SOCIETÀ

Tito Boeri: "Non possiamo pensare di fare a meno dell’immigrazione"

"Per quanto riguarda queste politiche (economiche dell'attuale governo ndr)il rischio che abbiano un effetto negativo sul mercato del lavoro è forte”. A dirlo è Tito Boeri che prende spunto dalle preoccupazioni lanciate dall’Ocse e dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker per quanto riguarda la situazione economica italiana.

L’economista, ex presidente dell’Inps, ai microfoni de Il Bo Live ha parlato anche di immigrazione, di opportunità e di percezione della popolazione rispetto a queste tematiche, temi che affronterà anche venerdì 5 aprile in un incontro in Aula Nievo di Palazzo Bo in occasione del Festival della Salute Globale.

“I dati fanno vedere in modo inequivocabile che gli immigrati arrivano nelle regioni e nelle aree del paese in cui c’è una domanda molto forte di lavoratori - ha dichiarato Tito Boeri -, quindi riempiono dei posti che rimarrebbero vacanti. Se guardiamo la dinamica della disoccupazione nel corso del tempo ci rendiamo conto che l’arrivo degli immigrati è stato associato ad una  riduzione della disoccupazione per gli stessi italiani”.


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Quando si parla di immigrati e lavoro per forza di cose si pensa ad un’immigrazione regolare. Per renderla tale però servono leggi, tanto quanto “servono” anche i contributi che loro stessi pagherebbero da subito.

“Non possiamo pensare di fare a meno dell’immigrazione - ha continuato Boeri durante l’intervista -. L’immigrazione è certamente un fatto costoso sia per le persone che ne sono coinvolte, in quanto è una scelta drammatica che noi italiani conosciamo bene venendo da generazioni di migranti, sia per lo Stato. In un paese che ha un declino demografico così accentuato come il nostro e che ha di fronte una prospettiva di avere un pensionato per lavoratore, e come sappiamo in un sistema pensionistico che funziona per ripartizioni sono gli attuali lavoratori che pagano gli attuali pensionati, significa che chi lavora si deve mettere sulle sue spalle la pensione di questa persona. E sappiamo anche che in passato i trattamenti pensionistici erano molto più generosi di quelli che arriveranno alle future generazioni”.

È molto importante che arrivino immigrati e che paghino i contributi. È importante per permettere la sostenibilità del nostro sistema previdenziale Tito Boeri

“Credo - ha concluso Boeri parlando di percezione - che in Italia ci sia molta poca consapevolezza previdenziale e poca consapevolezza demografica. Non sappiamo come funziona il sistema pensionistico, sottostimiamo l’invecchiamento della popolazione e al tempo stesso pensiamo ci siano più immigrati di quelli che ci sono in realtà. C’è una percezione sbagliata sia del sistema previdenziale che degli equilibri demografici del paese ed è molto importante che le istituzioni diano informazioni adeguate”.


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Interrogato infine sulle preoccupazioni lanciate dall’Ocse l’economista ha dichiarato che è necessario attendere “le stime che il governo farà nel DEF (documento di economia e finanza) e vedremo se si adeguerà alle stime al ribasso. Per quanto riguarda queste politiche il rischio che abbiamo un effetto negativo sul mercato del lavoro è forte. Il reddito di cittadinanza è un trasferimento molto generoso per alcune persone singole e molto poco generoso per le famiglie numerose, cioè quelle dove è maggiormente concentrata la povertà. Al sud soprattutto il livello del reddito di cittadinanza è tale da spiazzare una parte componente del lavoro, spingendo le persone o nel lavoro nero o nella disoccupazione”.

Tito Boeri sarà presente a Padova venerdì 5 aprile in un incontro nell'ambito del Festival della Salute Globale che si terrà in Aula Nievo di Palazzo Bo alle 18:30 dal titolo: “Davvero ci rubano il lavoro? Costi e vantaggi dell’immigrazione”.

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