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Medicina a Padova nei secoli: Giulio Cesare Casseri

Giulio Cesare Casseri visse durante l’epoca d’oro della medicina padovana. Nato a Piacenza nel 1552 da una famiglia di umili condizioni, si trasferì ben presto a Padova, lavorando dapprima al servizio di un ricco studente dell’università patavina, e in seguito assumendo il ruolo di inserviente nella casa del celebre Girolamo Fabrici d’Acquapendente, professore di anatomia e chirurgia presso l’ateneo cittadino. Casseri divenne prima auditore, poi istruttore e brillante discepolo di Acquapendente, immatricolandosi nella Scuola di Medicina per seguire gli studi del maestro. Sia la data di immatricolazione che la data di laurea rimangono tuttora sconosciute, sebbene Sterzi nel 1910 abbia ipotizzato che avesse conseguito il titolo nel 1580 circa. Durante gli studi fu inoltre allievo di Girolamo Mercuriale, che tenne la cattedra di clinica medica dal 1567 al 1587.

Dopo la conclusione del percorso accademico, Casseri si dedicò all’insegnamento dell’anatomia, impartendo sia lezioni private agli studenti del corso di medicina, che lavorando come assistente per Acquapendente. Non limitandosi alla docenza, si distinse anche nella propria carriera come chirurgo, aprendosi uno studio di grande successo. Tale era la fama di Casseri che già dal 1584 divenne membro della commissione incaricata di esaminare i candidati chirurghi dell’epoca, conferendo loro la licenza di operare. Va notato tuttavia che nel Cinquecento la professione chirurgica era considerata una branca inferiore, rivolta al trattamento di “mali minori”, mentre la medicina teorica si occupava di qualsiasi patologia di maggiore rilevanza (da ciò deriva un goliardico ritornello cantato – ancora oggi – ai laureati, attribuibile ai chirurghi del tempo).

Con il passare degli anni, i rapporti tra Casseri e Acquapendente si incrinarono, culminando in un’aperta rivalità tra l’allora allievo e il suo celebre maestro. Nel 1595 Casseri venne incaricato di sostituire Acquapendente a causa di una malattia che lo aveva colpito e, ricevendo numerose lodi e ringraziamenti da parte degli studenti nel corso delle sue lezioni (in particolar modo dalla Natio germanica), attirò su di sé l’invidia del maestro. La situazione si aggravò ulteriormente nel 1598, quando Casseri organizzò un corso privato di dissezione nella propria abitazione, dove costruì un apposito teatro anatomico e lavorò su oltre nove cadaveri, mentre Acquapendente era costretto invece a ridurre le lezioni pubbliche proprio a causa della carenza di corpi disponibili.

Nell’inverno del 1604, a causa di una malattia che colpì Acquapendente, il rettore dell’ateneo incaricò nuovamente Casseri di condurre il corso di anatomia. Tuttavia, nonostante Acquapendente avesse dato il suo assenso formale al conferimento dell’incarico, Casseri si rifiutò di presentare le lezioni nel teatro pubblico utilizzato dal maestro, conducendo invece le dissezioni nel proprio.

Quanto alla vita privata, Casseri ebbe una figlia naturale, Margherita, che sposò in quegli anni uno dei suoi discepoli. Fino al 1609 circa, l’anatomista continuò a tenere numerose lezioni nella propria abitazione, riscuotendo grande successo, mentre l’attività didattica di Acquapendente veniva ridotta al minimo. Nell’agosto del 1609, infine, le autorità veneziane separarono le cattedre di anatomia e di chirurgia, assegnando la seconda a Casseri, mentre ad Acquapendente fu attribuita la prima con il ruolo di professore “sopraordinario” (cioè incaricato a vita). Nel 1613 l’attività didattica di quest’ultimo venne ulteriormente ridotta, avendo egli raggiunto i 50 anni di servizio, e, sebbene il celebre anatomista avesse richiesto formalmente di essere sostituito da Giulio Sala, l’incarico venne nuovamente conferito a Casseri, che ancora una volta si rifiutò di condurre le lezioni di anatomia nel teatro pubblico del maestro, preferendo il teatro privato della propria abitazione. L’anno successivo, nel 1614, Casseri venne investito del titolo di cavaliere di San Marco e fu riconfermato professore di chirurgia; nonostante avesse ricevuto diverse offerte prestigiose da parte di altre università, rifiutò sempre il trasferimento. Nel 1616, infine, il Senato dell’ateneo patavino convinse Casseri a condurre le lezioni di anatomia nel teatro pubblico in cui Acquapendente aveva insegnato per numerosi anni. Fu la prima e unica volta: destino volle, infatti, che pochi giorni dopo la conclusione del corso Casseri contraesse una grave febbre, passando a miglior vita la sera dell’8 marzo 1616. Il suo corpo venne sepolto nella Chiesa degli Eremitani dove la sua tomba rimase fino al 1626. Fabrici d’Acquapendente, invece, visse fino al 1619. Alla morte di quest’ultimo, le cattedre di anatomia e chirurgia vennero nuovamente riunite e in seguito affidate ad Adriaan van den Spiegel, noto anche come Spigelius.

