SPAZIO SALUTE

In Salute. Riparte il ciclo dedicato agli approfondimenti in medicina

A partire dallo scorso anno la redazione de Il Bo Live, ha seguito in maniera costante l’evolvere della pandemia da Covid-19. E continua a farlo. L’infezione da Sars-CoV-2 è un’emergenza sanitaria di portata globale che ha sottoposto i sistemi sanitari a una pressione e a un impegno sconosciuti nella storia recente. La comunità scientifica internazionale ha lavorato senza sosta per indicare le misure di contenimento più idonee, per sequenziare il genoma del nuovo coronavirus, per produrre vaccini e studiare farmaci che possano curare la malattia. Se tutti questi sforzi sono stati (e sono) assolutamente necessari, non va dimenticato che in molti si trovano a dover affrontare anche patologie di altro tipo, sulla cui gestione peraltro la pandemia non è stata priva di conseguenze.

Durante la prima ondata pandemica, un cardiopatico su due ha evitato i controlli per paura del contagio o per liste d’attesa troppo lunghe. La tendenza è stata di posporre a un momento migliore l’analisi della propria situazione clinica, con la conseguenza però che i medici hanno rilevato successivamente dei quadri clinici più severi rispetto alle condizioni standard che erano state osservate nel tempo, fino a quel momento. Ancora, si stima possano essere stati circa un milione i casi di cancro non diagnosticati in Europa a causa della pandemia da Covid-19 e 100 milioni gli screening non effettuati, portando a diagnosi più tardive e a una minore sopravvivenza complessiva. Fino a una persona su due con potenziali sintomi riferibili al cancro non è stata inviata urgentemente per la diagnosi.

Ebbene, proprio per accendere i riflettori anche su queste patologie, Il Bo Live lo scorso marzo ha inaugurato - e ora riprende dopo la pausa estiva - il ciclo dal titolo In Salute, uno spazio di approfondimento che, nelle intenzioni, si pone come un punto di riferimento per chi è interessato al tema della salute e cerca un’informazione accurata, lontana da sensazionalismi e nel maggiore rispetto possibile per ogni persona che affronta una malattia.

Una ventina i servizi finora pubblicati, nel corso dei quali abbiamo discusso con diversi professionisti del settore, per cercare di capire di volta in volta come riconoscere i sintomi specifici delle diverse patologie prese in considerazione – fino a soffermarci anche sulle dinamiche fisiologiche che sottendono allo stato morboso – e per rendere conto delle terapie disponibili e degli strumenti di prevenzione. Pur nella precisione dei contenuti, abbiamo volutamente adottato un linguaggio non specialistico, con l’obiettivo di offrire notizie facilmente accessibili a lettori interessati (e potenziali pazienti) che scelgano le pagine de Il Bo Live per informarsi.  Ci siamo occupati di malattie dell’apparato respiratorio e dell’apparato cardiovascolare, di patologie psichiatriche e infiammatorie, di malattie della pelle e dell’apparato riproduttivo. Abbiamo trattato in modo particolare i benefici dell’esercizio fisico sulla salute, dedicandovi uno spazio che si articola su più contributi (In Salute in movimento). L’attività fisica, infatti, non solo influisce sul benessere psico-fisico delle persone e sulla loro salute, ma in molti casi va considerata come una vera e propria terapia.

Abbiamo discusso di medicina di genere, una disciplina trasversale ai diversi campi del sapere medico, dato che per un lungo periodo in ambito medico – dalla ricerca sui farmaci, alla diagnostica fino alla terapeutica – non si è tenuto conto della specificità delle donne e di come le differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) possano influenzare lo stato di salute e di malattia. Le conseguenze di questa situazione sono presto dette: le donne hanno dal 50 al 75% di possibilità in più di sviluppare effetti collaterali ai farmaci o di morire di infarto per esempio, in questo caso perché i sintomi – differenti da quelli dell’uomo – non vengono riconosciuti come tali. Solo negli ultimi anni, si è colta una certa sensibilità intorno al tema e si è assistito allo sviluppo di conoscenze specifiche. Per tutte queste ragioni, quando ci siamo occupati di osteoporosi, di fumo e malattie respiratorie o di malattie tromboemboliche (solo per citare alcuni dei temi toccati), abbiamo cercato di capire in che misura la patologia interessasse uomini e donne e le ragioni di una eventuale maggiore o minore predisposizione.

In più casi sono stati posti in evidenza gli effetti della malattia sui bambini e sui giovani. È il caso dell’asma, per esempio, una patologia che può insorgere in qualsiasi momento della vita, sebbene la forma più frequente si manifesti solitamente sin dall’infanzia, associata a un fattore di predisposizione allergico. Anche quando si parla di depressione, si deve prestare attenzione ai più piccoli che pure – è stato ormai riconosciuto – possono soffrire di questa patologia e manifestarla con forme di isolamento o manifestazioni di rabbia e irritabilità.

Un altro aspetto su cui il ciclo In Salute intende soffermarsi è il rapporto del paziente con la collettività, con l’altro da sé, poiché non di rado si tende a stigmatizzare il malato e la malattia. È il caso di molte patologie psichiatriche, dalla schizofrenia alla depressione. Chi soffre di disturbi del comportamento alimentare, per citare un altro esempio, è soggetto a visioni distorte da stereotipi, dato che non si è ancora affermata del tutto la consapevolezza che questi malati non rispondono a una scelta individuale, ma sono affetti da una patologia. È fondamentale dunque sradicare idee sbagliate, pregiudizi e timori nei confronti di determinate patologie, anche attraverso una corretta informazione.

Ed è proprio questo lo spirito che anima la serie. Riprenderemo, dunque, parlando di sclerosi multipla e calcoli renali, continueremo a dedicare spazio all’importanza dell’esercizio fisico per la salute, ci occuperemo ancora di malattie cardiovascolari e di molte altre patologie, nell’intenzione di promuovere tra il largo pubblico la conoscenza in campo medico, per creare maggiore consapevolezza.

© 2018 Università di Padova
Tutti i diritti riservati P.I. 00742430283 C.F. 80006480281
Registrazione presso il Tribunale di Padova n. 2097/2012 del 18 giugno 2012