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I 100 anni di un giornale universitario: antifascisti in redazione

Nel 1919 usciva per la prima volta il giornale goliardico "Il Bo": attraverso un racconto per immagini ripercorriamo un secolo di vita all'università di Padova. Dopo la prima e la seconda parte, pubblichiamo oggi la terza puntata: gli anni del Fascismo e l'opposizione interna.

Testi di Daniele Mont D'Arpizio, disegni di Marco Roveroni.

Il Bò, che arriva a toccare le 5.000 copie, pur venendo alla luce in pieno periodo mussoliniano fin dai primi anni si fa apprezzare anche per i caratteri di anticonformismo e autonomia, a volte perfino irriverente. Caratteristiche ben rappresentate dal pittore e illustratore padovano Tono Zancanaro, che durante l'università collabora alla rivista e che negli anni della guerra svilupperà il personaggio satirico del Gibbo, la cui deformità fisica e morale rappresenta ferocemente il regime e Mussolini come suo grottesco eroe.

Nella seconda metà degli anni '30 nella redazione del giornale tra redattori e collaboratori, oltre a convinti sostenitori della dittatura, sono presenti anche molti antifascisti come Ettore Luccini e soprattutto il fisico triestino Eugenio Curiel, che in quel periodo rappresenta la mente e l'anima del giornale. Assistente universitario di meccanica razionale assieme Bruno Rossi e iscritto al partito comunista clandestino, Curiel in seguito all'espulsione dall'università diventerà comandante delle Brigate Garibaldi e fonderà il "Fronte della Gioventù per l’Indipendenza Nazionale e l’Unità". Eroe della resistenza, dopo la sua uccisione nel 1945 a Milano da parte delle brigate repubblichine gli sarà attribuita la Medaglia d'Oro al Valor Militare. 

SPECIALE I 100 anni di un giornale universitario

  1. Gli inizi
  2. Gli anni '30

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