta in tedesco, spagnolo, portoghese, ungherese, arabo, coreano, turco, cinese, giapponese e raccoglie le biografie di grandi personaggi, soprattutto ma non solo scienziati, raccontate in prima persona, quasi come fosse un diario personale, con disegni a margine della storia e un "dizionarietto illustrato" in coda, per comprendere e ricordare i termini più complessi. L'ultimo titolo, pubblicato a gennaio di quest’anno, è stato dedicato a Dante e le infernali scienze. "Dietro il lavoro dei nostri autori - precisa Stavro - c'è una grande ricerca bibliografica e sul campo".

Donne e scienza sono, da tempo ormai, al centro di riflessioni e dibattiti, si parla sempre più spesso di luminose carriere di scienziate appassionate. La scienza spiegata a bambine e bambini può aiutare a superare limiti imposti, ad abbattere i pregiudizi? Quanto le prime letture possono contribuire a formare l'identità e ad alimentare vocazioni e competenze oltre il genere? "Di questo argomento oggi si parla molto ma, quando nel 2003 abbiamo presentato la nostra collana Donne nella scienza, siamo state prese un po' per pazze: insomma, ci dicevano, davvero volete parlare di scienza al femminile? Ci chiamavano le sorelle kamikaze. Noi sentivamo l'esigenza di far conoscere storie di donne e scienziate per far capire che la passione non ha genere, e così lo studio e l'ambizione di fare quello che si desidera nella vita. Pensiamo a Marie Curie, una delle più belle e interessanti vicende umane: lei è andata avanti per riuscire a ottenere quello che voleva".

"Bambine e bambini non percepiscono la differenza di genere, nascono liberi: ecco allora che risulta necessario agire subito, a partire dai primi anni di scuola. Il vero gap sulle vocazioni si sviluppa più avanti, intorno ai quindici anni, lo sappiamo dalle indagini Pisa: nel nostro Paese si pensa ancora che le ragazze debbano dedicarsi solo alla cura delle persone e a carriere umanistiche. In realtà le facoltà scientifiche, pensiamo alle STEM, saranno quelle che daranno sempre più lavoro e competenze: i genitori non dovrebbero mai forzare la strada di figlie e figli". 


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Concludiamo, come sempre, ritrovando le tracce di letture del passato: pagine che hanno formato le protagoniste e i protagonisti della nostra serie. Il libro dell'infanzia di Sabina Stavro è Fiabe italiane di Italo Calvino: "Ricordo i pomeriggi passati insieme a mia nonna, che le leggeva. Io stessa ho letto e riletto questo libro, in diverse edizioni, e l'ho passato ai miei figli. Oggi ho un nipotino di due anni e uno di due mesi e mezzo e non vedo l'ora che crescano per poter leggere per loro".

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