Casseri fu autore di tre testi principali: il primo lavoro, datato 1601 e intitolato De vocis auditusque organis historia anatomica, rappresenta uno dei primi trattati di anatomia comparata concernenti l’orecchio e gli organi della fonazione. Il secondo, datato 1609 e conosciuto come il Pentaesthesion si compone di cinque trattati, ognuno dedicato all’anatomia e alla funzione di ciascun sistema sensoriale. La terza opera, le Tabulae anatomicae, fu pubblicata postuma nel 1627 da Daniel Rindfleisch, conosciuto anche come Bucretius di Breslavia: si tratta di una collezione di illustrazioni anatomiche attribuite a Odoardo Fialetti, allievo di Tintoretto, e al pittore tedesco Joseph Murer, che eseguì le illustrazioni sotto la guida di Casseri. Infine, nove sue tavole anatomiche vennero pubblicate nell’opera postuma di Spigelius De formato foetu.

Tutte le opere di Casseri riscossero ampio successo all’interno della società medica dell’epoca. Tra i suoi numerosi meriti in campo anatomico ricordiamo che egli fu il primo a descrivere la struttura della laringe come cartilaginea e non ossea, indagandone in dettaglio la muscolatura. Per quanto concerne l’anatomia degli organi di senso, Casseri descrisse accuratamente la struttura del padiglione auricolare e l’anatomia dei canali semicircolari dell’orecchio. Fornì inoltre la prima descrizione dettagliata dell’occhio e della sua muscolatura.

A livello della cute, identificò la presenza dei recettori responsabili della sensibilità tattile e dolorifica, collocandoli nel derma (strato più profondo e vascolarizzato della pelle) e non nell’epidermide come si riteneva all’epoca. Per quanto concerne il sistema muscolo-scheletrico, scoprì i muscoli lombricali della mano, a livello del palmo e responsabili della flessione delle dita, descrisse il muscolo coracobrachiale del braccio, noto come “muscolo perforato del Casseri”, nonché la sua innervazione. Nel campo della splancnologia (ovvero la branca dell’anatomia che studia i visceri), descrisse per la prima volta l’appendice vermiforme e la sua rete vascolare, le fossette inguinali, le pliche semilunari dell’intestino tenue e fu il primo a disegnare la tonaca muscolare della vescica. Infine, nel campo della neuroanatomia, Casseri fu il primo a illustrare la struttura della dura madre e la sua continuazione sul nervo ottico nella cavità orbitaria; scoprì le granulazioni aracnoidee, successivamente attribuite a Pacchioni, ovvero le strutture dell’aracnoide (una delle tre meningi) deputate al riassorbimento del liquido cerebrospinale. Identificò il forame interventricolare, successivamente attribuito a Monro, ovvero il forame che mette in comunicazione i ventricoli laterali dei due emisferi cerebrali con la cavità del terzo ventricolo; secondo alcuni autori, fu inoltre il primo a descrivere il poligono arterioso successivamente attribuito a Willis, la cui funzione è quella di contribuire alla perfusione arteriosa dell’encefalo.

L'articolo è stato scritto in collaborazione con Veronica Macchi e Andrea Porzionato

 

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