CULTURA

10 settembre 1919: l'occasione perduta dell’Italia

Il 10 settembre 1919 veniva firmato il trattato di pace di Saint-Germain tra i vincitori della grande guerra e la Repubblica austriaca, erede dell’impero austro-ungarico. Per l'Italia si trattò di una grandissima occasione sprecata. Con la dissoluzione dell'Austria-Ungheria infatti il giovane Regno aveva finalmente la chance, inseguita da decenni, di diventare la principale potenza politica e militare del teatro danubiano e mediterraneo. Di mezzo però si mise l’isteria nazionalista che in quel momento pervadeva l'opinione pubblica, e di riflesso la classe dirigente italiana.

La questione fiumana, fino ad allora pressoché sconosciuta all’opinione pubblica italiana, era infatti improvvisamente passata al centro dell’attenzione di un’opinione pubblica diventata di massa, contribuendo di fatto a pregiudicare l’esito dei negoziati tra l'Italia e gli ex alleati, in particolare gli Stati Uniti. Possiamo chiamarla la prima grande fake news della storia italiana del Novecento, sollecitata da alcuni retori di piazza; a cominciare ovviamente da Gabriele D'Annunzio, per il quale si rivelò una nuova straordinaria occasione per calcare le scene pubbliche. L’impresa fiumana rappresentò la prima ribellione dell'esercito, che appena due giorni dopo la firma del trattato di Saint Germain marciò sulla città di Fiume per riprenderla in nome dell'Italia, ma anche il tramonto della possibilità per l'Italia di concludere una pace stabile e duratura e di divenire una grande potenza.

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Riprese e montaggio: Elisa Speronello
Responsabile produzione: Daniele Mont D'Arpizio

Un secolo dalla grande guerra

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